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Elezioni · (
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Come al solito, pubblico i risultati definitivi delle elezioni nel mio paesucolo, come se fosse chissà quanto interessante. Partiamo dalla
Camera dei Deputati
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Partito Democratico: 49,576 % (2.868 voti)
Italia dei Valori: 4,563 % (264 voti)
PD + IdV: 54,140 % (3132 voti)
Il Popolo della Libertà: 27,640 % (1.599 voti)
Lega Nord: 4,788 % (277 voti)
PdL + LN: 32,428 % (1876 voti)
Unione di Centro: 4,148 % (240 voti)
La Sinistra l’Arcobaleno: 2,834 % (164 voti)
La Destra – Fiamma Tricolore: 2,713 % (157 voti)
Partito Socialista: 1,089 % (63 voti)
Questi i primi otto partiti, più giù dico solo che la lista di Ferrara «Aborto? No grazie» ha preso lo 0,259 % (15 voti). Nel seguito i risultati al Senato. Leggi tutto »

Foto mia.
L’ho vista l’altro giorno su un muro di Bologna, e non so perché, ma penso che oggi ci stia bene. Statemi bene e votate tutti il partito giusto, io ho già dato.
Pare che ognuno posti i suoi ultimamente, quasi a volersi assicurare di avere davvero certe idee politiche. Io non sarò da meno, e quindi ecco i mie due graficini per il vostro massimo godimento!
Fai anche tu il tuo Grafico 1 e Grafico 2.
PS: Leopard installato con successo!
All’inizio della campagna elettorale la nuova compagine della sinistra italiana si presenta un po’ indietro con i lavori, e mi sa che questo «ritardo» si è visto anche nella decisione del candidato. Voglio dire: Bertinotti è davvero l’unico possibile candidato premier? Ammetto che non ho nulla contro di lui, però avrei preferito notevolmente qualcuno di almeno un po’ nuovo. Mi delude parecchio come cosa.
Questa impreparazione, spero momentanea, si riflette anche nei sondaggi, dove proprio il fatto che il partito è ancora in alto mare (o quasi), sembra penalizzare non poco «la Sinistra, l’Arcobaleno», che registra intenzioni di voto tra il 4 e il 7%! Veramente bassissime, molto scarse anche in rapporto alle percentuali dei partiti che la compongono nelle elezioni del 2006 (Rifondazione da sola prese il 5,84%). Leggi tutto »
Dopo aver deciso di non fare il bene del paese rifiutando l’idea di migliorare la legge elettorale in vigore, ora decidono nuovamente di fare il male per il paese annunciando che voteranno contro le norme per l’aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici, in esame alla camera il prossimo 19 febbraio.
Con la scusa che siamo in campagna elettorale bloccano un provvedimento che avrebbe portato qualche soldo in più ai cittadini, provvedimento che la sinistra voleva condividere con la destra, e che perciò avrebbe solo fatto bene all’immagine di entrambi gli schieramenti, senza avvantaggiare nessuno se non le persone che lavorano e che in questi anni sono rimasti con il becco di un quattrino.
Come al solito la nostra destra (soprattutto la destra, ma non solo lei!) antepone i propri interessi a quelli di tutti noi. Questa è antipolitica, non quella di Grillo! Lascio a voi ogni ulteriore conclusione, questo non è che un piccolo episodio, ma significativo secondo me.
Personalmente devo dire che non amo particolarmente né Enrico Deaglio, direttore della rivista Diario, né Lucia Annunziata, ex Presidente della RAI ed ora conduttrice del programma «In 1/2 ora» su RaiTre la domenica pomeriggio. Però apprezzo il giornalismo che fa domande e che fa balbettare e reagire con starnazzamenti preoccupati i politici. Nell’intervista di ieri a Deaglio, il programma dell’Annunziata ha sollevato interrogativi leciti ed inquietanti sulle ultime elezioni politiche, che valgono la pena di essere ascoltati e meditati, a prescindere che la tesi sia vera o falsa. Visione del filmato consigliatissima!
Vedi il video della puntata di «In 1/2 ora» del 19 novembre 2006, sul sito di Rai.it, qui.
Le prime reazioni dei politici, su Repubblica.it, qui.
