Il presepe di un ateo

La mia può essere definita una famiglia tutt’altro che religiosa (io stesso non sono mai andato oltre il battesimo, che è stato fatto solo perché non ero in grado di intendere e di volere), tuttavia una cosa che non può mai mancare in periodo natalizio è il presepe. A memoria mia lo facciamo da sempre, quindi di sicuro da quando avevo 4-5 anni. La cosa a volte suscita qualche curiosità nelle persone che conoscono il nostro rapporto con la religione: il presepe ha una forte connotazione religiosa in effetti. Il motivo per cui continuiamo a farlo (anzi, dovrei dire, più precisamente, continuo a farlo, visto che lo faccio sempre io) è molto semplice, in definitiva: tradizione.

Nell’iconografia natalizia italiana, il presepe è molto più importante dell’albero di Natale, che è una tradizione nordica importata in anni recenti, ed in famiglia si è sempre fatto, nonni compresi e forse anche più su. Non c’è Natale senza presepe, che è anche bello e rilassante da guardare, e divertente da fare.

Il problema principale, di anno in anno, è trovare il posto dove farlo. Quando ancora c’erano pochi gadgets ed orpelli tecnologici, accanto al televisore ci stava alla perfezione (ed inglobava anche la base dell’albero creando una montagnetta da cui scendeva il fiume), ora quello spazio è stato rubato da lettori dvd e pirlate simili, e ci sta a malapena l’albero.

La soluzione è stata quindi quella di sfruttare le abbondanti librerie della casa come «casa» per le statuine. Ogni anno, con notevole fatica, si svuota uno scaffale, che ospiterà così per qualche settimana un piccolo mondo in miniatura. Il risultato è un po’ particolare.

Presepe 2007 / 1

Lo scaffale della libreria, obbliga giocoforza a creare presepi stretti (30 cm circa) e lunghi, e lo spazio in generale è veramente poco. Che peccato non mettere quella casa (soprattutto perché mia madre stressa se manca qualcosa), quindi quest’anno si è optato per la costruzione di una specie di borgo, su cui vigila un accigliato gufo. Con questo stratagemma (!!), siamo quindi riusciti a mettere praticamente tutto senza creare una «parata» di casette.

Quest’anno poi, il tutto è tornato nell’ingresso, dopo essere stato alcuni anni in camera mia (sempre per motivi di spazio). Questo mi ha obbligato a coprire anche la parete di fondo, popolata da cavi telefonici, cavi ethernet, cavi di alimentazione a non finire! La luce, infine, è necessaria per non lasciare il tutto perennemente al buio (ma almeno non lampeggiano).

Perché questo post? Non so, avevo voglia di parlarvi del mio presepe semiserio! Vediamo se qualcuno trova le «cavolate» inserite qua e là tra le statuine classiche. Date un’occhiata anche alle altre tre foto su Flickr.

martedì 18 dic 2007, ore 11.46

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gravatar Miguel
martedì 18 dic 2007, ore 11.46

Eh .. Io invece per la mia scarsa religiosità negli ultimi anni mi sono affidato all’albero .. Il presepe proprio non lo reggo ..
Il tuo però sembra davvero particolare: BELLO BELLO!

gravatar chiara
martedì 18 dic 2007, ore 11.46

Mi è sembrato di vedere un cavallo rosso che conosco!!! e poi un pulcino che esce da un uovo, un pizzaiolo napoletano…

gravatar poluz
martedì 18 dic 2007, ore 11.46

@Miguel: grazie grazie!

@Chiara: tutto giusto, ma c’è anche dell’altro! :)

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