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	<title>poluz live?</title>
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	<description>Ho poche idee, ma confuse</description>
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		<title>Massimo Carli / Android &#8211; Guida per lo sviluppatore</title>
		<link>http://www.poluz.net/blog/2010/03/massimo-carli-android-guida-per-lo-sviluppatore/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 18:42:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poluz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I libri di Diaspar / 72
Questa volta vi propongo un libro un po&#8217; diverso dal solito: invece del classico romanzo, ecco a voi il primo manuale in italiano (e di un italiano) dedicato allo sviluppo di applicazioni Android. Per chi non lo conoscesse, Android è un sistema operativo sviluppato da Google dedicato principalmente ai dispositivi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/carli-android.jpg" alt="" title="Carli Android copertina" width="93" height="129" class="alignleft size-full wp-image-845" style="float:left;margin-right:11px;" /><strong>I libri di Diaspar / 72</strong><br />
Questa volta vi propongo un libro un po&#8217; diverso dal solito: invece del classico romanzo, ecco a voi il primo manuale in italiano (e <em>di</em> un italiano) dedicato allo sviluppo di applicazioni Android. Per chi non lo conoscesse, Android è un sistema operativo sviluppato da Google dedicato principalmente ai dispositivi mobili, quali smartphone, tablet pc, ecc&#8230;<br />
Come dicevo, <em>Android &#8211; Guida per lo sviluppatore</em> è la prima opera pubblicata in italiano sulla programmazione per questo promettente sistema, e mi sembrava giusto condividere la mia opinione sul testo, che sto leggendo in questo periodo.<br />
Massimo Carli, l&#8217;autore libro in questione, ha fatto un lavoro senza alcun dubbio certosino: i temi trattati sono tanti, e vengono eviscerati in maniera approfondita e molto rigorosa, con tanti riferimenti alla programmazione Java e, più in generale, all&#8217;Informatica. Tuttavia trovo che <em>Android &#8211; Guida per lo sviluppatore</em> soffra di un problema di fondo, che si nota molto soprattutto se confrontiamo l&#8217;approccio didattico di questo libro con analoghe opere di produzione anglosassone. </p>
<p><em>Android &#8211; Guida per lo sviluppatore</em> cade, in definitiva, nel solito «problema» che affligge molti testi tecnico/scientifici italiani: sono troppo <em>nozionistici</em> e poco <em>operativi</em>. Bisogna arrivare oltre pagina 230 per cominciare a poter programmare qualche applicazione con un minimo di senso, e sinceramente mi sembra troppo, soprattutto se guardiamo i libri in inglese su Android che in 50 di pagine ti permettono di creare qualcosa che almeno reagisce ad una tua azione. <em>Android &#8211; Guida per lo sviluppatore</em> invece ti riempie subito di informazioni, a volte inutili nel processo di apprendimento, mentre per cercare quello che vuoi devi cominciare a saltare subito avanti ed indietro (ad esempio se vuoi salvare qualche dato si comincia a parlare della cosa solo a pagina 329).</p>
<p>In definitiva, <em>Android &#8211; Guida per lo sviluppatore</em> è un libro molto approfondito, certamente ben curato, che però ha scelto un approccio didattico che non aiuta al rapido sviluppo iniziale ed all&#8217;affinamento sucessivo. Come mia personalissima opinione dico quindi che se volete iniziare a sviluppare in fretta è meglio se vi indirizzate a qualche opera diversa ed inglese, eventualmente anche ai tutorial sul sito ufficiale. <em>Android &#8211; Guida per lo sviluppatore</em> potrà eventualmente tornarvi utile in una fase successiva, come libro di approfondimento.</p>
<div style="text-align:center;font-weight:bold;">* * *</div>
<p><strong>Anno</strong>: 2010<br />
<strong>Pagine</strong>: 534<br />
<strong>Editore</strong>: Apogeo<br />
<strong>ISBN</strong>: 978-88-503-2921-2</p>
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		<title>Ts&#8217;ao Hsüen-Ch&#8217;in / Il sogno della camera rossa</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 15:34:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poluz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[classico]]></category>
		<category><![CDATA[oriente]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[I libri di Diaspar / 71
Questo romanzo ci racconta della Cina imperiale del diciottesimo secolo, e delle vite in due palazzi aristocratici della capitale. Non ci sono molte parole per descrivere questo capolavoro della letteratura orientale, in cui sono raccolti amori, tradimenti, ricchezza, povertà, filosofia, giochi, felicità e tristezze. È un libro che si spiega [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/hsueh-chin-sogno-camera-rossa.jpg" alt="" title="hsueh-chin - sogno camera rossa" width="93" height="157" class="alignleft size-full wp-image-843" style="float:left;margin-right:11px;" /><strong>I libri di Diaspar / 71</strong><br />
Questo romanzo ci racconta della Cina imperiale del diciottesimo secolo, e delle vite in due palazzi aristocratici della capitale. Non ci sono molte parole per descrivere questo capolavoro della letteratura orientale, in cui sono raccolti amori, tradimenti, ricchezza, povertà, filosofia, giochi, felicità e tristezze. È un libro che si spiega da solo leggendolo, e molti sono gli insegnamenti e le informazioni che se ne possono trarre. Ai noiosi che non sanno apprezzare i libri che non arrivano subito al punto dico «datevi all&#8217;ippica», perché non sarete capaci di apprezzare <em>Il sogno della camera rossa</em>, e non sapete che cosa vi perdete. A tratti è un romanzo piuttosto duro, ma che spettacolari visioni di una cultura lontana!<br />
Nel seguito i dati del libro. </p>
<div style="text-align:center;font-weight:bold;">* * *</div>
<p><strong>Anno</strong>: secolo XVIII<br />
<strong>Pagine</strong>: 692<br />
<strong>Editore</strong>: Einaudi<br />
<strong>ISBN</strong>: 978-88-06-18367-7</p>
