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	<title>poluz live?</title>
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		<title>Pensieri sparsi su Android 4 Ice Cream Sandwich</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 17:16:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poluz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per la (breve) serie dei pensieri sparsi, ecco un nuovo capitolo dedicato ad Ice Cream Sandwich, ovvero l&#8217;ultima versione (la 4) del sistema operativo Android sviluppato da Google. Sono già passate due settimane da quando ho iniziato ad utilizzarlo sul Galaxy Nexus, e mi è venuta voglia di condividere qualche pensiero sparso sulle novità dell&#8217;interfaccia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per la (breve) serie dei pensieri sparsi, ecco un nuovo capitolo dedicato ad Ice Cream Sandwich, ovvero l&#8217;ultima versione (la 4) del sistema operativo <a href="http://www.android.com/" target="_blank">Android</a> sviluppato da Google. Sono già passate due settimane da quando ho iniziato ad utilizzarlo sul Galaxy Nexus, e mi è venuta voglia di condividere qualche pensiero sparso sulle novità dell&#8217;interfaccia e sul funzionamento in generale. Per prima cosa premetto che sono veramente entusiasta di questa release, e in generale dell&#8217;approccio che Google sta seguendo nella progettazione di Android (ma non nelle politiche di distribuzione, ma questo per ora esula dagli scopi di questo post). Tuttavia qualche margine di miglioramento, soprattutto nel comportamento di alcune applicazioni di default lo vedo, e intendo parlarne «sparsamente» nel prosieguo. <span id="more-1311"></span></p>
<p>Come dicevo precedentemente, a mio parere <acronym title="Ice Cream Sandwich">ICS</acronym> è un <acronym title="Sistema Operativo">SO</acronym> bellissimo. Credo che la nuova user interface, soprannominata «holo», sia finalmente riuscita a dare un segno distintivo ad un sistema operativo che era ancora in cerca di una sua identità grafica. Le applicazioni che si sono già convertite ai nuovi principi di design credo abbiano tutte veramente guadagnato nel passaggio.</p>
<div style="text-align:center;"><a href="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/Screenshot_2012-03-06-16-03-11_1.png" class="thickbox"><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/Screenshot_2012-03-06-16-03-11_1-169x300.png" alt="" title="Screenshot_2012-03-06-16-03-11_1" width="169" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-1318" /></a> <a href="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/Screenshot_2012-03-06-15-35-19_1.png" class="thickbox"><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/Screenshot_2012-03-06-15-35-19_1-169x300.png" alt="" title="Screenshot_2012-03-06-15-35-19_1" width="169" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-1316" /></a></div>
<p>Le nuove applicazioni Android hanno ora un aspetto veramente moderno, questo perché il team ha abbandonato la strada del cosiddetto <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Skeuomorph#Digital_skeuomorphs" target="_blank"><em>skeuomorfism</em></a> (non ho idea se esista una traduzione in italiano di questo termine), ovvero la pratica di far sembrare il software il più possibile similare all&#8217;oggetto che vuole «emulare» (classico esempio di questa pratica è il <a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/2/2f/ICal_5.0_closeup.png" target="_blank">nuovo calendario di OS X</a>). Questa è certamente la via più difficile per cambiare le cose, ma credo che gli sviluppatori di ICS abbiano raggiunto ottimi risultati sia visivi che di facilità d&#8217;uso.</p>
<p>Ma per non diventare stucchevole nel ribadire la meravigliosità della nuova interfaccia, che poi a parlar troppo bene di una cosa ci si abitua, ecco tre piccole cose che non mi piacciono. Mi rendo conto che sono un po&#8217; delle piccolezze, ma sono le classiche cose che ti fanno pensare «sono strano io, oppure come hanno fatto a non accorgersene?» Per questo motivo spero vengano corrette nelle future release.</p>
<div style="text-align:center;"><a href="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/Screenshot_2012-03-06-15-31-20_1.png" class="thickbox"><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/Screenshot_2012-03-06-15-31-20_1-169x300.png" alt="" title="Screenshot_2012-03-06-15-31-20_1" width="169" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-1314" /></a> <a href="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/Screenshot_2012-03-06-15-32-55_1.png" class="thickbox"><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/Screenshot_2012-03-06-15-32-55_1-169x300.png" alt="" title="Screenshot_2012-03-06-15-32-55_1" width="169" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-1315" /></a></div>
<ul>
<li>Il nuovo task manager è davvero molto bello ed anche utile, si apre con un tap ovunque ci si trovi, e il passaggio da un&#8217;applicazione all&#8217;altra è istantaneo. Peccato solo che le anteprime siano davvero troppo grandi, e a volte potrebbe essere utile una vista d&#8217;insieme migliore, che vada cioè oltre le ultime tre applicazioni e mezzo. Certo, si può scrollare la lista, ma la cosa richiede già più tempo. Inoltre se ci fosse modo di chiudere tutte le applicazioni in un colpo solo, invece che una alla volta, sarebbe ancora meglio.</li>
<li>I widget ora vengono visualizzati in un tab separato ma «consequenziale» a quello delle applicazioni. È un cambiamento su cui non ho un&#8217;opinione precisa, mi è essenzialmente indifferente. Quello che mi da fastidio è che la lista dei widget cresca molto velocemente (molte applicazioni hanno più di un tipo di widget), perciò diventa noioso scorrerla per raggiungere l&#8217;oggetto che si sta cercando (ovvero, immancabilmente, un widget da aggiungere alla schermata home). Un raggruppamento per applicazione, magari? Mi sembra che qualcuno già lo facesse.</li>
<li>La galleria di default mostra tutte le immagini in tutte le directory. Non c&#8217;è modo di escludere qualcosa. Perciò mi trovo tutte le copertine dei dischi che ascolto scaricate da PowerAmp, e tutte le immagini di Picasa (anche se ho detto di non scaricarle). Va bene, c&#8217;è sempre l&#8217;ottimo <a href="https://market.android.com/details?id=com.alensw.PicFolder" target="_blank">QuickPic</a>, ma è un peccato perché la nuova galleria di ICS non sarebbe niente male.</li>
</ul>
<p>Siccome questi «pensieri sparsi» dovrebbero essere semiseri, ed invece questo post è un po&#8217; troppo serio, concluderò in maniera stupida: ICS è una gran figata! Aveva ragione <a href="https://plus.google.com/114892667463719782631/posts" target="_blank">Mathias Duarte</a> nel dire che finalmente avremmo amato Android.</p>
