Se la sinistra non è stata suicidata dalla legge elettorale

Come qualcuno sa, in casa mia si legge il Manifesto. È un giornale del tutto particolare, molto incentrato sulla politica e la società, e molto poco sulla cronaca, ma soprattutto schieratissimo. Orbene, in linea di massima il fatto che un giornale sia schierato per me non è assolutamente un male, io non credo nell’informazione imparziale, perché la trovo inattuabile, quindi il Manifesto, quando fa coscienziosamente il suo dovere, è interessante ed a volte anche utile. Come dire: anche l’Economist è schierato nei suoi commenti, ma questo non gli impedisce di pubblicare articoli e reportage molto interessanti.
Detto questo, mi ha fatto veramente incazzare l’editoriale di Gabriele Polo dell’altro giorno, lo potete leggere qui. Il succo della «colonna» a mio avviso è questo: lo sbarramento al 4% alle europee non s’ha da fare perché è uno scandalo inventato da «Veltrusconi» per buttare fuori la sinistra «radicale». Ecco, quello che mi fa più male, in questa vicenda, è che sembra proprio esserci della malafede.

Quando lo sbarramento non c’era (e la Lega era al 3%), allora tutti a dire che ci voleva ecc… ecc… Ora che è la sinistra «radicale» che viene esclusa, ecco, allora è diventata una porcata. Invece secondo me una vera porcata è la legge attuale per le politiche, come lo era il malsano meccanismo dello scorporo, solo per fare due esempi.

Il problema non è lo sbarramento al 4% del «Veltrusconi», il problema è che la sinistra «radicale» ci stia sotto. Come ha potuto ridursi ad una situazione del genere? La risposta è probabilmente semplice: con milioni di inutili lacerazioni interne, con una classe politica vittima dei propri tecnicismi e politicismi, con scontri continui.
Del resto, anche senza sbarramento, se uno volesse votare più a sinistra del PD, dove mi chiedo, dove dovrebbe tracciare la croce? Qualcuno ha capito la situazione attuale a «sinistra del PD» quale sia? A furia di scissioni, non resteranno che particelle elementari, che per scontrarsi ancora e scindersi come piace tanto fare a loro avranno bisogno di essere accelerate dall’LHC del CERN di Ginevra.

Sono rimasto veramente deluso dal Manifesto, l’editoriale che ha schiaffato in prima pagina qualche giorno fa è stato veramente fastidioso. Mi fa coraggio leggere i commenti all’editoriale sul sito (che ho linkato prima), quello che è certo è che la legge elettorale non ha suicidato la sinistra.

Articoli simili:

sabato 31 gen 2009, ore 21.20
Tag:, , ,

Commenti al post (+)Aggiungi il tuo

gravatar CastenasoForever
sabato 31 gen 2009, ore 21.20

grande porcata la legge elettorale, e qui sono d’accordo con te… per quanto riguarda lo sbarramento devo dire che anche a me un bel 4-5% mi sa di “Veltrusconismo” e, cmq, io sono sempre stato favorevole agli sbarramenti: pochi, ma buoni partiti! Non è possibile che da noi esistano più di 20 correnti politiche!!!

gravatar poluz
sabato 31 gen 2009, ore 21.20

Quindi? Non ho capito bene la tua posizione! :)

gravatar mik3
sabato 31 gen 2009, ore 21.20

(a parte che meno schierata è l’informazione meno è parziale, non esisterà l’informazione imparziale, ma sceglierla parziale è quantomeno fuorviante)

quello che tu commenti non è altro che l’ennesimo tratto caratteristico della politica italiana, ovvero fare di tutto per ottenere/mantenere la poltrona.
Poi i partiti più a sinistra del PD non han preso voti non solo per lo sbarramento e le scissioni, ma perchè ormai rappresentano ideali politici anacronistici, fuori luogo con il contesto socio-economico attuale…

gravatar poluz
sabato 31 gen 2009, ore 21.20

La sinistra «non centrista» secondo me rappresenta ideali anacronistici solo perché è quella italiana che non ha saputo rinnovarsi al contesto attuale, e perché il suo anacronismo ci è stato inculcato dalla propaganda politica, ed ormai ne siamo tutti convinti. In realtà, tralasciando i proclami politici, alcuni punti che la nostra sinistra dice di tenere in considerazione, o dovrebbe tenere in considerazione sono tutt’altro che sorpassati, a mio avviso.
All’estero, dove la sinistra di cui parliamo anziché scindersi si è aggregata (come ha fatto ad esempio la Die Linke in Germania), il 12-15% accreditato alla Linke per le prossime edizioni fa capire che le idee di queste aree politiche non sono poi così distanti dai bisogni della società.

lascia un commento