AA. VV. / Strani attrattori
I libri di Diaspar / 59
La casa editrice ShaKe ha recentemente rimesso in commercio questa storica raccolta di racconti degli anni ’80. All’interno sono riunite opere «vietate» dagli editori commerciali, per i loro contenuti politici, sessuali e sociali al limite o oltre i consueti parametri di «accettabilità».
Nel complesso, Strani attrattori è stata però una delusione: insieme ad alcuni racconti certamente notevoli, la media qualitativa non mi è sembrata eccezionale come viene decantata, ed in particolare ho trovato alcuni lavori addirittura inutili, cosa che non ho mai detto di nessun libro e/o racconto. «Inutile» è un termine che non mi piace, che non mi si addice, che non trovo giusto né corretto, tuttavia è quello che più mi sorge spontaneo pensando a parti di questo libro.
Se il culmine della letteratura underground americana ’70-’80 è questa, beh, mi verrebbe quasi da dire che l’underground sia quasi il luogo giusto dove collocarla. Beninteso, in Strani attrattori ci sono alcuni racconti veramente belli, ma nel complesso il giudizio non è buono. Ah, e non aspettatevi nemmeno «fantascienza» nel senso proprio del termine, anche se il sottotitolo «Antologia di fantascienza radicale» pubblicizza diversamente.
Titolo originale: Semiotext(e) SF
Anno: 1989
Pagine: 270
Editore: ShaKe edizioni
ISBN: 978-88-88865-72-0
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