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		<title>Toggl, un time tracker online</title>
		<link>http://www.poluz.net/blog/2012/02/toggl-un-time-tracker-online/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 20:35:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poluz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da alcune settimane ho iniziato ad utilizzare un time tracker online per alcune delle cose che faccio (principalmente al lavoro). Trovare un time tracker che mi soddisfacesse non si è rivelata assolutamente una cosa facile. È stato un po&#8217; come cercare l&#8217;editor di codice preferito: milioni di software provati e la sensazione di non sentirsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da alcune settimane ho iniziato ad utilizzare un time tracker online per alcune delle cose che faccio (principalmente al lavoro). Trovare un time tracker che mi soddisfacesse non si è rivelata assolutamente una cosa facile. È stato un po&#8217; come cercare l&#8217;editor di codice preferito: milioni di software provati e la sensazione di non sentirsi mai veramente a casa (almeno finché non ho <a href="/blog/2011/08/riscoprire-vim/">riscoperto vim</a>). Quali erano i miei requisiti? Avevo bisogno di un software semplice e lineare, che facesse poco di più che mostrarmi rapidamente il tempo impiegato per completare un task (anche spezzettato) e il tempo totale su un progetto. Mi aspettavo molto poco come funzionalità, in effetti, per questo puntavo molto sul primo aspetto: la semplicità. Ebbene, la maggior parte dei time tracker fa <em>troppo</em>, e perciò è spesso brutto, complesso e poco intuitivo. Oppure è poco stabile (come ad esempio KTimeTracker o Hamster fatto andare su KDE). Avevo abbandonato le ricerche finché non ho trovato <a href="https://www.toggl.com/">Toggl</a>. <span id="more-1290"></span></p>
<p>Di Toggl ho molto apprezzato la velocità nell&#8217;iniziare nuovi task, associarli ai progetti, aggiungere tag e proseguire i task interrotti. Tra l&#8217;altro il software tiene traccia di tutte le interruzioni al lavoro di un task, cosa a volte utile per capire effettivamente quanto ci si è potuti concentrare su un lavoro.</p>
<p>L&#8217;interfaccia di Toggl è divisa in due aree principali: la home, dove inserire i task e vedere le ultime attività completate, e la pagina rapporti, dove analizzare i tempi per task, progetti, tag, ecc&#8230;</p>
<div id="attachment_1293" class="wp-caption alignnone" style="width: 600px"><a href="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2012/02/Toggl_1329758436485.jpg" class="thickbox"><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2012/02/Toggl_1329758436485-590x398.jpg" alt="" title="Toggl_1329758436485" width="590" height="398" class="size-large wp-image-1293" /></a><p class="wp-caption-text">La pagina Home</p></div>
<p>Cosa che ho apprezzato molto è la possibilità di modificare rapidamente il tempo impiegato durante l&#8217;esecuzione di un task semplicemente cliccando sul conta tempo e inserendo il valore desiderato. Utile per correggere eventuali discrepanze!</p>
<div id="attachment_1294" class="wp-caption alignnone" style="width: 600px"><a href="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2012/02/Toggl_1329758561750.jpg" class="thickbox"><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2012/02/Toggl_1329758561750-590x398.jpg" alt="" title="Toggl_1329758561750" width="590" height="398" class="size-large wp-image-1294" /></a><p class="wp-caption-text">La pagina Rapporti</p></div>
<p>La pagina Rapporti, come dice il nome, permette di avere tutte le informazioni sulle attività svolte, filtrate in varie maniere e all&#8217;interno del lasso temporale desiderato.</p>
<p><a href="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2012/02/toggl_2012-02-20-20-22-51.jpg" class="thickbox"><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2012/02/toggl_2012-02-20-20-22-51-168x300.jpg" alt="" title="toggl_2012-02-20-20-22-51" width="120" class="alignright size-medium wp-image-1300" /></a>L&#8217;unica cosa di cui sento la mancanza è la possibilità, dalla pagina Home, di visualizzare un rapporto cliccando sul task o sul progetto relativo, invece di dover passare per la pagina Rapporti. Per il resto ho scoperto che <a href="https://www.toggl.com/">Toggl</a> soddisfa pienamente le mie necessità di un time tracker rapido, semplice ed anche elegante (il che a volte vuol dire anche chiaro ed intuitivo, Toggl ha certamente queste caratteristiche). Bella anche l&#8217;interfaccia mobile (ne potete vedere uno screenshot qui vicino), anche se non da accesso ai rapporti, mentre non ho testato l&#8217;applicazione installabile direttamente sul computer.</p>
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		<title>Letto in questi giorni</title>
		<link>http://www.poluz.net/blog/2012/02/letto-in-questi-giorni/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 17:33:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poluz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come vi dicevo, con ReadItLater leggo di più. Ecco quindi alcuni articoli che ho letto in questi giorni, e che vorrei condividere con chi passasse per caso in questi lidi. Tra gli argomenti delle mie ultime letture, la nuova svolta social nelle ricerche di Google, i tempi (lunghi) ed i costi (alti) per costruire metropolitane, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come vi dicevo, <a href="/blog/2012/01/con-read-it-later-leggo-di-piu/" title="Con Read It Later leggo di più">con ReadItLater leggo di più</a>. Ecco quindi alcuni articoli che ho letto in questi giorni, e che vorrei condividere con chi passasse per caso in questi lidi.<br />
Tra gli argomenti delle mie ultime letture, la nuova svolta social nelle ricerche di Google, i tempi (lunghi) ed i costi (alti) per costruire metropolitane, e poi, visto che è l&#8217;inizio di questa mia nuova rubrica, alcuni articoli che ho letto qualche tempo fa ma che ritengo ancora interessanti (su Facebook e Android 4 Ice Cream Sandwich, principalmente).<span id="more-1275"></span></p>
<h3>La ricerca «sociale» di Google</h3>
<p><a href="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2012/02/google+.jpg" class="thickbox"><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2012/02/google+-590x412.jpg" alt="" title="google+" width="590" height="412" class="alignnone size-large wp-image-1277" /></a></p>
