Stai visualizzando gli articoli di
dicembre 2009 · (
Annulla)

Foto mia.
Ed anche questo sta finendo nel freddo. Non traccerò bilanci, perché non mi va. Non parlerò dei propositi per il nuovo anno, perché c’ho sonno (magari ci pensiamo un’altra volta). E comunque il primo dell’anno si parte per Parigi, e chi s’è visto s’è visto. Auguri di un buon 2010! Io lo comincerò direi alla grande, speriamo che duri!
Ci sto pensando su un po’ tanto, lo so, ma prima o poi torno, sempre che mi legga ancora qualcuno. Ed anche se non mi legge più nessuno, beh, chi se ne frega. Tra l’altro dall’1 al 6 gennaio sarò a Parigi, quindi al ritorno ci sarà almeno la cronaca del viaggio da riportare. Intanto solito Natale parentale. Oh, mai visto tanta gente fare jogging come oggi pomeriggio! Pure sotto l’acqua, quando verso sera ha iniziato a piovere. Questo si chiama avere i sensi di colpa per quello che si è mangiato. Se poi il sistema di aggiornamento della mia Fedora smettesse di dire «An unknown error happened» anche quando ha aggiornato tutto senza problemi, mi farebbe un piacere. Ok, per ora basta flusso di (in)coscenza, a presto!

I libri di Diaspar / 70
Il titolo lo dice chiaramente: questo romanzo dello scrittore bolognese Gianluca Morozzi parla di un blackout. L’interruzione nell’erogazione di energia elettrica su cui è costruito il libro, in particolare, coglie tre persone stranamente assortite, bisogna ammetterlo, mentre si trovano all’interno dell’ascensore di un palazzone di periferia. Che succederà? «Banaaaale», dirà qualcuno. «Sembra», risponderei io. Perché premesse e conclusioni non lo sono altrettanto, ed insieme ad uno stile narrativo e di scrittura piuttosto incisivo, rendono questo Blackout un libro che mi ha positivamente sorpreso. Certo, la trama all’apparenza ovvia e già vista forse ha accentuato la mia sorpresa, tuttavia mi sento di dire che c’è anche della sostanza. Perché Blackout è in definitiva un libro arrabbiato, che stringe lo stomaco e provoca claustrofobia (come è giusto che sia, visto il tema), e che non esiterei a paragonare ad un famoso film, se ciò non rischiasse di svelare troppo del finale!
Nel seguto i dati del libro. Leggi tutto »
A Bologna, negli ultimi tempi, sono stati installati molti sistemi di prenotazione per l’attraversamento pedonale ai semafori. Solo in pochi casi, però, questi dispositivi presentano il classico pulsante di prenotazione, come nell’immagine qui accanto, al contrario la maggior parte degli apparecchi ne è sprovvista. Gli apparecchi senza pulsante, come indica chiaramente la targhetta, sono riservati alle persone non vedenti, e vengono probabilmente (è una mia supposizione) attivati tramite un dispositivo magnetico o a radiofrequenza. L’attivazione di una prenotazione per non vedenti, tra l’altro, mette in funzione gli avvisatori acustici, per permettere l’attraversamento a queste persone.
L’unica differenza tra i due tipi di sistemi di prenotazione (oltre ovviamente all’assenza di pulsante) è che nel sistema per soli ciechi lo spazio lasciato libero dal pulsante è coperto da un lamierino, che riporta il simbolo identificativo delle persone disabili. Risulta evidente che molte persone si sentono disabili nella testa, visto che hanno sfondato più o meno ovunque questo lamierino nel tentativo di prenotare l’attraversamento con un pulsante che non c’è.
Qualche tempo fa, leggendo uno dei tanti articoli che criticano i sistemi per accorciare gli url (come tinyurl, snipurl, bit.ly, … ce ne sono milioni), mi è venuta in mente una parziale soluzione ad alcuni dei problemi proposti: gestire in proprio un url shortener. L’idea risolve (in maniera parziale, come dicevo prima) due problemi: la durata nel tempo degli url che creiamo, e la responsabilità di chi linka inopinatamente siti pericolosi per la sicurezza di chi vi accede. Per il primo punto, usando un servizio in proprio è possibile essere certi che gli url continueranno a funzionare finché lo vorremo noi, e non finché il servizio esterno scelto continuerà ad operare; per il secondo problema la risposta è che in un sistema privato di accorciamento si sa di chi è la responsabilità nell’aver creato un url malevolo, a meno di attacchi al sistema di accorciamento stesso.
Per questi motivi e per curiosità mia, è iniziato lo sviluppo di PUS, che sta molto banalmente per Persona Url Shortener. Leggi tutto »