Meno tolleranza significa intolleranza
Partiamo per un attimo dal presupposto che ci sia stata davvero «troppa tolleranza», come ha detto il ministro Maroni, nei confronti degli immigrati. Questo significa per relazione diretta che ci sarebbe voluta più intolleranza. L’intolleranza è spesso anche sinonimo di violenza. Quindi il ministro Maroni ha in qualche modo chiamato alla violenza. Supponendo assiomaticamente che non fosse questa la sua intenzione, e che il significato delle sue parole sia stato travisato, rimane il fatto che il ministro ha commesso un errore inaccettabile, tale da richiedere, secondo me, le sue dimissioni. È inconcepibile, infatti, che un Ministro dell’Interno possa permettersi, in qualunque maniera anche non volontaria, di rinfocolare violenze di alcun tipo, soprattutto in una situazione così pericolosa come è attualmente quella di Rosarno. Poi, dopo la valutazione logica, c’è anche una valutazione politica.
Per un governo di destra, la sicurezza e l’ordine pubblico dovrebbero essere imperativi categorici. Ma con tutta evidenza questo non è un governo di destra, è un governo di potere, dove cioè l’obiettivo finale è il potere in se, in cui è indifferente se per mantenerlo si passa attraverso il razzismo o le carneficine. Una destra «seria» avrebbe cercato prima di spegnere i fuochi (magari con un po’ di militarizzazione e repressione), e poi avrebbe cercato con un qualche manino di risolvere un po’ la situazione. Ma senza alcun dubbio avrebbe per prima cosa ripristinato l’ordine pubblico.
In Italia no, anzi, si cerca di far peggiorare ancora di più le cose, pur di dimostrare le proprie tesi politiche. Guarda caso ci si mette anche la Gelmini, che non poteva scegliere giorno migliore (non una settimana prima, nemmeno quella dopo) per mettere un limite del 30% alla presenza di immigrati nella scuola. Il che tra l’altro significa che raggiunto il 30% si lascia tutti fuori da scuola. Una scelta di tempi veramente encomiabile, probabilmente è la cosa che le è venuta meglio da quando è Ministro dell’Istruzione.
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Rss

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Io non sono d’accordo, l’intolleranza è l’assenza totale di tolleranza, quindi meno tolleranza non significa più intolleranza.
Poi, sofismi logici a parte, cado nella banalità e dico che in Italia di politici non se ne salva uno: zero volontà di fare, a fronte di tanta (troppa) facile demagogia e attaccamento alla poltrona. Sinceramente non saprei chi (e soprattutto, se) voterei, ad ora. Tanto son tutti una manica di idioti.
Sofismi a parte, come dici tu anche se non mi hai convinto del tutto
, rimane il concetto: un ministro dell’interno non può soffiare sul fuoco del disordine pubblico.
Citando Spinoza:
Rosarno: immigrati gambizzati, pestati con spranghe o investiti da auto. Non si placa la protesta della società civile.