<p>La scelta di integrare nei risultati di ricerca di Google materiale proveniente da Google+ ha lasciato dubbi e sollevato questioni. Non solo per quello che riguarda l&#8217;aver escluso alcuni dei maggiori social network concorrenti (Twitter e Facebook in testa), ma anche, a parere di alcuni, per aver «tradito» la missione di ricerca di Google stesso. I due articoli che seguono sono molto scettici su <a href="http://www.google.com/insidesearch/plus.html">Search, plus your world</a>, come Google ha battezzato questa novità.</p>
<ul>
<li><a href="http://pandodaily.com/2012/01/23/googles-real-problem/" title="Evil, Greed, And Antitrust Aren’t Google’s Real Problems, Relevancy Is" target="_blank">Evil, Greed, And Antitrust Aren’t Google’s Real Problems, Relevancy Is</a><br />
(pandodaily.com)</li>
<li><a href="http://www.slate.com/articles/technology/technology/2012/01/google_social_search_the_tech_giant_s_disastrous_decision_to_muck_up_its_search_results_.single.html" title="I’m Not Here To Make Friends" target="_blank">I’m Not Here To Make Friends</a> (slate.com)</li>
</ul>
<h3>Costruire metropolitane</h3>
<p><a href="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2012/02/metropolitana.jpg" class="thickbox"><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2012/02/metropolitana-590x442.jpg" alt="" title="metropolitana" width="590" height="442" class="alignnone size-large wp-image-1284" /></a></p>
<p>Perché costano tanto e ci vuole tanto tempo? Era già difficile negli anni &#8217;30 del secolo scorso&#8230;</p>
<ul>
<li><a href="http://www.salon.com/2012/02/04/should_it_take_decades_to_build_a_subway/singleton/" title="Should it take decades to build a subway? " target="_blank">Should it take decades to build a subway?</a> (salon.com)</li>
<li><a href="http://www.theatlanticcities.com/commute/2011/11/1-billion-doesnt-buy-much-transit-infrastructure-anymore/456/" title="Why $1 Billion Doesn't Buy Much Transit Infrastructure Anymore" target="_blank">Why $1 Billion Doesn&#8217;t Buy Much Transit Infrastructure Anymore</a><br />
(theatlanticcities.com)</li>
<li><a href="http://blog.modernmechanix.com/2011/05/24/the-subway-city-grows/" title="The Subway City Grows (Jul, 1937) " target="_blank">The Subway City Grows (Jul, 1937)</a> (modernmechanix.com)</li>
</ul>
<h3>Altro, interessante</h3>
<ul>
<li><a href="http://blog.microco.sm/2012/02/04/i-dont-think-you-browse-like-i-do/" title="I don’t think you browse like I do" target="_blank">I don’t think you browse like I do</a> &#8211; Una navigazione davvero privata (blog.microco.sm)</li>
<li><a href="http://www.nytimes.com/2012/02/05/opinion/sunday/facebook-is-using-you.html?_r=3&#038;hp" title="Facebook Is Using You" target="_blank">Facebook Is Using You</a> &#8211; Su Facebook, direi sia abbastanza chiaro (nytimes.com)</li>
<li><a href="http://www.betabeat.com/2011/12/23/exclusive-leaked-details-of-how-facebook-plans-to-sell-your-timeline-to-advertisers/" title="Leaked Details of How Facebook Plans To Sell Your Timeline to Advertisers" target="_blank">Leaked Details of How Facebook Plans To Sell Your Timeline to Advertisers</a> &#8211; Anche questo su FB (betabeat.com)</li>
<li><a href="http://www.anandtech.com/print/5310" title="Samsung Galaxy Nexus &#038; Ice Cream Sandwich Review" target="_blank">Samsung Galaxy Nexus &#038; Ice Cream Sandwich Review</a> &#8211; L&#8217;articolo più completo ed approfondito su Android Ice Cream Sandwich (ed il Galaxy Nexus)</li>
</ul>
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		<title>Con Read It Later leggo di più</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 21:05:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poluz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non sono mai stato particolarmente interessato ai servizi come Instapaper o Read It Later che, per chi non lo sapesse, permettono di salvare articoli trovati in rete per poi leggerli più tranquillamente in un secondo momento, magari in una versione ottimizzata per dispositivi mobili. Non mi hanno mai particolarmente interessato perché ho sempre ritenuto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono mai stato particolarmente interessato ai servizi come <a href="http://www.instapaper.com/">Instapaper</a> o <a href="https://readitlaterlist.com/">Read It Later</a> che, per chi non lo sapesse, permettono di salvare articoli trovati in rete per poi leggerli più tranquillamente in un secondo momento, magari in una versione ottimizzata per dispositivi mobili. Non mi hanno mai particolarmente interessato perché ho sempre ritenuto che gli articoli che valesse la pena di leggere subito andassero letti subito. Sarà stato un «residuo» dell&#8217;insegnamento secondo cui non si deve mai rimandare qualcosa che si può fare subito, fatto sta che questa impostazione mentale si è rivelata avere, alla prova dei fatti, più effetti negativi che positivi.<br />
Da quando uso Read It Later per procrastinare la lettura di articoli o quant&#8217;altro, infatti, le mie abitudini di lettura sono cambiate radicalmente. In sostanza leggo molto, molto di più. <span id="more-1251"></span></p>
<p>Mi capita infatti molto spesso, anche durante il lavoro, di imbattermi in contenuti interessanti ma lunghi (quelli che ti fanno dire <a href="http://www.urbandictionary.com/define.php?term=TLDR">tl;dr</a>, insomma). Contenuti che, soprattutto sul lavoro, non posso leggere sul momento. In precedenza, nella maggior parte dei casi, mi sarei limitato a chiudere il tab, e pazienza. Molto più raramente l&#8217;avrei salvato sui <a href="http://pinboard.in/u:poluz">miei bookmarks su pinboard.in</a>. Ora li salvo in Read It Later. E la differenza dove sta? Ma nell&#8217;applicazione mobile, ovviamente!</p>
<div style="text-align:center;"><a href="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/screenshot-1327356478610.png" class="thickbox"><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/screenshot-1327356478610-180x300.png" alt="" title="screenshot-1327356478610" width="180" height="300" class="alignright size-medium wp-image-1256" /></a> <a href="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/screenshot-1327421637680.png"class="thickbox"><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/screenshot-1327421637680-180x300.png" alt="" title="screenshot-1327421637680" width="180" height="300" class="alignright size-medium wp-image-1257" /></a></div>
<p>L&#8217;applicazione Android permette di avere un&#8217;esperienza di lettura offline abbastanza piacevole, nascondendo tutte quelle parti del sito (logo, navigazione, pubblicità, ecc&#8230;) che non siano i contenuti. Nello screenshot qui sopra a destra, ho personalizzato secondo i miei gusti la visualizzazione, ma ovviamente potrete anche voi modificarla a vostro piacimento.</p>