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		<title>Un pensiero sulla lettera di Napolitano</title>
		<link>http://www.poluz.net/blog/2010/03/un-pensiero-sulla-lettera-di-napolitano/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 10:03:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poluz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[golpe]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
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		<description><![CDATA[Non so a voi, ma a me l&#8217;inedita e ormai famosa risposta di Napolitano ai cittadini, data sul sito del Quirinale, continua a non convincere. Ora, in Italia sembra che ultimamente sia vietato criticare l&#8217;operato del Capo dello Stato, come se le sue decisioni fossero «infuso divino»; io non sono d&#8217;accordo, e perciò nel seguito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so a voi, ma a me l&#8217;inedita e ormai famosa <a href="http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&#038;key=5553">risposta di Napolitano</a> ai cittadini, data sul sito del Quirinale, continua a non convincere. Ora, in Italia sembra che ultimamente sia vietato criticare l&#8217;operato del Capo dello Stato, come se le sue decisioni fossero «infuso divino»; io non sono d&#8217;accordo, e perciò nel seguito provo a palesare i miei dubbi. Perché se è giusto non offendere la figura del Presidente della Repubblica (come tutti gli altri ruoli istituzionali, in definitiva), è anche giusto poter commentare e criticare liberamente i loro atti. Scrivo questo perché mi sembra che ultimamente ci sia parecchia confusione anche su questo punto. Ma torniamo alla riposta di Napolitano. </p>
<p>Si legge nel testo:</p>
<blockquote><p>Non era sostenibile che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo</p></blockquote>
<p>È vero, non era sostenibile. Ma nessuno gli ha impedito di essere presenti se non loro stessi! Se avessero rispettato la prassi stabilita da norme conosciute <em>da anni</em>, e di cui certo erano al corrente, non ci sarebbe stata nessuna «emergenza democratica». Che non le abbiano rispettate per arroganza, per fame, per problemi che noi umani non possiamo immaginare, o perché non volessero presentarsi alle consultazioni, sono problemi o decisioni loro. Ripeto: <em>nessuno ha impedito loro di partecipare</em>!</p>
<blockquote><p>E si era anche da più parti parlato della necessità di una &#8220;soluzione politica&#8221; [...] In realtà, sappiamo quanto risultino difficili accordi tra governo, maggioranza e opposizioni anche in casi particolarmente delicati come questo e ancor più in clima elettorale</p></blockquote>
<p>Quindi, per conseguenza logica, <em>non c&#8217;era</em> accordo tra le parti in gioco, e perciò tanto meno c&#8217;era una soluzione politica. La «soluzione politica» si sarebbe venuta a creare nel caso le parti politiche avessero trovato un accordo; siccome non l&#8217;hanno trovato (o non l&#8217;hanno voluto trovare, è indifferente in questo momento), non ci poteva nemmeno essere una «soluzione politica». Il decreto legge del governo, è un&#8217;azione di forza unilaterale per ammettere liste <em>giustamente</em> (a mio avviso) escluse, non è stata una «soluzione politica».</p>
<blockquote><p>Né si è indicata da nessuna parte politica quale altra soluzione &#8211; comunque inevitabilmente legislativa &#8211; potesse essere ancora più esente da vizi e dubbi di quella natura.</p></blockquote>
<p>Può essere che non ci fosse soluzione praticabile? Quando uno sbaglia paga il suo sbaglio. Se l&#8217;esclusione delle liste fosse stata opera di qualche sabotaggio di parte avversa, sarebbe stata un conto. Quando invece la colpa è ascrivibile solo alla parte lesa&#8230; beh, non ci sono scuse e, in questo caso, nemmeno soluzioni.</p>
<blockquote><p>La vicenda è stata molto spinosa, fonte di gravi contrasti e divisioni, e ha messo in evidenza l&#8217;acuirsi non solo di tensioni politiche, ma di serie tensioni istituzionali.</p></blockquote>
<p>La mia impressione è che Napolitano sia più attento alla coesione istituzionale che alla coesione del Paese. Che dia più importanza alla collaborazione tra le istituzioni che alla giustizia ed al rispetto delle istituzioni stesse nel Paese. Se il decreto del Governo è stato improntato sulla linea del «meno peggio», io domando la seguente cosa: è peggio escludere in due regioni una lista (come tante altre, se non fosse che queste si chiamano PdL!), oppure «aggirare» leggi violentando il senso di stato e di giustizia di milioni di italiani?</p>
<p>Mi viene in mente una spiegazione molto cinica: a destra ci sono ancora tanti fascisti, che in passato ed ancora adesso non si fanno problemi a professare il loro credo e la loro violenza. A sinistra invece ci sono solo degli sbandati che molto spesso non sanno nemmeno di essere al mondo. La «retorica» delle armi è a destra, e i proclami degli ultimi giorni li confermano. Non vorrei che qualcuno abbia pensato che era pericoloso aizzare la destra, mentre che a fare un torto (diciamolo così, con un eufemismo) alla sinistra non sarebbe successo un bel niente. Tanto a sinistra sono abituati.</p>
<p>Insomma, io spero ancora che Napolitano sappia, nel futuro, arginare le derive autoritarie che nessuno può ormai far finta di non vedere. Lo spero sinceramente.</p>
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		<title>Pupi Avati cittadino di Minerbio</title>
		<link>http://www.poluz.net/blog/2010/02/pupi-avati-cittadino-di-minerbio/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 16:07:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poluz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bassa & Città]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri sera la Città di Minerbio ha conferito la cittadinanza onoraria a Pupi Avati, in un teatro gremito di persone. È stata davvero una bella serata grazie alla calorosa partecipazione del pubblico, ed alla proiezione del bel film documentario I luoghi immaginati di Riccardo Marchesini.

