Una tagliata quasi cruda senza pepe
Nel mio ultimo post, mi avevate dato 24 ore per parlarvi della misteriosa «attività» che ho svolto alcune settimane fa. Diciamo che di ore ne sono passate un pelo di più, ma non sono poi tanto in ritardo, dai!!
Ma veniamo senz’altro all’attività in questione. In verità non poi così senz’altro. Alcuni di voi sapranno già di che si tratta, per quelli che non lo sapessero, devo avvisarvi che non è poi niente di particolare, insomma, non c’era bisogno di aspettare questo post con grande ansia (perché così è stato, vero??).
Come noterete, sto ancora prendendo tempo, così da rendere più succosa la vostra delusione quando arriverete finalmente a leggere il nocciolo della questione. Direi che sono bravissimo a banalizzare le cose, non datemi per mano uno di quei blog dove si riesce sempre a far sembrare chissà che la più piccola cavolata.
Beh, siamo quasi al «salto» del post, quindi posso spararla: tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, ho fatto il cuoco alla Festa dell’Unità di Bologna!
Buahaha, ci siete un po’ rimasti, vero? Comunque sì, così è stato, in particolare ho cercato di non fare troppi danni al ristorante delle «Terre di Siena», che è gestito dai volontari di Minerbio, Granarolo e Baricella.

La cucina del «Terre di Siena» vista dal mio cellulare. Foto mia.
Non ero mai entrato un una cucina così grande, è stato un po’ scoprire come è fatto un mondo, quello della ristorazione, che molti non conoscono se non come clienti. È stato bello e divertente vedere come si organizza la preparazione dei pasti per un ristorante di poco meno di 300 coperti, un po’ faticoso forse, ma nemmeno tanto.
Principalmente sono stato deputato alla griglia, insieme ad altre persone. Un giorno componevo i piatti, altri cuocevo le tagliate, altri tagliavo le tagliate. Poi marginalmente ho anche composto i piatti per i secondi non alla griglia, e pure fatto le patate al forno (un giorno in cui mancava un addetto apposito).

Come il mio cellulare ha visto la griglia. Foto mia.
Detta così sembra che abbia vissuto praticamente là ogni giorno, cosa che non è avvenuta. Complessivamente mi sarò fatto 7-8 serate, che su tre settimane abbondanti di Festa non sono tante. Però devo dire che mi è piaciuto, mi sono divertito assai, e non ho nemmeno fatto danni!!!
La sensazione di lavorare alla Festa dell’Unità è strana, soprattutto se pensi che stai facendo da mangiare a tutta quella gente che c’è «di là». Alla fine, dopo la chiusura della cucina, quando oltrepassi la soglia ed entri nel flusso della gente che passeggia, ti rendi conto di chi ha usufruito del tuo lavoro, che fino a poco tempo prima era un’entità semi-astratta ti chiedeva cose assurde come una «tagliata quasi cruda senza pepe».
E poi faceva figo entrare nel parcheggio riservato!
Articoli simili:

Rss
Commenti al post
Aggiungi il tuo
dai, ammetti che l’hai fatto solo per vederti delle belle zdaure!!
Addirittura il cuoco? Soppi, ormai sei diventato un professionista della ristorazione!
… a quando l’acquisto del locale abbandonato vicino al velox di Granarolo? io ci sto!
e non ci hai fatto neanche mangiare gratis?? nn si faaaaaaaaaa…nn si faaaaaaaaaaaaa…
8)
un abbraccio
gio