<p>Grazie all&#8217;applicazione per telefono, ho potuto quindi iniziare a «consumare» contenuti in moltissime situazioni più comode o più convenienti di una sedia da ufficio (anche se magari è a casa) ed una scrivania. Letto, autobus, bagno sono i primi tre esempi che mi vengono in mente. Questo ha fatto una grandissima differenza nella quantità di cose che ho potuto ed anche voluto leggere, e me ne sorprendo ancora.</p>
<p><a href="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/web.png" class="thickbox"><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/web-590x472.png" alt="" title="web" width="590" height="472" class="aligncenter size-large wp-image-1268" /></a></p>
<p>Ovviamente per chi non disponesse di un dispositivo mobile (smartphone o tablet, android o apple che sia), oppure semplicemente preferisse la lettura su computer, Read It Later offre anche l&#8217;interfaccia che vedete sopra, per ottimizzare anche sul classico <em>desktop</em> l&#8217;esperienza di lettura. Ma, almeno per quello che mi riguarda, la vera differenza l&#8217;ha fatta la lettura offline sul telefono. Davvero una sopresa.</p>
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		<title>Pedonalizzazioni del centro di Bologna, non perdiamo anche quest&#8217;ultima opportunità!</title>
		<link>http://www.poluz.net/blog/2011/12/pedonalizzazioni-del-centro-di-bologna-non-perdiamo-anche-questultima-opportunita/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 18:27:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poluz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Puntualmente, appena si è cominciato a parlare di pedonalizzazione del centro storico di Bologna, sono scattate le barricate di commercianti, centauri del cinquantino, taxisti, berluscones, ed altre categorie affini. Da buona cittadina provinciale come è Bologna, preferiamo perdere altri vent&#8217;anni di benefici ai cittadini, piuttosto che cambiare qualcosa. Ecco quindi che tenterò, con due video, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Puntualmente, appena si è cominciato a parlare di <a href="http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/12/01/news/traffico_parte_la_rivoluzione_sulla_t_solo_bus_e_taxi-25925201/">pedonalizzazione del centro storico di Bologna</a>, sono scattate le barricate di commercianti, centauri del cinquantino, taxisti, berluscones, ed altre categorie affini. Da buona cittadina provinciale come è Bologna, preferiamo perdere altri vent&#8217;anni di benefici ai cittadini, piuttosto che cambiare qualcosa. Ecco quindi che tenterò, con due video, di mostrarvi che cosa ci stiamo perdendo. Il primo video riprende il centro di Strasburgo, il secondo il centro di Bologna. Metterò alcune note «a margine» dopo i due filmati.</p>
<div style="text-align:center;"><iframe width="480" height="360" src="http://www.youtube-nocookie.com/embed/_5dzZIRFQ4E" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<span id="more-1235"></span></p>
<p><iframe width="480" height="360" src="http://www.youtube-nocookie.com/embed/28lecVCLWhk" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>Nel primo esempio vediamo una città con il centro <strong>chiuso a tutti</strong> tranne che a pedoni, biciclette e tram. Notare tra l&#8217;altro che è un tram bello lungo (cosa dicevano della lunghezza del Civis a Bologna?), silenziosissimo e rigorosamente su rotaie metalliche. Il problema tra l&#8217;altro, è che secondo me abbiamo tutti in mente gli storici tram di Milano quando pensiamo a questo mezzo di trasporto. La verità è che i tram moderni sono molto silenziosi.</p>
<div style="text-align:center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/poluz/3585011813/" title="Tram «Ventotto» by poluz, on Flickr"><img src="http://farm4.staticflickr.com/3637/3585011813_c8473fc2f8.jpg" width="500" height="375" alt="Tram «Ventotto»"></a></div>
<p class="wp-caption-text">Gli storici tram Ventotto di Milano, che probabilmente falsano la concezione del tram nelle persone.</p>
<p>E a <strong>Bologna</strong>? Caos, motorini parcheggiati ovunque, macchine e vecchi bus a gasolio (come anche fa notare il commentatore del video).<br />
L&#8217;occasione di fare il nostro moderno tram, purtroppo, l&#8217;abbiamo già persa quando Bologna è caduta nelle mani di Guazzaloca, che ha «convertito» il progetto di rete tramviaria del sindaco Vitali nell&#8217;infausto Civis. Quindi vent&#8217;anni di mancato progresso sono ormai persi. Cerchiamo di non perdere anche quest&#8217;ultima occasione di far tornare bello il nostro centro storico, chiudendo al traffico la zona più centrale e, in teoria, più prestigiosa. Perché, lo dico sinceramente, credo che con la quotidiana invasione di mezzi puzzolenti e rumorosi, <strong>il nostro centro storico sia veramente brutto</strong>, anche quando in realtà non lo sarebbe!</p>
<p>PS: a Bologna l&#8217;unico altro mezzo oltre a quelli a trazione umana che farei passare per la T sono i filobus.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Linode XEN VPS, recensione un anno dopo</title>
		<link>http://www.poluz.net/blog/2011/11/linode-xen-vps-recensione-un-anno-dopo/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 16:17:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poluz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Linode è una compagnia che offre servizi di hosting per server linux virtuali (da cui il nome Linux nodes), altresì detti VPS. Per tutti i piani, linode mette a disposizione macchine quadri-processore virtualizzate con XEN, una discreta scelta di distribuzioni Linux sempre molto aggiornata, e molte altre features per cui vi rimando all&#8217;apposita pagina. Molti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.linode.com/?r=398a7a1f36b012c6cc85d4fd018a1a2a01ff19ad">Linode</a> è una compagnia che offre servizi di hosting per server linux virtuali (da cui il nome <em>Li</em>nux <em>node</em>s), altresì detti <acronym title="Virtual Private Server">VPS</acronym>. Per tutti i piani, linode mette a disposizione macchine quadri-processore virtualizzate con XEN, una discreta scelta di distribuzioni Linux sempre molto aggiornata, e molte altre features per cui vi rimando all&#8217;<a href="http://www.linode.com/features.cfm">apposita pagina</a>.<br />
Molti nell&#8217;«interweb» hanno già parlato approfonditamente e si sono profusi in lodi per Linode, nonostante questo volevo aggiungere anche il mio piccolo bit di informazione, parlandovi della mia personale esperienza dopo esattamente un anno di utilizzo. Esperienza che, ve lo anticipo, è stata davvero ottima. <span id="more-1203"></span></p>
<h3>Il servizio</h3>