La cittadinanza a Pupi Avati è stata concessa perché è sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera la <a href="http://www.comune.minerbio.bo.it/">Città di Minerbio</a> ha conferito la cittadinanza onoraria a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pupi_Avati">Pupi Avati</a>, in un teatro gremito di persone. È stata davvero una bella serata grazie alla calorosa partecipazione del pubblico, ed alla proiezione del bel film documentario <em>I luoghi immaginati</em> di Riccardo Marchesini.</p>
<p><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2010/02/pupi-avati-cittadino-di-minerbio.jpeg" alt="" title="pupi avati cittadino di minerbio" width="500" height="375" class="alignnone size-full wp-image-840" /></p>
<p>La cittadinanza a Pupi Avati è stata concessa perché è sempre stato molto forte il legame tra il regista e il paese, spesse volte utilizzato come set dei suoi film (come non citare <em><a href="http://www.davinotti.com/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=43&#038;Itemid=79">La casa dalle finestre che ridono</a></em>?). Il merito di questo legame va, essenzialmente, alla figura di Nando Orlandi, proprietario della storica Osteria dei Tarocchi, e presente nei più svariati ruoli in moltissimi film di Avati. </p>
<p>Molto bello, come dicevo, il documentario di Riccardo Marchesini, che ripercorre le location dei film di Avati a quarant&#8217;anni dal suo primo lavoro dietro la macchina da presa, raccontandone i retroscena.<br />
Particolare ilarità ha poi provocato la proiezione di un&#8217;integrazione al documentario dedicata proprio a Minerbio. Il mio paese è, per l&#8217;appunto un paesone, dove tutti si conoscono. Immaginate quindi i commentini e le «risatine» quando sullo schermo compariva una persona conosciuta! Un vero e proprio capolavoro è in particolare la scena girata dentro al centro sociale per anziani, dove l&#8217;umorismo più o meno involontario si spreca, e ci mostra uno spaccato genuino e divertentissimo delle persone che sono ancora l&#8217;anima di un paese della campagna bolognese.</p>
<p>Infine, piccola nota di politica locale, non posso che apprezzare come si stia comportando, dal punto di vista culturale, l&#8217;amministrazione. A distanza di poco tempo l&#8217;uno dall&#8217;altro, il comune ha infatti proposto due incontri molto interessanti e che hanno riscosso una partecipazione davvero mai vista a Minerbio (per quello che ricordo io, almeno)!</p>
<p>Complimenti a tutti per la bellissima serata quindi, nella speranza che l&#8217;andamento sia confermato ancora in futuro, e non si sia trattato di un caso isolato. Ed anche un doverosissimo grazie a Pupi Avati, ovviamente!</p>
<p><small>[Ringrazio il fotografo, che non ha voluto essere citato, per aver gentilmente autorizzato la pubblicazione della foto.]</small></p>
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		<title>Che fare?</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 16:17:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poluz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[No, nessuna reminiscenza comunista, in questo momento. Mi sto solo interrogando su «che fare» di questo spazio. Visto che in un mese sono venuti fuori solo due articoli, e che l&#8217;ultimo commento risale ad un mese fa (e del resto, che commentare?), mi domando, appunto, che fare? Tra l&#8217;altro non scrivo nemmeno più recensioni dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, nessuna <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Che_fare%3F_%28Lenin%29">reminiscenza comunista</a>, in questo momento. Mi sto solo interrogando su «che fare» di questo spazio. Visto che in un mese sono venuti fuori solo due articoli, e che l&#8217;ultimo commento risale ad un mese fa (e del resto, che commentare?), mi domando, appunto, che fare? Tra l&#8217;altro non scrivo nemmeno più recensioni dei libri che leggo (e di questo in effetti mi pento).<br />
Non è che non avrei cose da dire, almeno secondo i parametri di qualche tempo fa. Stronzatine che in passato avrei pubblicato me ne sono passate per la mente, semplicemente però non mi pare che valga la pena farlo.<br />
Il progetto quindi al momento è questo: per prima cosa termino il <a href="/">mio sito</a> nuovo (sotto un&#8217;anteprima esclusiva <img src='http://www.poluz.net/blog/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' />  ), poi si vedrà. Ma ecco, appunto, l&#8217;anteprima.</p>
<p><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2010/02/scr-plz1.png" alt="scr-plz1" title="scr-plz1" width="500" height="207" class="alignnone size-full wp-image-837" /></p>
<p>Intanto vi ho ricordato (ma a chi poi?) che non sono morto! <img src='http://www.poluz.net/blog/wp-includes/images/smilies/icon_mrgreen.gif' alt=':mrgreen:' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Google Buzz è in realtà composto da due applicazioni: una bella ed una brutta</title>
