I sistemi di controllo delle versioni (Version Control System – VCS) sono nati principalmente all’interno della comunità degli sviluppatori di software per permette il lavoro asincrono e a distanza su progetti comuni. È possibile però usare questi strumenti anche localmente, da parte di un utente singolo. Ad esempio si sta scrivendo un documento abbastanza strutturato, che sta cominciando a popolarsi di capitoli, immagini, testi vari e sparsi, e si vuole tenere traccia delle modifiche effettuate e, se necessario, anche di recuperare passate versioni nel caso si cambi idea durante lo sviluppo del lavoro. Oppure si sta lavorando in tutta segretezza sulla prossima web-application che creerà un nuovo standard del web, e si vuole poter rimediare ad erroracci introdotti nel tempo ritornando ad una versione precedente.
Esistono vari VCS open-source più o meno affermati, personalmente ho apprezzato le funzionalità di Bazaar, un progetto sponsorizzato da Canonical (che sviluppa anche il famoso Ubuntu Linux), ed ho scritto una breve guida su come utilizzarlo per gli scopi di cui sopra (e per tutti quelli che la vostra fantasia riterrà necessari).
Potete leggere la prima versione della guida sul mio sito principale cliccando qui. Poi fatemi sapere come vi sembra.

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