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John K. Toole / Una banda di idioti

domenica, 19.08.2007 · ore 17.11
Tag:

copertina toole banda idiotiI libri di Diaspar / 35
Sapete che è strano? Non riesco mai a scrivere una recensione se non ho il libro vicino a me, da guardare e, probabilmente, da utilizzare come «chiave di ricerca visiva» nelle mie memorie. Solo per scrivere queste due righe sono dovuto andare di là a prendere il libro! aNobii non basta. Ma torniamo a noi.
Una banda di idioti narra le vicende di una banda di idioti. La particolarità è che questi idioti non sono altro che persone a loro modo «normali», ma che con tutti i loro tic e le loro paranoie non fanno altro che risultarci degli emeriti imbecilli. A partire dal protagonista, Ignatius Reilly, un asociale personaggio che non fa altro che brontolare e criticare la società in cui si trova del tutto priva di «geometria e teologia».

Forse l’avrete capito, in ogni caso ve lo dico io: questo libro è una commedia, abbastanza brillante e divertente, anche se a tratti fa pensare ad una autobiografia e ad un libro di curiosa denuncia da parte dell’autore, che si è suicidato a soli trentadue anni.

I vari personaggi del libro, Ignatius, l’agente Mancuso, la signorina Trixie e tutti gli altri, agendo in maniera imprevedibile nella loro idiozia, finiscono in qualche modo per legarsi tra di loro da curiosi e divertenti eventi, in una maniera così naturale e logica da sembrare inevitabile conclusione. Le loro caratteristiche e il loro carattere, minuziosamente descritto, fanno «intrecciare» questi idioti sparsi in una vera e propria banda alla deriva.

A volte il libro potrebbe essere irritante, soprattutto quando si concentra su Ignatius. Ma va preso nel modo giusto: Ignatius è un personaggio veramente irritante ed odioso (come sono odiosi ed irritanti tutti i genî per le persone «medie», suggerisce la quarta di copertina – ed in qualche modo ha ragione), e quindi è ovvio che noi ci irritiamo leggendo quello che fa, dice e pensa. Ma fa parte del gioco, e va preso come uno spunto per riflettere e divertirsi.

Forse il tutto è un po’ lungo (431 pagine non sono pochissime), ma credo che se riuscite ad entrare nello spirito giocoso del romanzo, riuscirete agevolmente ad arrivare alla fine, ed anche a divertirvi! A volte è veramente al limite dell’assurdo, ma senza mai abusarne.

Una banda di idioti ha vinto il Premio Pulitzer nel 1981, mentre la traduttrice Luciana Bianciardi ha vinto il Premio Monselice del 1983 con la sua traduzione (veramente bella).

aNobii link: Una banda di idioti

* * *

Titolo originale: A confederacy of dunces
Anno: ~1950
Pagine: 431
Editore: Marcos Y Marcos
ISBN: 88-7168-221-1

Commenti al post (2)

gravatar balbotta 22/08/2007 • 12:33

mmmh… mi ispira! :)

gravatar poluz 22/08/2007 • 15:56

Te lo consiglio.

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