		<link>http://www.poluz.net/blog/2010/02/google-buzz-e-in-realta-composto-da-due-applicazioni-una-bella-ed-una-brutta/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 21:59:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poluz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi perdonerete la presunzione, ma viene anche a me qualcosa da dire a proposito di Google Buzz. Non starò a perdermi nei meandri del disastro per la privacy che l&#8217;azienda di Mountain View ha provocato, bensì volevo fare alcune considerazioni su l&#8217;utilità e la comodità del servizio. Per fare ciò, dobbiamo essenzialmente notare che Buzz [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi perdonerete la presunzione, ma viene anche a me qualcosa da dire a proposito di <a href="http://www.google.com/buzz">Google Buzz</a>. Non starò a perdermi nei meandri del disastro per la privacy che l&#8217;azienda di Mountain View ha provocato, bensì volevo fare alcune considerazioni su l&#8217;utilità e la comodità del servizio. Per fare ciò, dobbiamo essenzialmente notare che Buzz è in realtà composto da due funzionalità differenti, e che sono marginalmente si congiungono: una funzione di discussione geolocalizzata, ed una funzione di comunicazione/chiacchiera in stile FriendFeed, Twitter e Facebook. La prima è fruibile appieno solo da un dispositivo portatile, quale <a href="/blog/2010/01/recensione-acer-liquid-smartphone-android/">uno smarthpone Android</a>, la seconda è l&#8217;unica modalità di Buzz accessibile da un computer «standard» tramite Gmail. Detto questo, proverò ad esporre perché amo la prima versione di Buzz, e perché odio la seconda. </p>
<h2>Buzz mobile</h2>
<p>Buzz «mobile» (chiamiamolo così) è spettacolare per vedere che cosa la gente dice in un determinato luogo. Vedo molte possibili applicazioni per questo strumento, e da buongustai come sono gli italiani, a Bologna è già stato usato per recensire ristoranti e locali. Ma che dire di altre cose «fighe» come flashmob ed eventi in genere? Se lo strumento avrà un futuro lo si potrà vedere solo nel tempo, tuttavia trovo che abbia delle potenzialità, ed è anche fatto abbastanza bene.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/matthijs/518595920/"><img src="http://farm1.static.flickr.com/231/518595920_2dc9835f14.jpg" alt="immagine" /></a><br />
<small>Buuuuzzzz!! Foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/matthijs/">.m for matthijs</a></small></p>
<h2>Buzz via Gmail</h2>
<p>Qui vengono le dolenti note. Buzz utilizzato via Gmail, oltre che copiare pesantemente e peggiorare funzionalità già implementate da altri concorrenti, è in definitiva un&#8217;esperienza poco stimolante. Vogliamo mettere la possibilità offerta, ad esempio, da Twitter di seguire persone «sconosciute» in base ad interessi comuni? E poi tutto questo in Twitter ed altri servizi si fa senza bisogno di spargere la propria mail ai quattro venti! Direi che Buzz via Gmail proprio non ha senso.<br />
Tra l&#8217;altro è invadentissimo: di default manda una mail per ogni aggiornamento, e l&#8217;unico modo per far sì che il telefono non ti suoni ogni 30 secondi è <strong>creare un filtro</strong> che ti archivi in automatico tutte le mail di avviso! Sì, avete letto bene, non c&#8217;è nessun modo «elegante» per disattivare questa «funzionalità»!</p>
<p>Giuro, sto trovando più utile Wave (quantomeno in ambiente di lavoro) di questo Buzz. Almeno della versione per Gmail. Quindi sappiate che anche se continuerò a seguire lo sviluppo del servizio, soprattutto per quello che riguarda la versione mobile, a breve disattiverò completamente l&#8217;integrazione in Gmail dello strumento. Perché almeno quello ce lo fanno gentilmente fare, anche se non da subito.</p>
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		</item>
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		<title>Personalizzare i widget della bacheca di Wordpress</title>
		<link>http://www.poluz.net/blog/2010/02/personalizzare-widget-bacheca-wordpress/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 19:10:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poluz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni sto curando l&#8217;installazione di un sito basato su WordPress in cui dovranno lavorare più persone per l&#8217;inserimento e l&#8217;aggiornamento dei contenuti. Per dare una mano anche alle persone più inesperte, volevo inserire nella bacheca (dashboard) dell&#8217;amministrazione alcune linee guida su come gestire al meglio il sito. Un altro mio obiettivo, poi, era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni sto curando l&#8217;installazione di un sito basato su WordPress in cui dovranno lavorare più persone per l&#8217;inserimento e l&#8217;aggiornamento dei contenuti. Per dare una mano anche alle persone più inesperte, volevo inserire nella bacheca (<em>dashboard</em>) dell&#8217;amministrazione alcune linee guida su come gestire al meglio il sito. Un altro mio obiettivo, poi, era quello di nascondere automaticamente tutti quei widgets di dubbia utilità come ad esempio le notizie sullo sviluppo e sui nuovi plugin.<br />
