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Politica · (
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Non so a voi, ma a me l’inedita e ormai famosa risposta di Napolitano ai cittadini, data sul sito del Quirinale, continua a non convincere. Ora, in Italia sembra che ultimamente sia vietato criticare l’operato del Capo dello Stato, come se le sue decisioni fossero «infuso divino»; io non sono d’accordo, e perciò nel seguito provo a palesare i miei dubbi. Perché se è giusto non offendere la figura del Presidente della Repubblica (come tutti gli altri ruoli istituzionali, in definitiva), è anche giusto poter commentare e criticare liberamente i loro atti. Scrivo questo perché mi sembra che ultimamente ci sia parecchia confusione anche su questo punto. Ma torniamo alla riposta di Napolitano. Leggi tutto »
Partiamo per un attimo dal presupposto che ci sia stata davvero «troppa tolleranza», come ha detto il ministro Maroni, nei confronti degli immigrati. Questo significa per relazione diretta che ci sarebbe voluta più intolleranza. L’intolleranza è spesso anche sinonimo di violenza. Quindi il ministro Maroni ha in qualche modo chiamato alla violenza. Supponendo assiomaticamente che non fosse questa la sua intenzione, e che il significato delle sue parole sia stato travisato, rimane il fatto che il ministro ha commesso un errore inaccettabile, tale da richiedere, secondo me, le sue dimissioni. È inconcepibile, infatti, che un Ministro dell’Interno possa permettersi, in qualunque maniera anche non volontaria, di rinfocolare violenze di alcun tipo, soprattutto in una situazione così pericolosa come è attualmente quella di Rosarno. Poi, dopo la valutazione logica, c’è anche una valutazione politica. Leggi tutto »
Forse vi sarete accorti che non parlo più molto di attualità qui. In generale sono troppo nauseato per farlo, ma mi rendo conto che sbaglio, e che forse dovrei affrontare di più gli argomenti del momento, pur nel mio piccolo. Se non altro per mettere un po’ in ordine le idee per me. Ad ogni modo, preamboli a parte, ho appena letto questo articolo del Corriere. Il sindaco in quota PD del comune di Scarlino (Grosseto), ha emesso un’ordinanza che multa di ben 500 euro chiunque rimuoverà il crocifisso da una aula scolastica del comune. Evidentemente il sindaco ritiene che il suo esecutivo abbia un potere maggiore rispetto alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Cavolo, già il nome dovrebbe incutere rispetto, si parla non di applicazione di una legge o regolamentucolo qualunque, bensì dei diritti dell’uomo! Ed invece la nostra classe politica non ha ancora capito niente di libertà e uguaglianza, dimostrando che a livello di mentalità, quantomeno, negli ultimi sessant’anni si sono fatti passi avanti, ma spesso si è anche rimasti fermi. Leggi tutto »
Volevo segnalare a tutti gli interessati, abitanti della «bassa» o meno, che mercoledì 21 ottobre Gherardo Colombo sarà a Minerbio, presso il Capannone delle Feste PD, per presentare il suo libro Sulle regole.
La presentazione sarà preceduta, alle ore 19.30, da una cena di autofinanziamento, per cui è richiesta una prenotazione da far pervenire entro domenica 18 ottobre ai numeri 328.0588435 oppure 333.2282108. Direi un’occasione immancabile! Per chi fosse interessato alla presentazione, ma non alla cena, l’appuntamento è per le ore 21 circa.
La giustizia non può funzionare se il rapporto tra i cittadini e le regole è malato, sofferto, segnato dall’incomunicabilità. La giustizia non può funzionare se i cittadini non comprendono il perché delle regole.
Ogni tanto torno a pensare alle ultime elezioni amministrative, perché gli eventi si susseguono, e si possono sempre leggere le ultime consultazioni con un occhio differente rispetto a quanto fatto in precedenza. In particolare, poco fa, mi è venuto da correlare le ultime attività di Fini con le elezioni comunali del mio paese, Minerbio. Ovvero: alla luce dei risultati in un campione così locale (il mio post con tutti i dati sulle elezioni 2009 a Minerbio), che probabilità può avere Fini di costruire il futuro per una destra italiana che sia più seria, «normale» ed europea?
Iniziamo dal contesto in cui si svolge l’esperimento. Io sono una persona di educazione scientifica, ed in un articolo (fanta)scientifico come questo, bisogna procedere con rigore. Leggi tutto »
Mi perdoni Italo Calvino se prendo in prestito malamente il titolo di un suo libro, ma direi che descrive al meglio l’argomento di questo post. Lasciando perdere gli antefatti, che vi saranno in parte o del tutto già noti, come è andata? È andata molto bene! Una gran fatica, ma ne sono stato felice. Non dirò che ne è valsa la pena per rispetto verso i risultati nazionali, anche se dal mio punto di vista strettamente personale sono assai contento di aver fatto questa esperienza, che ripeterei (ed in qualche modo ripeterò) senz’altro.
Giusto per chi non sapesse bene in cosa consiste il lavoro dello scrutatore, e perché mi va di scriverlo, presenterò in breve ciò che ho fatto da sabato a lunedì sera. Leggi tutto »
Eccoci al consueto appuntamento con i risultati delle ultime elezioni nel mio paese, Minerbio (Bologna). Quest’anno, per la prima volta, ho avuto l’occasione di vedere le operazioni di voto «dal di dentro», essendo stato scrutatore al seggio 4 di via Roma 18. Ma di tutto ciò vi parlerò molto presto in un altro post. In questa occasione, invece, voglio ripercorrere insieme a voi i risultati salienti delle votazioni nel mio paese, partendo dal comune. Ecco, come prima cosa, il grafico dei voti.
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Solo noi (?) abbiamo il programma elettorale anche in dialetto! Ieri invece gita a Milano, presto (??) foto e reportage!

PS: se ci cliccate sopra si ingrandisce.
Sinceramente non so bene come fare a rendervi edotti dello sfascio emotivo in cui mi trovo in questo momento. Del resto credo proprio di essere in buona compagnia: basta aprire un pelo gli occhi e guardarsi attorno, per rendersi conto della situazione drammatica che stiamo sempre più vivendo, della congiuntura sempre più negativa che ci stiamo costruendo attorno. L’elenco delle cose deprimenti che ci stanno accadendo potrebbe essere lungo e noiosissimo (oltre che, ovviamente, deprimente – ma credo che questo fosse chiaro), e potrebbe spaziare dalla strategia del «terrore di stato» per disinnescare il rinnovato movimento studentesco dell’Onda e precludergli il diritto a mostrare il proprio dissenso, ai lavori in via Marconi resi inutili prima ancora che siano terminati dall’egoismo del cittadino medio. Ma è il contrasto tra due fatti recentissimi, uno abbastanza (ma mai troppo) pubblicizzato, ed uno passato sotto totale silezio pur nella sua gravità, che mi tira davvero giù. Leggi tutto »