Storie di software instabile e distribuzioni Linux

La prolungata assenza del mio (mica più tanto) fido MacBook (sì, sono ancora senza!), mi ha fatto in qualche modo tornare alle origini, quando usavo Linux per quasi tutte le mie attività quotidiane (più o meno ho abbandonato Windows dalla Mandrake 9).
Negli ultimi anni sono stati fatti passi da gigante in termini di qualità del software, semplicità ed usabilità in GNU/Linux, tanto che con le distribuzioni più avanzate non ho sofferto quasi nessun trauma nell’abbandonare Mac OS X, tuttavia devo notare che una «moda» si è purtroppo mantenuta: quella di spacciare come «pronto» software che è ancora molto instabile.

Premetto che non sto parlando di distribuzioni strane, poco famose, sperimentali o simili, mi riferisco a nomi come Mandrake (ora Mandriva), Fedora e Ubuntu. Tutte queste hanno, durante la loro storia, presentato applicazioni non ancora pronte per un uso quotidiano.

Vediamo qualche esempio del passato. Una applicazione che è stata introdotta quando ancora era prestissimo, tanto che funzionava veramente male, e il più delle volte andava in crash chiudendosi istantaneamente era Rhythmbox. Qui sotto vedete una schermata di una versione recente di questo riproduttore multimediale per Gnome.

Rhythmbox

Ora Ryhthmbox è un programma più che decente, a tratti veramente buono, ma quando fu introdotto era poco più che un abbozzo, e il più delle volte, come dicevo, andava in crash. Perché fu introdotto come riproduttore di Gnome quando non era ancora pronto?

Altro esempio, un altro riproduttore multimediale, questa volta specializzato anche nella riproduzione di filmati: Totem. Totem fu introdotto in una versione di Mandrake (mi pare la 10 — quella che mi ha fatto abbandonare questa distribuzione, tanto era schifosa), quando ancora non andava nemmeno a spingerlo. Cercava di far affidamento sul framework gstreamer per l’elaborazione audio-video, quando questo era ancora lontanissimo dal funzionare veramente. Insomma, Totem non riproduceva nulla (come tutto ciò che in quel tempo si basava su gstreamer), e il più delle volte si inchiodava inesorabilmente.
Perché Totem e gstreamer sono diventati il riproduttore e il framework multimediale standard quando ancora non erano pronti? A scapito, tra l’altro, di backend come xine che, al contrario, funzionavano benissimo.

La storia non cambia

Quelli sopra non sono che due esempi. Ok la sperimentazione, ma un utente finale vuole prima di tutto software funzionante. Non credete anche voi che le situazioni di cui sopra possano allontanare potenziali utenti?

Ora molte cose sono migliorate, tuttavia si ricade, ogni tanto, in errorini simili. Nell’ultima versione di Ubuntu (Gutsy Gibbon), ad esempio, è stata messa la nuova versione di GIMP in versione non ancora definitiva. Ok, è una relase candidate, quindi quasi definitiva, fatto sta che io ho riscontrato già parecchi bug fastidiosi, ed Ubuntu non ha ancora rilasciato l’aggiornamento alla versione definitiva di GIMP 2.4 (senza contare che intanto è uscita anche la 2.4.1).
Perché mettere una versione non del tutto pronta, piuttosto che la precedente molto stabile e il più possibile esente da bug?

Ora, non voglio dire che gli altri sistemi operativi siano esenti da questi problemi, me ne guardo bene!, tuttavia sarete d’accordo con me che questi difetti erano facilmente evitabili, semplicemente aspettando ad adottare tecnologie e software nuovi (per quanto migliori, sulla carta, potessero essere rispetto ai loro predecessori), fino a quando non fossero stati veramente pronti.
Non voglio fare polemiche, la mia è solo una riflessione ed una modesta domanda, che dico quasi sottovoce: perché?

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martedì 13 nov 2007, ore 19.15

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