<p>Linode offre un pannello di amministrazione interamente costruito <em>in house</em>, che con molta chiarezza permette di svolgere tutte le funzioni collegate al proprio account: dal creare macchine virtuali a modificare la propria email o dati di fatturazione.</p>
<p><a href="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2011/11/linode2.jpg" class="thickbox"><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2011/11/linode2-590x477.jpg" alt="" title="linode2" width="590" height="477" class="alignnone size-large wp-image-1210" /></a></p>
<p>In generale tutto il sito da l&#8217;impressione di stabilità e pulizia: tutto avviene senza errori, e le procedure sono molto pulite. Alcuni servizi non sono compresi nel costo iniziale del server, tuttavia Linode non cerca di venderli «subdolamente» e non mostra avvisi qua e là (e qui penso soprattutto ad un altro sito, anche se offre un servizio di genere un po&#8217; diverso). Molto apprezzabile.</p>
<p>Altra cosa molto apprezzabile sono gli upgrade gratuiti dei piani VPS. Generalmente nel giorno del compleanno di Linode, qualche aspetto di tutti i piani di hosting viene upgradato gratuitamente a tutti gli utenti! Questa estate, ad esempio, hanno aumentato del 25% lo spazio disco. È un sistema simpatico per tenere tutti i piani al passo con i tempi ed il mercato, e senza dubbio crea una grossa fidelizzazione da parte dei clienti. In <a href="http://blog.linode.com/category/upgrades/">questa pagina</a> dal loro blog trovate tutta la cronistoria degli upgrade.</p>
<p>Tra le funzionalità degne di nota, ci sono la gestione gratuita dei DNS, la possibilità di realizzare script di gestione automatizzata delle proprie macchine virtuali, shell ssh con traffico fuori conteggio di banda utilizzata, supporto IPv6 in implementazione, ecc&#8230;</p>
<h3>Prestazioni e affidabilità</h3>
<p>Esattamente un anno fa mi sono iscritto a Linode, ed ho attivato una VPS con il piano più piccolo, ovvero <em>Linode 512</em>. Il set-up inziale di un nodo VPS è stato pressoché immediato. Da quel momento mi sono trovato una macchina veramente molto reattiva, con una notevole velocità di downstream (misurata scaricando pacchetti da installare da url non convenzionali &#8211; ovvero che al 98% non facevano riferimento a mirror locali di Linode stessa), e molto scattante anche lato cpu (<a href="http://fedoraproject.org/wiki/Yum">yum</a> filava come non mai). La velocità di upstream dal nodo alla vostra macchina, invece, potete testarla con <a href="http://www.linode.com/speedtest/">questi file</a> suddivisi per localizzazione geografica del datacenter.</p>
<p>Al momento condivido la VPS con altre due persone, e sopra ci gira un po&#8217; di tutto: da questo blog ad un nascente social network django, da una repository bazaar a MySQL e PostgreSQL. Sì, in 512 MB di ram.</p>
<p><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2011/11/linode1.png" alt="" title="linode1" width="259" height="71" class="alignright size-full wp-image-1222" /><br />
Per quanto riguarda invece l&#8217;affidabilità, credo che l&#8217;immagine renda abbastanza l&#8217;idea. Ma ovviamente il tempo passa inesorabile, quindi il contatore è ancora cresciuto (al momento in cui scrivo), come potete vedere dala mia <a href="http://alvin.poluz.net/">pagina di uptime</a>.</p>
<h3>Come non ritenersi soddisfatti?</h3>
<p>Qualità ottima, prezzo giusto, che altro dire? Se volete un server virtuale affidabile, senza limitazioni negli utilizzi (a parte quelli illegali) non posso che consigliarli Linode ed il suo strepitoso servizio. Vi lascio anche <a href="http://www.linode.com/?r=398a7a1f36b012c6cc85d4fd018a1a2a01ff19ad">questo referral link</a> per ogni evenienza. Fatene buon uso! <img src='http://www.poluz.net/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>BigBang, c&#8217;è qualche cosa di serio?</title>
		<link>http://www.poluz.net/blog/2011/10/bigbang-ce-qualche-cosa-di-serio/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 17:16:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poluz</dc:creator>
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		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel mio registro delle persone simpatiche non c&#8217;è sicuramente Matteo Renzi, tuttavia ho voluto provare a leggere i famosi 100 punti (pdf) elaborati durante BigBang con un occhio non prevenuto. Del resto non è un documento scritto dal solo Renzi, bensì da tutti i partecipanti della kermesse della Stazione Leopolda di Firenze, quindi sarebbe stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mio registro delle persone simpatiche non c&#8217;è sicuramente Matteo Renzi, tuttavia ho voluto provare a leggere i famosi <a href="http://leopolda2011.it/100proposte.pdf">100 punti (pdf)</a> elaborati durante <a href="http://leopolda2011.it/">BigBang</a> con un occhio non prevenuto. Del resto non è un documento scritto dal solo Renzi, bensì da tutti i partecipanti della kermesse della Stazione Leopolda di Firenze, quindi sarebbe stato ingiusto prenderlo in antipatia solo perché è capitanato dal sindaco di Firenze.<br />
Diciamo però che l&#8217;ho preso in antipatia lo stesso. Ma per i contenuti. Non sembra un documento scritto da qualcuno del PD, e questo lo intendo nella accezione peggiore del termine. Il PD avrebbe bisogno ben di altro che di proposte finto-rivoluzionarie o simil-conservatrici. Eppure questa è la sensazione che ho avuto leggendo il documento. <span id="more-1174"></span></p>
<p>I <strong>punti 1-7</strong> non sono altro che riproposizioni di proposte del Partito Democratico stesso, quindi niente di nuovo, è un anno circa che se ne parla. Ma forse se le dice Renzi hanno più valore? Andiamo avanti&#8230;</p>
<p>Il <strong>punto 8</strong> mi sembra un po&#8217; generico, e fa anche un po&#8217; di tutta l&#8217;erba un fascio. Di cosa parla esattamente? Dei contributi ai giornali di partito anche se magari li leggono in due, o anche dell&#8217;IVA ridotta ai giornalini del circolo? E non è certamente il punto più ambiguo.</p>
<p><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2011/10/386945642_5bcb802dce_z-590x393.jpg" alt="" title="386945642_5bcb802dce_z" width="590" height="393" class="size-large wp-image-1182" />
<p class="wp-caption-text">E poi dicono che uno si butta a sinistra (cit). Foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/topher76/">topher76</a>.</p>
<p>La privatizzazione degli enti pubblici è trattata in ordine sparso in vari punti (<strong>11, 16, 18, 27, 73&#8230;</strong>), e ammetto di non trovarmi assolutamente d&#8217;accordo. Tanto più che il documento sembra, guarda caso, dimenticarsi che giusto lo scorso giugno c&#8217;è stato un referendum su (parte di) questi temi. La «sinistra» che parla di ridurre l&#8217;apporto dello stato in economia, anche a dispetto di alcune importantissime funzioni che può e, secondo me, <strong>deve</strong> svolgere, è una contraddizione in termini.<br />
