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logoIn questo autunno si è verificato un insieme di coincidenze davvero incredibili. Per la prima volta infatti, mi sono trovato all’uscita di una nuova versione del sistema operativo più diffuso al mondo con un computer nuovo. Solitamente, nei periodici rilasci di Windows, mi trovavo sempre con scarcassoni male invecchiati, e perciò non avevo mai l’opportunità di provare in tempo quasi reale le novità, per quanto positive o negative (Vista) queste fossero. Basti pensare che proprio Vista, di cui ho una licenza fin dalla sua presentazione al pubblico, non l’ho mai installato proprio per mancanza di hardware adatto.
Questa volta è andata diversamente, e quindi grazie ad uno dei pochi privilegi di cui ancora dispongo in quanto universitario informatico, eccomi qui a provare il nuovo Windows 7, sugli scaffali dal 22 ottobre.

Installazione

Procediamo con ordine, e partiamo perciò dall’installazione. La procedura è stata notevolmente ripulita rispetto alle versioni precedenti: tutto avviene in maniera automatica, e il software pone sole poche domande mirate all’utente. Tra le opzioni di aggiornamento da Vista, troviamo anche l’equivalente dell’Archivia ed installa tipico di Mac OS X. In pratica il vecchio sistema viene spostato in una cartella chiamata «Windows.old», da dove terminata l’installazione è possibile recuperare documenti e software. La procedura ha richiesto circa 35 minuti per aggiornare da Vista a 7 sul mio pc (AMD Phenom X3 2,4 GHz, 4 GB di ram ed hard disk 7200 rpm), contando anche i due riavvii. L’occupazione finale di Windows 7 Professional sul disco è di circa 10 GB, ma su questo punto torneremo più avanti.
Se devo essere sincero, l’installazione non mi ha convinto appieno. In alcuni momenti non si capiva in nessun modo cosa stesse succedendo, e quanto tempo ci sarebbe ancora voluto. In particolare, durante l’esecuzione dell’ultimo punto della procedura, a parte l’animazione di tre puntini che appaiono e scompaiono, nulla lasciava intendere quanto sarebbe mancato dalla fine, quando anche l’unica barra di avanzamento presente era ferma ormai da un bel po’.

Prima occhiata

Il desktop di Windows 7

Windows 7 si presenta con una versione rinnovata, ma non stravolta, del tema Aero, a cui fa pendant uno sfondo minimalista quasi giapponese. L’impressione è di una maggiore rifinitura generale, ed anche di una maggiore leggerezza visiva rispetto a Vista. Al primo avvio, con mia grande sorpresa, Windows ha rilevato e configurato in automatico la mia chiave usb wireless (con chip Ralink). La cosa mi ha stupito ancor di più considerando che la chiavetta in sé non è un modello recente, e Vista manco capiva di che cosa si trattasse senza i driver appropriati. Quindi Internet funzionante al primo colpo, non male. Per inciso, anche Fedora 11 l’ha riconosciuta al primo colpo, quindi non è che Windows 7 abbia fatto chissà che di trascendentale.
Mi è sembrato buono il tempo di avvio, migliore sulla mia macchina rispetto a Vista, e paragonabile a quello delle più rapide distribuzioni Linux, come la succitata Fedora 11 o le ultime Ubuntu.

Barra delle applicazioni e menu avvio

Mentre il menu avvio ha subito solo alcuni aggiustamenti, benché utili o necessari, la barra delle applicazioni mostra novità interessanti. Essenzialmente in Windows 7 sono stati accorpati alcuni concetti che sembrano provenire da KDE 3.5 e Mac OS X. Dal primo viene la disposizione generale dei pulsanti delle applicazioni sulla sinistra e l’aspetto, dal secondo il concetto secondo cui la barra non mostra più l’elenco delle finestre aperte, bensì quello delle applicazioni attive in quel momento, insieme ai pulsanti delle applicazioni che l’utente decide di tenere sotto mano anche quando queste non sono avviate.

La taskbar mostra le finestre di Explorer aperte

Quando un programma ha più di una finestra aperta, il pulsante relativo sembra «ingrossarsi», ed al click un selettore come quello in immagine permette di scegliere la finestra desiderata. Come si vede tutto ciò ha parecchie somiglianze con il dock di Mac OS X, tuttavia in Windows 7, alla chiusura dell’ultima finestra di un programma, viene terminato anche il programma stesso, al contrario di quello che succede nel sistema operativo della mela.
Dopo un po’ di uso, devo dire di essermi adattato molto in fretta a questa disposizione, e mi pare anche abbastanza comoda. Solito caos invece per il «vassoio» di sistema accanto all’orologio, dove se non altro si può scegliere cosa visualizzare e cosa nascondere.

Menu avvio

Il menu avvio con i collegamenti rapidi del programma Paint e le opzioni di spegnimentoIn generale il menu start rimane molto simile a quello di Vista. Da segnalare la razionalizzazione (meno male!) delle opzioni di spegnimento, e la possibilità, per alcuni dei programmi più usati, di mostrare collegamenti rapidi ad alcune funzionalità, come anche l’elenco dei file recenti aperti da quel programma. Nell’immagine accanto, trovate un’esemplificazione di entrambe queste novità.