PS: a prescindere dalla mia simpatia o antipatia personale nei confronti di Lucia Annunziata, devo ammettere che è uno delle rarissime persone in Italia che sanno (o vogliono) condurre un’intervista, il cui scopo, ricordo, non è quello di chiedere ai politici o all’intervistato di turno le cose che si aspetta, ma quello di metterlo alla prova con quello di cui non vorrebbe parlare.
Mi raccomando! Domani e lunedì vai a votare al referendum! Che tu tenga per l’una o l’altra parte, vai a votare!
Poi magari se voti anche bene è meglio! Per quello che mi riguarda io voterò NO, perché la riforma mi sembra una ciofeca scritta da persone che non avrebbero mai dovuto avere l’onore di essere Ministri della Repubblica Italiana.
Se non ti sei fatta/o ancora un’idea precisa di come votare, prova a guardare questo pdf interessante (anche se di parte, ovviamente, ma quella giusta
) dove si analizza punto per punto (ma senza troppe lungaggini) le modifiche più importanti.
Buon voto!
Avrei voluto terminare la rubrichina dedicata alle elezioni già da tempo, accantonando per sempre anche la grafica qui a destra. Invece sono spinto a continuare il filone da una necessità molto forte, e che non avrei mai voluto rilevare. Bisogna essere realisti e guardare in faccia la situazione: la destra si rifiuta di ammettere la vittoria del centro-sinistra. La destra si è inventata tutta una serie di scuse per non ammettere la propria, seppur limitata purtroppo, sconfitta: l’ultima in ordine temporale è quella secondo la quale i voti di un partito presentatosi in Lombardia ed «affiliato» all’Unione non avrebbero dovuto essere contati come voti per l’Unione. Questione su cui si era già pronunciata la Corte di Cassazione, la quale aveva dato l’avvallo alla cosa.
Sono molto preoccupato, e condivido appieno le parole di Diliberto, il quale ha affermato, forse un po’ eccessivamente ma non poi così tanto, che «c’è aria di golpe». E basta a dimostrarlo il fatto che la destra non vuole accettare il risultato delle urne. La cosa bella è che il loro accanimento sull’argomento brogli non fa altro che mettere in cattiva luce loro stessi, poiché erano loro, in quanto al governo e al Ministero degli Interni, a dover vigilare sul buon andamento delle elezioni.
La loro delegittimazione continua del voto (e dello stato in generale) ci ha fatto e ci farà ancora male. Perché poi qualcuno finisce per cascarci, e se ci cascano in abbastanza possiamo dire addio al nostro stato pseudo-democratico (o almeno il nostro «best effort» in questo senso) in cui il debole non è (non dovrebbe) essere sopraffatto dal più forte. Queste persone stanno minando al significato profondo della democrazia, confondendo le carte e lasciando solo uno scheletro senza (più) significato.
La speranza è che Ciampi si prenda le sue responsabilità e nomini il governo prima che decada il suo mandato. Ho già sentito tre costituzionalisti dire che i tempi ci sono, perciò non vedo perché Ciampi non dovrebbe espletare questo suo dovere. Così metterà a tacere anche questi loschi figuri che mettono a repentaglio l’esistenza dell’Italia che il Presidente della Repubblica giustamente ama tanto. Su, faccia questo sforzo, poi se vuole può andare in pensione e passare tutto il tempo con i suoi nipotini. Per favore.
Ieri sera in piazza Maggiore a Bologna si è tenuta una festa per la vittoria del centro-sinistra (e che Berlusconi dica quello che vuole, il suo riconteggio non cambierà le carte in tavola - si spera vivamente) alle elezioni del 9 e 10 aprile scorsi. È intervenuto Romano Prodi che ha voluto rendere omaggio alla sua città natale il prima possibile.
All’inizio dell’evento che ha riempito abbondantemente tutta la piazza ho fatto un giro per scattare alcune foto, tra le quali quella che vi propongo qui sotto. Be’, insomma… le facce che si vedevano in giro non erano proprio entusiaste… la delusione per questa vittoria sul filo di lana c’è, e non poca. Tuttavia prima Vito, poi i gemelli Ruggeri, poi un’altra signora comica very boulgnaise (e dalla voce un po’ troppo squillante) hanno tirato un po’ su l’umore della piazza, fino al momento del discorso di Prodi, iniziato all’incirca alle 21.30.