Come fare? Riscontrata l&#8217;assenza di plugin utili allo scopo, navigando sul web ho messo insieme una procedura non particolarmente elegante (ma efficace, e probabilmente l&#8217;unica possibile al momento) per ottenere gli scopi che mi ero prefisso. </p>
<p>Prima di tutto, ecco in un&#8217;immagine il risultato che desideriamo ottenere.</p>
<p><a href="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2010/02/widget-bacheca-wordpress.png" class="thickbox"><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2010/02/widget-bacheca-wordpress-500x236.png" alt="widget bacheca wordpress" title="widget bacheca wordpress" width="500" height="236" class="aligncenter size-large wp-image-834" /></a></p>
<p>Come si vede molti widget sono stati eliminati (non sono presenti nemmeno nella tendina «Impostazioni schermo» che si trova in alto a destra), ed in prima posizione nella colonna di destra troviamo le nostre linee guida.<br />
Tutto il codice per ottenere questo risultato deve essere scritto nel file <tt>functions.php</tt> presente nella cartella principale del vostro tema di WordPress. Nel caso utilizziate il tema di default, ad esempio, il file sarà in <tt><em>cartella di wordpress</em>/wp-content/themes/default</tt>. Nel caso in cui il file <tt>functions.php</tt> non sia presente, basterà crearlo ex novo. I passi che dobbiamo svolgere sono essenzialmente tre: cancellare i widget non desiderati, creare un nuovo widget personale, ed infine posizionarlo ove desiderato.</p>
<h2>Cancellare i widget non desiderati</h2>
<p>La funzione seguente, cancella il widget «Plugins»:</p>
<p><code>function remove_dashboard_widgets() {<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;// $wp_meta_boxes contiene i widgets della dashboard<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;global $wp_meta_boxes;<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;// cancello il widget<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;unset($wp_meta_boxes['dashboard']['normal']['core']['dashboard_plugins']);<br />
}</code></p>
<p>Basta? No, dovete «agganciare» questa funzione a quella di WordPress che gestisce la bacheca. Lo potete fare con questa riga da inserire dopo la funzione che abbiamo appena definito:</p>
<p><code>add_action('wp_dashboard_setup', 'remove_dashboard_widgets');</code></p>
<p>Ora ricaricando la pagina vedrete magicamente scomparire il widget. Quelli che seguono, sono i widget che si possono togliere:</p>
<ul>
<li>$wp_meta_boxes['dashboard']['normal']['core']['dashboard_right_now']</li>
<li>$wp_meta_boxes['dashboard']['normal']['core']['dashboard_recent_comments']</li>
<li>$wp_meta_boxes['dashboard']['normal']['core']['dashboard_incoming_links']</li>
<li>$wp_meta_boxes['dashboard']['normal']['core']['dashboard_plugins']</li>
<li>$wp_meta_boxes['dashboard']['side']['core']['dashboard_quick_press']</li>
<li>$wp_meta_boxes['dashboard']['side']['core']['dashboard_recent_drafts']</li>
<li>$wp_meta_boxes['dashboard']['side']['core']['dashboard_primary']</li>
<li>$wp_meta_boxes['dashboard']['side']['core']['dashboard_secondary']</li>
</ul>
<p>Purtroppo è necessario specificare uno alla volta tramite <tt>unset()</tt> quali eliminare.</p>
<h2>Creare un nuovo widget personale</h2>
<p>Per prima cosa è necessario creare una funzione che gestirà il contenuto del nostro widget. Che generi dinamicamente il testo o lo legga da un file (solo per fare due esempi) è indifferente, l&#8217;importante è che alla fine della fiera lo si «stampi» con il comando <tt>echo</tt>, come nell&#8217;esempio seguente.</p>
<p><code>function my_dashboard_widget_function() {<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;echo 'Il testo del mio bel widget';<br />
}</code></p>
<p>Fatto ciò, aggiungiamo la nostra funzione all&#8217;elenco dei widget, definendo una funzione apposita.</p>
<p><code>function mywidget_add_dashboard_widgets() {<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;wp_add_dashboard_widget('my_dashboard_widget', 'Mio Widget', 'my_dashboard_widget_function');<br />
}</code></p>
<p>Il primo parametro è una stringa identificativa del widget, che ci permette di referenziare il nostro widget come abbiamo fatto prima per <tt>dashboard_plugins</tt>, ad esempio. Il secondo parametro è il testo che comparirà come titolo del widget («Linee guida gestione sito» nell&#8217;immagine di esempio ad inizio post), infine il terzo parametro è il nome della funzione che stampa il testo del widget, e che abbiamo definito in precedenza.</p>
<p>L&#8217;ultimo passaggio è quello di «agganciare» il nostro lavoro, similmente a come abbiamo fatto con la funzione che elimina i widget:</p>
<p><code>add_action('wp_dashboard_setup', 'mywidget_add_dashboard_widgets');</code></p>
