Avanti ed indietro in corriera
Ritenetevi fortunati: avevo scritto un post in cui raccontavo il mio ultimo «litigio» con un servizio assistenza, cosa che ultimamente sta diventando, ahimè, pratica troppo comune per quello che mi riguarda, ma per errore l’ho perso nelle maglie di WordPress, e quindi sarete dispensati. Sappiate solo che non demorderò nella mia volontà di avere un prodotto funzionante nelle mie mani, mentre per il momento sono emigrato su un Motorola L6 dopo aver rifilato a mia nonna l’odiatissimo Nokia 5070. Il Motorola L6 non è un cellulare particolarmente nuovo, ma magari lo recensirò lo stesso.
Comunque visto che vi siete scampati il noiosissimo post sull’assistenza, nel seguito parlerò d’altro, anche se al momento non so bene di cosa.
Certe volte la gente parla senza avere la minima idea di che cosa stia dicendo, come si direbbe da queste parti perché «i’en la làngue in un sît mulsén» (hanno la lingua in un posto umido ed anche un po’ morbido). L’altro giorno ad esempio una persona era convintissima che la corriera partita alle 17.35 fosse quella delle 17.50 in anticipo! Certo, come no, adesso le corriere partono con 15 minuti di anticipo!! Ma per cortesia!
Sempre in tema di corriera, oggi all’andata ho beccato un autista che sembrava uscito da un documentario sui talebani, con qualche contaminazione alla John Lennon: occhialini tondi azzurri, ed una barba veramente persiana. Il personaggio avrà avuto sui 30 anni. Dopo essere arrivato 20 minuti in ritardo alla mia fermata (3 km dopo l’inizio della corsa, e non si può nemmeno dire che abbia trovato traffico, è tutta campagna), ha pensato bene di saltare un intero pezzo di strada (la cosiddetta Pontica).
La corsa delle 14.02 da Baricella è proprio l’ultima corriera del mondo… o l’ultima ruota del carro! Ci sono sempre autisti urbani che non conoscono la linea, e che molto spesso non sono abituati a fare corse extraurbane: inchiodano ad ogni curva, inchiodano ad ogni mezzo che incrociano più grande di una Fiat 500 (vecchio modello)… insomma, uno strazio! Ma perché, mi domando, a quell’ora non mettono gente che conosca la strada, come in tutte le altre corse?
Oggi, dopo aver saltato il pezzo di strada di cui sopra, abbiamo incontrato il bus nella direzione opposta. L’autista di quest’ultimo con il ditino a fatto segno al nostro autista che aveva «dimenticato un pezzo» del percorso. Il nostro autista talebano non ha fatto una piega. Boh!
PS: per decorare un po’ il blog ho messo tre palline di Natale accanto al titolo. Non sapevo bene che mettere quest’anno. Minimalista no?

Rss

Commenti al post
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I mezzi pubblici fanno acqua da tutte le parti,ultimamente le FS stanno facendo una marea di danni sulla mia linea
«i’en la làngue in un sît mulsén»
non l’avevo mai mai mai mai sentito dire!!!
non avevo mai sentito di autisti che prendono scorciatoie… assurdo!
(tua mamma la sa lunga!)
@perlinavichinga: l’unica attenuante che posso trovargli è che non conoscesse la strada (il che, a quell’ora e su quella linea è ormai abituale)! Ma di solito, se non sanno la strada, chiedono aiuto a qualche passeggero! Io quando posso lo do sempre, ma se non dicono niente…
Per fortuna in quel pezzo di strada non c’è mai nessuno che sale (al 99,9999999%)!
adoro questi racconti!!
A me, invece, sta andando di lusso! Corriere al 95% nuove per andare a Medicina!!