Nel suo discorso Prodi ha ribadito che la vittoria alle elezioni è nostra (sì, insomma, sua) e che non ci sarà nessun desiderio di vendetta nei confronti di Berlusconi: «con lui la peggior vendetta è applicare le regole che si applicano a ogni comune cittadino visto che è abituato a vivere al di sopra delle regole». Poi i soliti discorsi: governerà per tutti i cittadini che l’abbiano votato o meno, riunificherermo il paese, ecc… ecc… Infine rilancia fortemente la nascita di un partito democratico. Ammetto di aver sventolato poco la bandiera in quel momento, quello del partito democratico è una cosa su cui c’è ancora da discutere e mi puzza un po’ da imbroglio. Ma questa è un’altra storia.
Ah, mi stavo dimenticando della foto! Quella grande raffigura Piazza Maggiore gremita di gente (dietro c’è San Petronio), quella piccolina Romano Prodi che parla dal palco (è piccolina così perché dalla distanza a cui ero di più e di meglio non è venuto).
Nella foto grande, tra l’altro, si può vedere una signor(a|ina) che scrive con il portatile. Sbirciando con molta nonchalance alle sue spalle ho potuto leggere quello che aveva scritto, e l’incipit era quello tipico delle agenzie di stampa «BOLOGNA - 12 Aprile 2006 - …». Si stava apprestando ad inviare lo scritto con la Vodafone Connect Card. Bene, chiusa la parentesi dell’informatico.
Per motivi organizzativi purtroppo la festa è finita molto presto, dopo il discorso di Prodi c’è stato appena il tempo per quattro o cinque canzoni, e poi tutti a casa. Comunque tra una cosa e l’altra (incontri, saluti e battute con mezzo mondo più o meno) c’è voluta un’ora e mezza per arrivare alla macchina in Montagnola! È incredibile come ti guardino tutti quando hai una bandiera (anche non dispiegata, ma ripiegata) in mano. Abbiamo fatto via Zamboni e ogni cinque metri qualcuno ti diceva qualcosa: «ciao compagni!», «mi sa che voi non avete votato Berlusconi», «evviva!» eccetera.
Ho scoperto anche che a qualcuno piace la crêpe con il patè di olive… vabbè i gusti son gusti, ma comunque trovare posti che l’hanno a disposizione mi sa che sia un’impresa titanica.
Ragazzi, che tristezza. Tristezza per i voti, per la legge elettorale, per quello che molto probabilmente non seguirà.
Ma ecco, comunque, i risultati definitivi nel mio comune di residenza, ovvero Minerbio (Bologna).
Camera dei Deputati
Percentuale dei votanti: 91,17%
Centro-sinistra: totale 62,37%
- Comunisti italiani: 2,13%
- Pensionati: 0,74%
- Italia dei Valori: 1,23%
- Rifondazione: 4,59%
- Popolari - Udeur: 0,42%
- Rosa nel pugno: 1,95%
- Verdi per la pace: 1,69%
- Ulivo: 49,62%
Centro-destra: totale 35,49%
- Lega nord: 2,09%
- UDC: 4,23%
- Alleanza nazionale: 10,42%
- DC e Nuovo PSI: 0,66%
- Fiamma tricolore: 0,32%
- No euro: 0,18%
- Forza Italia: 17,05%
- Alternativa sociale: 0,54%
Senato della Repubblica
Percentuale dei votanti: 91,21%
Centro-sinistra: totale 61,58%
- Insieme con l’unione (Verdi e Com. italiani): 6,29%
- PSDI: 0,17%
- Rifondazione: 6,45%
- Italia dei valori: 2,14%
- Repubblicani europei: 0,15%
- Democratici di sinistra: 34,76%
- Pensionati: 0,96%
- Rosa nel pugno: 2,14%
- Popolari UDEUR: 0,47%
- Margherita: 8,05%
Centro-destra: totale 36,32%
- Fiamma tricolore: 0,30%
- Lega nord: 2,19%
- Forza Italia: 17,21%
- Partito Repubblicano: 0,15%
- Alleanza nazionale: 10,61%
- DC e Nuovo PSI: 0,69%
- UDC: 4,51%
- Alternativa sociale: 0,66%