<p>Ricarichiamo la pagina dell&#8217;amministrazione, e se non abbiamo commesso errori nella scrittura del codice vedremo comparire il nostro nuovo widget.</p>
<h2>Ordinare i widget</h2>
<p>Mmmm&#8230; però il widget che abbiamo creato ora compare alla fine della prima colonna. E se lo volessimo all&#8217;inizio della seconda colonna? Il codice seguente, con un po&#8217; di lavoro sporco, riposiziona il widget all&#8217;inizio della seconda colonna.</p>
<p><code>function move_my_dashboard_widget() {<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;global $wp_meta_boxes;<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;$myWidget = array('my_dashboard_widget' => $wp_meta_boxes['dashboard']['normal']['core']['my_dashboard_widget']);<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;unset($wp_meta_boxes['dashboard']['normal']['core']['my_dashboard_widget']);<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;$sideDashboard = $wp_meta_boxes['dashboard']['side']['core'];<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;$wp_meta_boxes['dashboard']['side']['core'] = $myWidget + $sideDashboard;<br />
}<br />
add_action('wp_dashboard_setup', 'move_my_dashboard_widget' );</code></p>
<p>Andiamo con ordine. La prima riga del corpo della funzione, rende nuovamente globale l&#8217;elenco dei widget, così che le operazioni che svolgiamo su di esso si ripercuoteranno su tutto WordPress (l&#8217;abbiamo già fatto prima).<br />
La seconda riga fa essenzialmente una copia di backup del nostro widget: lo legge dalla prima colonna (che WordPress chiama «normal»), lo mette in un array con il suo nome (che crea al volo), e lo salva nella variabile <tt>$myWidget</tt>.<br />
Nella terza riga, eliminiamo dalla colonna «normal» il nostro widget (per quello nella riga precedente ce lo siamo copiati!).<br />
La terza e la quarta riga uniscono (concatenano) la colonna destra (che WordPress chiama «side» e che avevamo temporaneamente salvato nella variabile <tt>$sideDashboard</tt>), e l&#8217;array con la copia di backup del nostro widget. Il risultato dell&#8217;unione lo salviamo nuovamente nell&#8217;array che definisce la colonna di destra.<br />
Fuori dalla funzione, con il consueto comando, informiamo WordPress dell&#8217;esistenza del nostro lavoro.</p>
<p>Ricaricando la pagina, vedremo spostarsi il widget all&#8217;inizio della colonna di destra. Se invertiamo l&#8217;ordine degli operandi della concatenazione, il widget verrà aggiunto alla fine della colonna. Per posizionamenti intermedi, sarà necessario giocare un altro po&#8217; con gli array, ma ciò esula dagli scopi di questa guida.</p>
<h3>Quando l&#8217;ordinamento non funziona</h3>
<p>L&#8217;ordinamento funziona <strong>solo</strong> quando l&#8217;utente che visita la bacheca non ha già in precedenza ordinato a mano i widget. In caso contrario l&#8217;ordinamento da lui impostato prevarrà su quello settato dalle funzioni create in <tt>functions.php</tt>. Tutti gli utenti nuovi, invece, vedranno l&#8217;ordinamento da noi voluto immediatamente.</p>
<h2>Riferimenti</h2>
<p>Il risultato desiderato è stato ottenuto. Infine un paio di link di riferimento:</p>
<ul>
<li><a href="http://codex.wordpress.org/Dashboard_Widgets_API">Le API dei widget della bacheca sul <em>Codex</em> di WordPress</a></li>
<li><a href="http://www.catswhocode.com/blog/10-wordpress-dashboard-hacks">10 WordPress dashboard hacks</a></li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Ripristinare NetworkManager dopo un suspend to ram fallito</title>
		<link>http://www.poluz.net/blog/2010/01/ripristinare-networkmanager-dopo-un-suspend-to-ram-fallito/</link>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 15:11:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poluz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[fedora]]></category>
		<category><![CDATA[guida]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[Scrivo qui una nota su come risolvere un piccolo (o grande) problema che mi è appena capitato. Così me lo ricordo io, e magari può servire a qualcun altro. Il problema: dopo una sospensione sulla ram di Linux, se al riavvio il computer non riesce a ripartire e necessita di un riavvio energico, NetworkManager non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivo qui una nota su come risolvere un piccolo (o grande) problema che mi è appena capitato. Così me lo ricordo io, e magari può servire a qualcun altro. Il problema: dopo una sospensione sulla ram di Linux, se al riavvio il computer non riesce a ripartire e necessita di un riavvio energico, NetworkManager non riesce più a gestire la rete, affermando di essere disabilitato. La soluzione di seguito si riferisce a Fedora, ma si dovrebbe poter applicare anche ad altre distribuzioni (ad esempio in Ubuntu dovrebbe bastare sostituire <tt>/etc/init.d/NetworkManager stop</tt> ed analogo <tt>start</tt> alle chiamate di <tt>service</tt> della Fedora.</p>
<p><code>service NetworkManager stop<br />
rm /var/lib/NetworkManager/NetworkManager.state<br />