Il documento parla poi (al <strong>punto 27</strong>) dei servizi pubblici locali come «un monopolio d&#8217;inefficienza». Vero, ma la soluzione al problema non è cancellare dalla frase il termine «monopolio», bensì «inefficienza». Forse la soluzione è quella che tratta (di striscio e per altri motivi) il <strong>punto 31</strong>, ovvero quella di far sì che i responsabili delle strutture/enti siano <em>davvero</em> responsabili del buon o cattivo funzionamento delle attività che dirigono.</p>
<p>Sorvolando per un po&#8217; su questa divergenza di fondo con il mio punto di vista, il documento si mette poi a elencare una serie di idee «ora e subito» che non possono non piacere, ma che certo sembrano spot elettorali da Movimento 5 Stelle più che proposte ponderate anche sulla base delle risorse disponibili. A volte si contraddicono anche, come quando vuole abolire tutte le province (<strong>punto 5</strong>), ma dare possibilità alle regioni di creare qualcosa di assolutamente analogo, oppure sembrano assai difficilmente sostenibili economicamente (vedi le proposte sulla sanità). O sono forse le solite &#8211; inutili &#8211; riforme a costo zero?</p>
<p>Ecco, direi che è solita ribollita (sempre per rimanere in Toscana) di proposte scollegate tra loro, senza valutazioni di fattibilità reale, a tratti pericolosamente populiste, redatte insieme solo per attrarre consensi dagli altri. E la proposta politica autonoma? Dov&#8217;è?</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Primi pensieri sparsi su Windows 8 Developer Preview</title>
		<link>http://www.poluz.net/blog/2011/09/primi-pensieri-sparsi-su-windows-8-developer-preview/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 17:43:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poluz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuovo! Semiserio! Con tante immagini allegate! Ebbene sì, ho scaricato l&#8217;anteprima per sviluppatori. L&#8217;ho provata per un po&#8217;, e mi sono venuti i seguenti primi pensieri, che condisco con un po&#8217; di screenshot per il vostro godimento. Nota bene! Trattandosi per l&#8217;appunto di un&#8217;anteprima, alcune delle cose che descrivo potrebbero non essere uguali nella versione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nuovo! Semiserio! Con tante immagini allegate!</em></p>
<p>Ebbene sì, ho scaricato l&#8217;anteprima per sviluppatori. L&#8217;ho provata per un po&#8217;, e mi sono venuti i seguenti primi pensieri, che condisco con un po&#8217; di screenshot per il vostro godimento. Nota bene! Trattandosi per l&#8217;appunto di un&#8217;anteprima, alcune delle cose che descrivo potrebbero non essere uguali nella versione finale. Spero ovviamente che siano cambiate per il meglio, perché al momento il mio giudizio è un po&#8217; contrastato. Ma andiamo con ordine (?). <span id="more-1142"></span></p>
<p>L&#8217;<strong>installazione</strong> è più o meno sempre quella di Windows 7. Va tutto bene se non devi fare cose strane. E se per caso volessi fare cose strane durante l&#8217;installazione, dimenticatelo, tanto Windows non te le farà mai fare.</p>
<div id="attachment_1143" class="wp-caption alignnone" style="width: 600px"><a href="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2011/09/win8-01.png" class="thickbox"><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2011/09/win8-01-590x495.png" alt="" title="win8-01" width="590" height="495" class="size-large wp-image-1143" /></a><p class="wp-caption-text">Informazioni utili durante l&#039;installazione: nessuna (come sempre).</p></div>
<p>L&#8217;idea generale è: aspetta guardando i vari tipi di palline che si rincorrono e rotolano (prevedo futuri joke sulla cosa). Ho visto almeno tre tipi di throbber diversi e contato innumerevoli scritte che sfumano in e out.</p>
<p>La <strong>prima personalizzazione</strong> è molto semplice, se volete che Windows condivida con la casa madre molte informazioni (dove siete, cosa fate, ecc&#8230; ecc&#8230;). Almeno, questo è quello che mi è parso di capire. Se volete andare a personalizzare questi permessi, preparatevi a sorbirvi un certo numero di pagine e a dire no più volte per la stessa cosa.</p>
<div id="attachment_1146" class="wp-caption alignnone" style="width: 600px"><a href="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2011/09/win8-04.png" class="thickbox"><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2011/09/win8-04-590x495.png" alt="" title="win8-04" width="590" height="495" class="size-large wp-image-1146" /></a><p class="wp-caption-text">Una delle non-così-banali pagine di personalizzazione post-installazione.</p></div>
<p>L&#8217;autenticazione può essere fatta sia con un account live.com (in puro stile smartphone e/o tablet), sia con un account qualsiasi. Al momento non so se questa seconda scelta possa limitare qualche funzionalità, in questa developer preview non ho notato nulla di ciò.</p>
<p>L&#8217;<strong>interfaccia metro</strong> è certamente una delle cose più interessanti, ed è certamente il tentativo al momento più avanzato di portare la stessa impostazione su tre device diversi (telefono, tablet e pc classico). Io l&#8217;ho provata in quest&#8217;ultimo caso e, benché abbia un aspetto più da tablet, non è scomoda. Almeno una volta che hai scoperto quanto tornano utili il tasto Windows e «menu» sulla tastiera. Certo con il touch sarebbe un&#8217;altra cosa.</p>
<div id="attachment_1148" class="wp-caption alignnone" style="width: 600px"><a href="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2011/09/win8-14.png" class="thickbox"><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2011/09/win8-14-590x484.png" alt="" title="win8-14" width="590" height="484" class="size-large wp-image-1148" /></a><p class="wp-caption-text">Avete già visto l&#039;«intruso»? Sappiate che si apre nella versione «classica» à-la-windows-7. </p></div>
<p>Questo è il nuovo menu avvio. Non ce ne sono altri. Anche nell&#8217;interfaccia classica (che vedete chiamata «Desktop» nell&#8217;immagine precedente), il classico pulsante del menu in basso a sinistra vi riporta qui.</p>
<p><strong>Windows Explorer</strong> (ovvero il <strong>file manager</strong>) è un ottimo esempio del perché Microsoft dovrebbe portare l&#8217;interfaccia metro in tutte le sue applicazioni. Ma lascio parlare direttamente lo screenshot. Inguardabile.</p>