Explorer

Explorer (e non Internet Explorer 8, di cui non parlerò perché non è particolarmente nuovo), presenta ora i file suddivisi in una Libreria composta da quattro categorie: documenti, musica, immagini e video. Se questo concetto non è per nulla nuovo agli utenti Mac e agli utenti di alcune distribuzioni Linux, per Windows è certamente una novità all’anarchia di file che ogni utente fino a poco fa era abituato a crearsi. Per questo pare sia particolarmente osteggiata da alcuni utenti. Io invece l’apprezzo.

Windows Explorer con le librerie

L’interessante aggiunta di Windows 7, è che ogni categoria della libreria, in realtà, può mostrare documenti presenti in più locazioni, anche dischi diversi. Questo permette di raggruppare, ad esempio, la musica che abbiamo su un hard disk esterno insieme a quella presente nel computer. Mi scoccia dire una cosa del genere di Windows, ma mi sembra una bella idea. :mrgreen:

Periferiche e permessi

Windows 7 continua ad utilizzare la tradizionale icona per i dispositivi collegati nel system tray, da cui è possibile, ad esempio, disconnettere le periferiche usb di archiviazione. Tuttavia questo meccanismo è stato reimplementato, ed ora, oltre a mostrare finalmente informazioni più chiare sui dispositivi connessi, il pulsante permette di accedere ad un pannello chiamato «Dispositivi e stampanti» (Devices and printers), che mostra in un unica vista tutte le periferiche configurate nel sistema. Da qui è possibile svolgere le varie operazioni di configurazione sui dispositivi, a seconda di quanto previsto dagli stessi.

Il gestore dispositivi e stampanti

Punto dolente nella user-experience di Vista, è sempre stato l’eccessiva richiesta di conferme a cui l’utente era soggetto. Bisogna dar atto che spesso la colpa non era di Vista stesso, ma di come le vecchie versioni di Windows avevano mal abituato i programmatori a realizzare il software. In ogni caso, Windows 7 migliora molto questo aspetto, richiedendo conferma raramente, ed in generale solo per l’installazione di alcuni software.

Software preinstallato

Ciò che dirò in questa sezione è ovviamente molto influenzato dal fatto la mia versione di Windows 7 è Professional, e perciò le cose potrebbero variare nelle altre versioni. Tuttavia per tutte le versioni in cui viene commercializzato 7, bisogna notare la rimozione nell’installazione ufficiale di molti software che erano precedentemente installati automaticamente. Nella fattispecie mancano Messenger, Movie Maker e Mail. Questo ovviamente spiega anche l’«impronta» dell’installazione di «soli» 10 GB. Questi software sono raggruppati insieme ad altri in un pacchetto denominato Windows Live Essential, e sono installabili gratuitamente dal pannello «Getting started». Che sia stato fatto per prevenire futuri casi antitrust?
Di default, invece, sono presenti Internet Explorer 8 (ed il famoso «ballot screen» per la scelta del browser imposto dall’Europa? Mistero), i classici accessori (WordPad ed un incredibilmente rinnovato Paint!), e misteriosi software chiamati Snipping tools, XPS Viewer ecc… le cui funzionalità mi rimangono ancora incognite. C’è pure la PowerShell, wow.

Conclusioni

Windows 7 segna un bel passo per Microsoft verso un sistema operativo finalmente avanzato in maniera decente. Ma avanzato non nel senso di potente per gli sviluppatori o per i giochi, bensì avanzato nell’esperienza utente quotidiana. Anche se rimangono parecchie aree ancora da migliorare per raggiungere il livello dei concorrenti (ad esempio nella gestione delle finestre e dei desktop), e permangano anche zone confuse e mal congegnate come nelle passate versioni (una su tutte la gestione della rete), il risultato sta cominciando a diventare qualcosa di accettabile.
Tutto questo detto ad installazione appena fatta: solo il tempo ci potrà dire se i livelli di sicurezza saranno buoni, se il sistema non tenderà a soffocarsi da solo nel software che installa, e se, in definitiva, nel lungo periodo Windows 7 sarà in grado di reggere il carico di lavoro. Per il momento vedo qualcosa che, una volta tanto, mi ha piacevolmente sorpreso.

Commenti al post (4)

gravatar il D 30/10/2009 • 23:33

Bella recensione, complimenti!

gravatar poluz 30/10/2009 • 23:41

Troppo buono! :oops:

gravatar Enrico 12/11/2009 • 17:02

Complimenti, bella recensione davvero. Completa, dettagliata, chiara. Windows 7? Ci avevo pensato e sono tutt’ora molto curioso di quello che vorrebbe proporre. Ma per quanto mi riguarda sto passando a Mac.
Ciao.

gravatar poluz 12/11/2009 • 19:19

Io invece sto abbandonando il Mac. Dopo il MacBook, quando è stato il momento di prendere un fisso, ho optato per un pc e ci ho messo su Linux.
Comunque grazie per gli apprezzamenti.

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