service NetworkManager start</code></p>
<p>I comandi vanno eseguiti da root o con <tt>sudo</tt>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Recensione Acer Liquid, smartphone Android</title>
		<link>http://www.poluz.net/blog/2010/01/recensione-acer-liquid-smartphone-android/</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 17:44:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poluz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[acer]]></category>
		<category><![CDATA[android]]></category>
		<category><![CDATA[cellulare]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[smarphone]]></category>

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		<description><![CDATA[Di solito in passato ho iniziato questi post di recensioni tecnologiche con il perché ed il percome dell&#8217;acquisto, storia, gloria, morte e miracoli. Questa volta, invece, intendo andare più al sodo, e dire che ho acquistato questo Acer Liquid perché appena l&#8217;ho visto me ne sono innamorato. Del resto, design a parte (che comunque apprezzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di solito in passato ho iniziato questi post di recensioni tecnologiche con il perché ed il percome dell&#8217;acquisto, storia, gloria, morte e miracoli. Questa volta, invece, intendo andare più al sodo, e dire che ho acquistato questo Acer Liquid perché appena l&#8217;ho visto me ne sono innamorato. Del resto, design a parte (che comunque apprezzo molto), le caratteristiche tecniche sono di tutto rispetto: sistema operativo Android 1.6 «Donut», processore Qualcomm Snapdragon da 768MHz, 512 MB di flash rom, 256 MB di ram, display da 3,5 pollici per 800&#215;480 pixel di risoluzione, fotocamera da 5 megapixel con messa a fuoco automatica, GPS, wi-fi, bluetooth, slot schede microSD, ecc&#8230; ecc&#8230; Insomma, troppa roba. Prezzo al banco 340 € circa con scheda micro SD da 2 GB inclusa.<br />
Com&#8217;è? Cosa fa? Come va? Tutto questo nel prosieguo. </p>
<h2>La forma</h2>
<p>L&#8217;altezza e la larghezza dell&#8217;Acer Liquid sono equivalenti a quelle dell&#8217;iPhone 3G, lo spessore invece è maggiore, pari a 12,77 mm. Il peso inclusa batteria è di 135 grammi. Rispetto al cellulare che usavo prima (il Motorola L6 che si vede anche nella foto seguente), la larghezza è leggermente maggiore così come lo spessore, che rimane comunque nella media di tanti altri cellulari più «tradizionali» (il Motorola è davvero sottile). Devo dire che nella tasca dei pantaloni non si sente più di tanto e non da alcun tipo di fastidio.</p>
<p><a href="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2010/01/liquid1.jpg" title="L&#039;Acer Liquid e il Motorola L6" class="thickbox"><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2010/01/liquid1-500x375.jpg" alt="L&#039;Acer Liquid e il Motorola L6" title="L&#039;Acer Liquid e il Motorola L6" width="500" height="375" class="alignright size-large wp-image-828" /></a><br />
<small>Generazioni a confronto.</small></p>
<p>L&#8217;apparecchio (che per il momento ho soprannominato Poldo), non è dotato di tasti fisici sul frontale (i quattro pulsanti standard di Android sono tasti touch anch&#8217;essi), mentre sul lato sinistro presenta il pulsante di accensione, ed a destra il bilancere del volume e il pulsante di scatto della fotocamera.<br />
Il connettore per la ricarica della batteria e lo scambio dati è di tipo mini USB, e si trova sul fondo del telefono, mentre in testa troviamo il connettore per gli auricolari e il bellissimo sistema delle notifiche a led, di cui l&#8217;immagine seguente mostra l&#8217;utilizzo.</p>
<p><a href="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2010/01/liquid2.jpg" class="thickbox"><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2010/01/liquid2-500x375.jpg" alt="Le icone di notifica" title="Le icone di notifica" width="500" height="375" class="alignright size-large wp-image-829" /></a><br />
<small>Le icone di notifica si accendono nella parte superiore dell&#8217;Acer Liquid.</small></p>
<p>Le icone sono tre: batteria, messaggi e chiamate, e si attivano con varie modalità di lampeggio per indicare cosa sta accadendo. Veramente molto comode e «stilose».</p>
<p>La qualità costruttiva è abbastanza buona. Per permettere la realizzazione di un dispositivo così economico, Acer ha dovuto impiegare la plastica per il corpo del terminale, a scapito di materiali di qualità superiore. Comunque il Liquid in mio possesso è ben assemblato, e non presenta nessuno scricchiolio od imperfezione di alcun tipo.</p>
<h2>Le cose che fa</h2>