<div id="attachment_1151" class="wp-caption alignnone" style="width: 600px"><a href="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2011/09/win8-06.png" class="thickbox"><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2011/09/win8-06-590x495.png" alt="" title="win8-06" width="590" height="495" class="size-large wp-image-1151" /></a><p class="wp-caption-text">A·I·U·T·O !!!</p></div>
<p>Poi ci sono curiose e verdose finestre di selezione file, questa volta metro-style. Peccato che non abbia file da selezionare. <img src='http://www.poluz.net/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2011/09/win8-07.png"class="thickbox"><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2011/09/win8-07-590x495.png" alt="" title="win8-07" width="590" height="495" class="alignnone size-large wp-image-1153" /></a></p>
<p>Per finire (quasi) <strong>Internet Explorer</strong>. La versione classica si apre andando sul «Desktop», quella con interfaccia metro dal menu Start quadratoso. Vediamo quest&#8217;ultima. Vista. Verdetto: abbastanza scomoda da usare con un classico pc. Bella la visuale tutto schermo, ma è lungo e complicato aprire le barre ed andare qua e là tra le finestre aperte.</p>
<div id="attachment_1156" class="wp-caption alignnone" style="width: 600px"><a href="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2011/09/win8-10.png" class="thickbox"><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2011/09/win8-10-590x484.png" alt="" title="win8-10" width="590" height="484" class="size-large wp-image-1156" /></a><p class="wp-caption-text">Il rendering mi sembra sempre quello a cui ci ha abituato IE. Quindi sarà il solito delirio svilupparci sopra.</p></div>
<p>Infine.</p>
<ul>
<li>Per <strong>spegnere</strong> il computer dovete prima fare logout (o c&#8217;è qualche trucco che ancora non conosco).</li>
<li>C&#8217;è una simpatica <strong>lock screen</strong>, molto più utile certamente su altri device che non su un pc.</li>
<li>Lo <strong>store</strong> per il momento non è funzionante.</li>
<li>Sono riuscito ad accedere ad una pseudo-barra delle <strong>preferenze</strong> a livello di applicazione, ma non sono mai riuscito a preferenziare nulla (ad esempio, come personalizzo l&#8217;app dei mercati finanziari?).</li>
<li>Le <strong>impostazioni</strong> di base si fanno in un&#8217;interfaccia metro, per tutto il resto c&#8217;è il <strong>Pannello di controllo</strong>.</li>
</ul>
<h3>Conclusioni</h3>
<p>Ok, è una developer preview. Ricordatevelo. Comunque, non c&#8217;è niente da fare, <strong>l&#8217;interfaccia metro mi piace</strong>. Si usa abbastanza bene anche su un pc, <strong>ma</strong> è certamente meglio su tablet e smartphone. Però Microsoft riesce comunque a fare dei casini anche in una ui con delle linee guida così serrate (almeno all&#8217;apparenza). Ho ad esempio già visto tre modi diversi di notificare il loading delle applicazioni.<br />
A parte metro, <strong>tutto il resto è noia</strong>. Il file manager è <strong>inguardabile</strong>, non sto nemmeno a dire perché è tutto profondamente sbagliato. Direi che dovrebbe essere lampante a tutti. Il pannello di controllo è ancora lì a confondervi le idee&#8230; insomma, metro sembra proprio una cosa appiccicata sopra a Windows 7. Come era Windows all&#8217;inizio con il DOS. Come lo sono alcune cose di OS X Lion. Probabilmente è il destino di tutti i sistemi operativi di transizione.<br />
L&#8217;importante è che poi scelgano la via della luce.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;inaugurazione della scuola dell&#8217;infanzia di Ca&#8217; de&#8217; Fabbri</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 13:35:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poluz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È stato un piacere, in un periodo di «vacche magre» per i comuni come quello in cui il governo ci ha precipitato, partecipare all&#8217;inaugurazione di un&#8217;opera così completa e ben realizzata. Sto parlando ovviamente della nuova scuola dell&#8217;infanzia di Ca&#8217; de&#8217; Fabbri. Il progetto è di alcuni anni fa (quando ancora i comuni si potevano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È stato un piacere, in un periodo di «vacche magre» per i comuni come quello in cui il governo ci ha precipitato, partecipare all&#8217;inaugurazione di un&#8217;opera così completa e ben realizzata. Sto parlando ovviamente della nuova scuola dell&#8217;infanzia di Ca&#8217; de&#8217; Fabbri. Il progetto è di alcuni anni fa (quando ancora i comuni si potevano permettere di fare opere per i propri cittadini), ma la costruzione vera e propria è stata decisamente rapida.<br />
Visitarla mi ha tanto ricordato la mia scuola materna a Bologna. Architettonicamente era molto diversa (parliamo di una costruzione di fine anni &#8217;70 nel mio caso), ma forse per il concetto di base o per l&#8217;arredamento&#8230; non so, me l&#8217;ha ricordata molto.<br />
Nel caso di Ca&#8217; de&#8217; Fabbri, però, non possiamo certo parlare di una costruzione «vecchia», e non solo dal punto di vista anagrafico. <span id="more-1127"></span></p>
<p>Infatti la nuova scuola è stata realizzata in bioedilizia, con riscaldamento geotermico, pannelli solari per l&#8217;acqua calda e fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, ed inoltre è dotata di condotte solari per l&#8217;illuminazione degli spazi interni senza utilizzare energia elettrica. Beh, abbastanza no? Ah, già, c&#8217;è anche la predisposizione per la futura raccolta e riutilizzo dell&#8217;acqua piovana (ad esempio per gli sciacquoni dei bagni).</p>
<div id="attachment_1128" class="wp-caption alignnone" style="width: 600px"><a href="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_20110917_095631.jpg" class="thickbox"><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_20110917_095631-590x442.jpg" alt="" title="L&#039;inaugurazione" width="590" height="442" class="size-large wp-image-1128" /></a><p class="wp-caption-text">Folta la partecipazione dei cittadini all&#039;inaugurazione</p></div>
<p>È un peccato dover constatare che i comuni non potranno più realizzare opere del genere per i propri cittadini. Ma del resto, con i continui tagli operati dal governo in manovre economiche che hanno solo effetti depressivi per l&#8217;economia, sarà già tanto se si riuscirà a non tagliare troppo i servizi e le attività comunali.<br />
Questo ovviamente se lo stato delle cose non sarà modificato da questo o, magari, da un&#8217;altro governo.</p>
