Richard K. Morgan / Bay City

Immagine di Bay City

I libri di Diaspar / 43
Spesso i libri di fantascienza e non si sono confrontati con il tema dell’immortalità, e numerosi sono stati i libri scritti su di essa. Questo libro sfrutta il concetto di immortalità, e lo inserisce in un mondo corrotto, dove il protagonista di Bay City, Takeshi Kovacs, si trova obbligato ad investigare sull’uccisione di una persona che è stata poi «resuscitata» e rimessa nel suo corpo clonato, ma che non ricorda più le ultime ore prima della sua «morte» e vuole sapere che cosa è accaduto. Sarà stato suicidio? E che senso avrebbe avuto, visto che in ogni caso sarebbe stato «riversato» in un nuovo corpo, in una nuova vita?
Da queste premesse parte un giallo d’azione in un mondo molto cyberpunk.

Una delle cose che mi ha più impressionato di questo libro, è che il protagonista assume consistenza già nelle primissime pagine del romanzo: lo conosciamo subito, e diventa subito il nostro eroe. In lui si sommano la spavalderia e la cattiveria del suo addestramento militare, e la sua introspezione e malinconia. Nel corso del libro la sua figura si affina ancora di più. La stessa cosa non si può dire degli altri personaggi di Bay City, che tuttavia vengono trattati in modo più che accettabile.

La trama del giallo è molto complessa e ben realizzata, ed è tutta un gioco di falsità e menzogne, oltre a scene di azione ben orchestrate. La stampa ha paragonato l’autore di Bay City, Richard K. Morgan, ad un novello Philip Dick; ecco secondo me è una stronzata, per dirla con pochi giri di parole. L’unica cosa che potrebbe accomunarlo a Dick è appunto la costruzione di un castello di falsità molto forte, ma allora bisognerebbe paragonare a Dick un sacco di autori di gialli.

Il principale difetto di questo romanzo, che rimane comunque una godibilissima storia investigativa, è che a volte è un po’ parco di approfondimenti riguardo al mondo fantascientifico in cui si svolge. I tentativi di descrivere la società «aliena» del romanzo, anche se mi ricordano a volte le meravigliose descrizioni di Vance, sono un po’ troppo saltuari e scarsi, ed il risultato è che Kovacs si muove in un mondo essenzialmente identico al nostro, e a cui si aggiungono alcuni «costrutti fantascientifici» dal sapore cyberpunk.
Che Morgan si sia ispirato anche a Vance è indubbio, visto che il sistema con cui in Bay City si ottiene l’immortalità è una versione leggermente più tecnologica di quella usata da Vance in Stato Sociale: Amaranto (To live forever). Purtroppo però non raggiunge nemmeno lontanamente l’incredibile capacità di creare mondi del suo «maestro».

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Titolo originale: Altered carbon
Anno: 2002
Pagine: 509
ISBN: 88-502-1124-4
Editore: TEA Tascabili degli Editori Associati

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lunedì 28 gen 2008, ore 11.33
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