<p>Fa effetto vedere che la cosa che una volta era l&#8217;attività principale di un cellulare, ovvero la telefonata, sia diventata un&#8217;icona come le altre, insieme alla posta elettronica, al browser web ed a tante applicazioni «sociali», da Facebook a Twitter. Cosa fa l&#8217;Acer Liquid? Più o meno tutto quello che può fare uno smartphone al giorno d&#8217;oggi: scrivere documenti, email, scattare foto e caricarle online, cercare nelle mappe, fare da navigatore satellitare, ascoltare musica, guardare video e chi più ne ha più ne metta. Liquid fa tutto questo, magari non «out of the box», ma può farlo semplicemente installando il software necessario. Elencare le applicazioni presenti di default nel dispositivo non è particolarmente utile, se manca qualcosa quasi sicuramente si può installare.</p>
<p>Sempre in tema di software, sono rimasto piacevolmente colpito dall&#8217;assortimento dell&#8217;Android Market, che è il mezzo  standard per installare applicazioni sui terminali Android. Gli utenti di iPhone affermano che il livello qualitativo dell&#8217;Android Market non è paragonabile allo store di Apple, tuttavia a me non è parso male, c&#8217;è della bella roba.</p>
<p>La fotocamera da 5 megapixel è dotata di una messa a fuoco automatica al centro anziché fissa come nella maggior parte dei concorrenti, permettendo migliori risultati fotografici. Dalle mie prove (trovate qualche esempio sotto), mi è sembrato che le foto prodotte siano di buona qualità. I video vengono invece registrati a 640&#215;480 di risoluzione, a 15 fotogrammi al secondo. L&#8217;unica pecca del comparto fotografico è l&#8217;assenza del flash, quindi in condizioni di scarsa illuminazione le foto sono un po&#8217; come sono (cioè generalmente mosse), per il resto niente male.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/poluz/4300618362/"><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2010/01/liquid4.jpg" alt="liquid4" title="liquid4" width="250" height="188" class="alignnone size-full wp-image-831" /></a><a href="http://www.flickr.com/photos/poluz/4300620444/"><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2010/01/liquid3.jpg" alt="liquid3" title="liquid3" width="250" height="188" class="alignnone size-full wp-image-830" /></a><br />
<small>Due foto scattate dall&#8217;Acer Liquid. A sinistra, una foto esterna realizzata nei 30 secondi di sole (molto velato) che ci sono stati questa settimana; a destra una foto con luce alogena scattata a distanza ravvicinata. Si nota che il sistema di autofocus mette a fuoco nel centro dell&#8217;immagine. Cliccate sulle immagini per andare su Flickr dove si possono anche vedere alla dimensione originale.</small></p>
<h2>Funziona bene?</h2>
<p>Direi di sì. L&#8217;interfaccia è molto reattiva (grazie al potente processore), e tutto si avvia e funziona molto rapidamente. La connessione dati via rete telefonica è stabile anche in movimento (provata in corriera) ed il wi-fi «prende» discretamente bene. Il GPS è rapido. Per la parte telefonica l&#8217;audio è molto pulito e potente, anche con le cuffie in dotazione (che sono inoltre abbastanza buone nella riproduzione dei bassi nella musica). La batteria dura, con un uso abbastanza intenso soprattutto dati, 1 giorno e mezzo sempre connesso in 3G, e due giorni abbondanti connesso in 2G.</p>
<p><a href="http://www.android.com">Android</a> mi è parso un sistema operativo molto avanzato, e tuttavia semplice da utilizzare. È ovviamente molto più complesso da usare rispetto ad un cellulare «old style», ma è certamente incredibilmente più potente. Un ottimo ambiente per telefoni avanzati, quindi, che avrà molto probabilmente il suo boom nel corso del 2010.</p>
<p>In conclusione, l&#8217;Acer Liquid è un dispositivo con caratteristiche tecniche irraggiungibili in questa fascia di prezzo. Anzi, è spesso più prestante di terminali più costosi; come rapporto qualità-prezzo non ci sono paragoni sul mercato al momento. Acer poi sembra molto interessata ad entrare in forze nel mercato smartphone: non solo ha annunciato che <a href="http://www.androidworld.it/2010/01/01/lacer-liquid-potrebbe-avere-android-2-0-a-marzo-2010/">a marzo aggiornerà l&#8217;Android del Liquid</a> alla versione 2.0, ma pare sia anche interessata a presentare fino a 10 smartphone nel corso del 2010. È nella qualità dell&#8217;assistenza post vendita (e nel caso degli smartphone, quindi, anche negli aggiornamenti per il sistema) che si crea una credibilità attorno al proprio marchio, se a queste notizie seguiranno i fatti, Acer avrà fatto le mosse giuste.</p>
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		<title>Test mobile</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 14:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poluzmobile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[Foto]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[
Questa &#232; una prova di scrittura blog da dispositivo mobile. Saluti a tutti!  
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="image" src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2010/01/wpid-2010-01-20-14.00.34.jpg" /></p>
<p>Questa &egrave; una prova di scrittura blog da dispositivo mobile. Saluti a tutti! <img src='http://www.poluz.net/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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