Roberto Bolaño / 2666
La parte dei critici
La parte di Amalfitano
La parte di Fate
I libri di Diaspar / 56
In questa prima parte del romanzo di Bolaño, che Adelphi ha pubblicato in due volumi, ci vengono raccontate tre storie distinte ma connesse da alcuni elementi comuni. Nella prima parte quattro critici e traduttori dell’opera letteraria di un misterioso tedesco, Benno von Arcimboldi, si mettono alla ricerca del loro misterioso beniamino; nella seconda parte facciamo conoscenza di uno strano personaggio sognatore, abbandonato dalla moglie da un giorno all’altro e che si trasferisce in Messico con la figlia per costruirsi una nuova vita; nel terzo ed ultimo capitolo del primo volume, infine, seguiamo i passi di uno scrittore di una rivista «black» americana che si reca nel nord del Messico per coprire un incontro di boxe di scarsa importanza.
Il senso di questo romanzo? Misterioso. E non soltanto perché questo è solo il primo volume, e mancano ancora due capitoli, ma perché le vicende raccontate vivono in un mondo parallelo, dove i personaggi benché interagiscano con il mondo che li circonda, sono in una realtà a se. Cosa li fa comportare così, perché perseguono questo isolamento volontario? Bolaño un po’ ci svela, un po’ ci fa capire, un po’ ci nasconde, con la grande maestria di un superbo narratore di storie.
Per ora, senza aver letto la seconda parte, posso dire questo di 2666: si tratta di 433 pagine di bella letteratura, che è un piacere leggere di per sé, ed in cui vengono narrate vicende curiose e misteriose che, forse, si sveleranno nel secondo volume.
Titolo originale: 2666
Anno: 2004
Pagine: 433
Editore: Adelphi
ISBN: 978-88-459-2208-4

Rss

Commenti al post
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Qualcuno sa dirmi perché il romanzo si intitola 2666?
Mah, dalla lettura del primo volume non si capisce. Il secondo non l’ho ancora letto.