Mi perdoni Italo Calvino se prendo in prestito malamente il titolo di un suo libro, ma direi che descrive al meglio l’argomento di questo post. Lasciando perdere gli antefatti, che vi saranno in parte o del tutto già noti, come è andata? È andata molto bene! Una gran fatica, ma ne sono stato felice. Non dirò che ne è valsa la pena per rispetto verso i risultati nazionali, anche se dal mio punto di vista strettamente personale sono assai contento di aver fatto questa esperienza, che ripeterei (ed in qualche modo ripeterò) senz’altro.
Giusto per chi non sapesse bene in cosa consiste il lavoro dello scrutatore, e perché mi va di scriverlo, presenterò in breve ciò che ho fatto da sabato a lunedì sera.
Sabato il seggio si è riunito al mattino. Dopo aver espletato alcune formalità tra le tante disponibili, la cosa più importante fatta è stata senz’altro la conta, vidimazione e timbratura di tutte le schede elettorali necessarie. Questo si è tradotto in circa 600 schede firmate da ogni scrutatore (200 per ogni consultazione tra europee, provinciali e comunali), e quindi in 1800 timbri conseguenti. Ciò fatto ci siamo ritirati nei nostri appartamenti dandoci appuntamento per poco prima dell’apertura dei seggi (che era fissata per le 15).
Le operazioni di voto di sabato e domenica si sono svolte nella massima tranquillità, anche se con un pelo di patema d’animo (almeno per quello che mi riguarda), visto che i conti è bene che tornino tutti alla fine! Per questo motivo ogni 50 elettori circa (divisi tra maschi e femmine, visto che i registri sono tutti divisi per sesso), partiva una allegra conta per verificare che tutti gli elettori registrati su un registro «tornassero» anche sull’altro registro, e che in totale le schede rimaste nei pacchettini da 50 schede l’uno, fosse compatibile con il numero di votanti a quel momento.
Se all’inizio, quando l’affluenza è bassa, il conteggio avviene assai speditamente, questo non accade senz’altro quando si cominciano ad avere centinaia di votanti! Domenica pomeriggio, a più riprese, abbiamo dovuto temporaneamente fermare l’ingresso delle persone per permettere i conteggi di verifica!
Per fortuna, però, con tutti questi accorgimenti, le operazioni sono filate liscissime e senza problema alcuno! Yay!
Lo spoglio
Capitoletto a parte merita lo spoglio delle schede. Che noia! Non che il resto delle operazioni non fossero noiose, ma durante lo spoglio è necessaria davvero la massima concentrazione, e non si può certamente chiacchierare e scherzare.
Per fortuna, e grazie soprattutto alla capacità del mio Presidente di seggio, che è stato davvero molto bravo (e non esagero), anche questo lavoro è filato via piuttosto tranquillo, ed a parte tre schede contestate dai rappresentanti di lista, cosa che comunque è nel loro compito, abbiamo finito più o meno nei tempi previsti.
In realtà ci sarebbero «troppissime» cose da dire, perciò mi limito ora solo ad alcune…
Curiosità
Devo dire che credo di aver preso molto seriamente il mio compito, ed ero in effetti molto fiscale, per quello che mi competeva come scrutatore e nei limiti delle mie capacità, nel controllare che tutto avvenisse regolarmente. Ad esempio ho più volte sgridato persone che dall’area pubblica (quell’area divisa dall’area di seggio in cui può sostare il pubblico durante le operazioni di scrutinio) invadevano un pelino tanto l’area del seggio; mentre per calmare alcuni chiacchieroni troppo rumorosi ho anche minacciato l’intervento della forza pubblica (il che avrebbe comportato, tra parentesi, conseguenze di un qualche interesse per le persone ree del disturbo)!
Ma ora le curiosità vere. Come avrete notato andando a votare, il Presidente o il suo vice leggono ad alta voce il nome delle persone che si apprestano al voto, come richiesto dal regolamento. Mi facevano morire le vecchiette che quando sentivano il proprio nome urlavano stizzite «ceeertooo!». Ma certo cosa??? Mica tutto il mondo ti deve conoscere!! Hahaha!
Poi parliamo del registro per i cellulari e gli apparecchi fotografici. La legge vieta di portare tali attrezzature in cabina, e perciò vengono lasciati agli scrutatori, che devono annotarli in due registri distinti. Perché due registri? Ma perché uno è per gli elettori maschi e l’altro per le femmine, ovviamente!! Detto questo ridicolo fatto, in ogni registro ci sono tre colonne: nome e cognome, ovviamente, numero di apparecchi consegnati, il che ci sta, numero di apparecchi restituiti. Come? Sinceramente non ho capito il senso. Alla fine si scriveva, abbastanza ovviamente, la stessa cosa in due colonne. Mah!
Beh, la pianto qui: il post è già bello lungo così. Prossimo appuntamento il referendum, in cui farò niente popo’ di meno che il segretario. Ci sarà da ridere!

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Commenti al post (3)
Nel mio seggio né leggevano il nome ad alta voce, né registravano apparecchi elettronici, né stavano attenti a riconsegnare documento di riconoscimento e tessera elettorale!
E dire che al massimo potevano votare tre persone contemporaneamente e in quel momento si è confuso tra sole due persone!
Complimenti! Questo non fa che rafforzare la mia opinione sulle capacità del nostro presidente (ed anche un pochino le nostre, sì dai).
ha ha ha! Le vecchiette sono e rimarranno sempre le migliori! Io, però, ho un amore per quelle ipoudenti!! Quelle a cui devi quasi urlare per farti capire!!
D
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