Al seggio 3.0
E questa è stata la mia terza esperienza di seggio. Dopo essere stato «esiliato» in quel di Ca’ de’ Fabbri nell’edizione 2.0, me ne sono tornato con tanta felicità in «centro». Non me ne vogliano (o forse sì) i cadefabbresi, ma nel capoluogo si sta molto meglio. Non c’è niente da fare, comunque: lavorare al seggio mi piace sempre molto. È vero, ci si stanca e ci si annoia, ma sempre molto meno rispetto a quello che uno da fuori potrebbe pensare. Intanto perché nei seggi c’è comunque un gruppo di amici, poi perché se ne conosco altri, infine perché si fa qualcosa di importante (e questo porta con sé le ovvie responsabilità, non c’è dubbio). Leggi tutto »

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Mi perdoni Italo Calvino se prendo in prestito malamente il titolo di 


