La visita al CERN / Seconda parte
Riprendiamo il reportage della mia recente visita al CERN. Qui trovate la prima parte. Sabato mattina è il giorno della visita al CMS, quello che probabilmente è l’esperimento più importante che si sta preparando attorno all’LHC, il Large Hadron Collider. L’LHC è un acceleratore di particelle che è stato costruito all’interno di una galleria ad anello lunga 27 kilometri e a 100 metri di profondità.
Nella foto qui a destra vedete appunto l’interno della galleria dove vengono accelerate le particelle. L’acceleratore si basa sulla supercoduttività di alcuni materiali, e affinché tale proprietà si presenti è necessaria una temperatura molto bassa. Nell’LHC viene usato elio ad una temperatura di 1,9 K (-271°C), che è più bassa della temperatura dell’universo (circa 3 K), e vicinissima allo zero assoluto (0 K), che è la temperatura più bassa che si può raggiungere.
Ma tralasciamo per il momento questi particolari, e torniamo alla mia giornata. Dopo una colazione basata su caffè-che-come-in-Italia-non-c’è e pain au chocolat alla canteen del CERN, ci dirigiamo verso il sito in cui si trova il CMS, che non è nella sede principale del CERN a Meryn, bensì a qualche chilometro di distanza, a Cessy, e al di là della frontiera francese (altra dogana). Dall’esterno l’hangar è piuttosto imponente, ed anche brutto, ma dopo esserci messi i caschetti di sicurezza possiamo entrare a scoprire le meraviglie che nasconde.
Ci accolgono all’interno alcuni anelli che andranno a formare il CMS. Ogni anello è composto da vari rilevatori, ed ha un diametro di circa 15 metri (tutto il CMS peserà 12500 tonnellate). Gli anelli, costruiti in superficie, vengono man mano calati nella caverna definitiva, a 100 metri di profondità, tramite una gru prestata dal porto di Amsterdam. La caverna si trova sul percorso dell’LHC, e nella foto sotto si vede esattamente il punto in cui le particelle entreranno nel CMS dopo essere state accelerate.
Il CMS può essere immaginato come una grande macchina fotografica da 12 milioni di pixel. Non tanto, se paragonato ai i prodotti commerciali, ma il suò punto di forza è il cosiddetto frame rate, che è di 40 milioni di «fotografie» al secondo. Si viene così a generare un terabyte di dati ogni secondo (equivalenti alla memorizzazione di 10000 copie della Encyclopaedia Britannica), che devono essere elaborati in tempo reale, essendo impossibile memorizzarli tutti. Una griglia (grid) di computer è perciò in preparazione, e il suo compito sarà, tra gli altri, quello di selezionare solo 100 eventi significativi ogni secondo, in modo da poter memorizzare solo quelli.
Qui uno scorcio di una sala piena di computer ed apparati di rete, che sono posizionati in una caverna accanto a quella del CMS (e più o meno delle stesse dimensioni).
Il lavoro che si sta facendo fa veramente impressione, per la sua mole e complessità. Fa anche effetto sapere che su molte cose si sta andando praticamente alla cieca, non essendoci nulla di simile nel passato da cui trarre ispirazione. Ad esempio non si è ancora riusciti a far funzionare la griglia in modo tale da poter elaborare realmente la mole di dati che verrà prodotta a regime, e quindi si spera di riuscire a far andare il tutto quando l’acceleratore sarà veramente pronto, ma al momento non si sa ancora se ci si riuscirà nei tempi previsti.
Nel caso poi gli esperimenti non riuscissero a scoprire nulla di nuovo, sarebbe un bel colpo per la fisica, in quanto rimetterebbe in discussione tutto quello che è stato fatto sino ad oggi, e cadrebbero tutte le teorie su cui al momento ci si basa.
Che dire, veramente grandioso. Quale altro campo dell’attività umana sarebbe così pronto come la scienza a mettere in discussione completamente ciò su cui si basa?
Presto arriveranno le altre puntate del reportage, con foto di Ginevra ed altre cose in diretta dal CERN. A presto!
Ricordo che le foto del viaggio sono già in un apposito album su Flickr, clicca qui per andare a vederle!
Vai alla terza parte del racconto!
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Rss



Commenti al post
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dai, potevi fati fare una foto col caschetto!
ma se gli esperimenti non riusciranno… verrà poi fuori la notizia? Pensa se tutte le leggi fisiche non valessero… 5 anni buttati al vento; per la precisione
2 di bruna
2 di stefani
1 di Cavalli (e mezzo, volendo, di macaco!!)
@Caste: se qualche legge fisica verrà smentita sarà tra quelle più recenti, di certo non tutte le basi di meccanica, termodinamica, ecc…
Di Stefani abbiamo fatto solo 1 anno, mezzo di macaco, 1,5 di Cavalli!
cavolo,sempre più interessante!
quanto mi sento ignorante…
@perlinavichinga: anche io, che non credi!!
Avrò capito, se va bene, lo 0,00001% di quello che fanno là dentro!