<p>Ma lasciando perdere questi deprimenti pensieri e tornando invece alla scuola, ci sono stati un paio di piccoli particolari che mi hanno divertito. Per prima cosa il fatto che alcune stanze hanno anche porte a «dimensione bambino». Delle vere e proprie porte, ma a dimensioni ridotte. Altra cosa simpatica i due piccoli cortiletti interni, realizzati per dare ulteriore luce ad alcune stanze, che sembrano quasi due giardinetti Zen. Ne vedete uno nella foto seguente.</p>
<div id="attachment_1134" class="wp-caption alignnone" style="width: 600px"><a href="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_20110917_101701.jpg" class="thickbox"><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2011/09/IMG_20110917_101701-590x442.jpg" alt="" title="Uno dei due cortiletti interni. Quasi giardini Zen." width="590" height="442" class="size-large wp-image-1134" /></a><p class="wp-caption-text">Uno dei due cortiletti interni. Quasi giardini Zen.</p></div>
<p>Insomma, complimenti a tutti quelli che hanno lavorato alla nuova scuola, sono certo che tutti saranno contenti di avere a disposizione una struttura così nuova e moderna, dai bambini a chi ci lavora.</p>
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		<title>Riscoprire vim</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 21:10:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>poluz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho «teoricamente» iniziato ad usare vim ormai parecchi anni fa, quando all&#8217;università mi sono trovato a dover dare un&#8217;esame nel laboratorio di informatica della mia facoltà. Credo fosse il primo anno di corso, e tra i suggerimenti nella preparazione dell&#8217;esame c&#8217;era anche di «imparare ad usare uno degli editor di testo del laboratorio». Io fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho «teoricamente» iniziato ad usare <a href="http://www.vim.org/">vim</a> ormai parecchi anni fa, quando all&#8217;università mi sono trovato a dover dare un&#8217;esame nel laboratorio di informatica della mia facoltà. Credo fosse il primo anno di corso, e tra i suggerimenti nella preparazione dell&#8217;esame c&#8217;era anche di «imparare ad usare uno degli editor di testo del laboratorio». Io fino a quel momento ero stato, ad essere abbondanti, 15 minuti in quel laboratorio, quindi non sapendo assolutamente cosa fosse installato sui computer (se non che era una Debian Stable) mi son detto: «vuoi che non ci sia vim?» (ok, <a href="http://www.gnu.org/fun/jokes/ed.msg.html">non è standard come <em>ed</em></a>, ma&#8230;). Quindi mi sono messo a studiare come sopravvivere a vim, anche se poi all&#8217;esame ho scoperto che sui computer era installato veramente <em>tutto</em>, e credo di aver usato, alla fine, <a href="http://kate-editor.org/">kwrite</a>.<br />
Da quel momento le mie incursioni in vim sono state abbastanza sporadiche. Ho provato ad usarlo «in produzione» varie volte, ma senza mai convincermi completamente ad adottarlo; mi sembrava mancassero alcune delle comodità imprescindibili come la gestione multipla dei documenti (che in realtà c&#8217;è, ma non è molto comoda a mio avviso), un sistema di apertura e navigazione rapida tra i file ed il browsing del codice, giusto per citare alcune features di cui sentivo la mancanza. Questo finché, qualche giorno fa, non ho letto l&#8217;articolo <a href="http://mirnazim.org/writings/vim-plugins-i-use/">List of vim plugin I use</a> di Mir Nazim. <span id="more-1115"></span></p>
<p>Tutti i plugin segnalati a quella pagina sono meritevoli di installazione, che viene spiegata chiaramente anche a chi non ha mai messo mano ai file di vim se non per cambiare la larghezza delle tabulazioni (come ad esempio il sottoscritto). Tuttavia di quell&#8217;elenco mi sento di segnalarne soprattutto due (oltre a pathogen): <a href="https://wincent.com/products/command-t">Command-T</a> (<a href="http://www.vim.org/scripts/script.php?script_id=3025">sito vim</a>) e <a href="http://majutsushi.github.com/tagbar/">Tagbar</a> (<a href="http://www.vim.org/scripts/script.php?script_id=3465">sito vim</a>). Il primo attiva due grandi funzionalità: l&#8217;apertura di file con ricerca predittiva sul nome e sul path e lo switch tra i file aperti con lo stesso sistema; il secondo al contrario attiva una barra laterale per navigare rapidamente nelle definizioni di classi, funzioni ed altro presenti nel codice sorgente.</p>
<p>Alla fine di queste installazioni si potrà quindi lavorare in un ambiente molto funzionale, come quello nello screenshot seguente. A destra vedete la barra (aperta su un codice che avevo iniziato ad abbozzare qualche mese fa), sotto ho fatto apparire l&#8217;elenco dei buffer aperti, che si può utilizzare per passare comodamente da uno all&#8217;altro.</p>
<p><a href="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2011/08/realvim.png" class="thickbox"><img src="http://www.poluz.net/blog/wp-content/uploads/2011/08/realvim-590x475.png" alt="" title="realvim" width="590" height="475" class="alignnone size-large wp-image-1116" /></a>
<div class="wp-caption-text">Per i curiosi lo schema di colori si chiama <a href="http://www.vim.org/scripts/script.php?script_id=2340">Molokai</a></div>
<p>Devo ammettere che mi sono subito sentito a casa, dopo aver ripassato un po&#8217; i comandi di vim (che come è noto non è certamente molto facile da imparare, tutt&#8217;altro!), ed aver settato un tasto <em>leader</em> per attivare queste nuove funzionalità tramite scorciatoie.</p>
<p>Tra l&#8217;altro uno dei miei grossi problemi, con i classici editor «a tab» grafici, è sempre stato quello che nei tab tendo a perdermici, soprattutto quando li uso in congiunzione con i desktop virtuali tipici degli ambienti desktop Linux (che Apple ha copiato con Spaces). Mi capita spesso, cioè, di iniziare a vagare, senza pensare a quello che sto facendo, tra la marea di tab aperti alla ricerca di quello che mi serve, salvo poi non vederlo nemmeno quando casualmente ci finisco sopra. Con il sistema di switch implementato da Command-T, invece, ho prima di tutto una lista dei file molto più completa ed in cui si legge tutto il nome del file stesso, poi sono incentivato ad usare le funzioni di ricerca predittiva <em>iniziando a scrivere quello che voglio aprire</em>, piuttosto che vagando con lo sguardo sull&#8217;elenco. Tutto ciò poi vale non solo per lo switch tra i buffer, ma anche per le nuove aperture di file. L&#8217;ho trovata una grande comodità per il mio lavoro.</p>
<p>Certo, vim non lo consiglio ai deboli di cuore ed a chi pensa di aspettarsi uno strumento che più o meno funzioni come tutti gli altri, però se per qualche motivo vi trovate nella giusta predisposizione di spirito, come è stato per me dopo aver letto il post che vi ho linkato prima, provate ad usarlo. Io sono molto contento di esserci riuscito!</p>
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