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No ai no del Comitato Porto (eccetto che per il Civis)

venerdì, 25.05.2007 · ore 15.49
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Io sono sempre stato contrario a chi dice solo no a qualunque piano cittadino venga messo in atto. E dalle parti del Palazzetto dello Sport ultimamente i no si sprecano. No all’ampliamento della Zona a Traffico Limitato in quei luoghi, no al Civis, no all’apertura per un breve tratto del fiume Reno che ora viaggia interrato sotto via Riva di Reno. Questi i tre punti del Comitato Porto, che per il 30 di maggio ha organizzato una manifestazione di protesta, che sarà piena, immagino, di commercianti. Sì, perché il discorso è sempre quello: per i commercianti le zone a traffico limitato sono fumo negli occhi.

Del resto un po’ mi verrebbe anche da dar loro ragione, ma soltanto perché non c’è una vera politica per invogliare i cittadini a girare il centro a piedi o con i mezzi pubblici: la gente continua a pensare che entrare in città con il mezzo privato sia una buona idea, per scontrarsi poi immancabilmente con traffico, mancanza di posti auto e tutti i disagi che le strette strade all’interno dei viali di circonvallazione pongono.
Forse i commercianti di piazza Azzarita e luoghi limitrofi (penso soprattutto a quelli della strettissima via San Felice) credono che il loro volume d’affari sia garantito dai quattro parcheggi in croce che ci sono in quelle zone? Io ho molti dubbi che i loro clienti siano persone arrivate in automobile con lo scopo preciso di entrare in quel negozio, che abbiano trovato comodo parcheggio in seconda o terza fila nelle vicinanze, e che una volta acquistato se ne tornino a casa immediatamente, in una bella ottica stile supermercato. Credo invece che la maggior parte dei clienti siano persone che passano di lì a piedi, ed invogliare le persone a camminare, lasciando a loro strade non stritolate dal traffico penso sia il mezzo migliore per aumentare il numero di persone davanti (e si spera anche dentro) al negozio.

E poi, parcheggiare in seconda fila può essere pericoloso, gli autisti degli autobus amano fare gli specchietti e le fiancate alle macchine troppo in mezzo a via San Felice.

L’apertura del Reno

Ho saputo di questa idea dal comitato stesso, quindi non so perché venga fatta, ma posso solo supporre. Avere un fiume sotterrato è un problema, di manutenzione principalmente. Un’apertura di 50 metri permetterebbe di avere uno «sbocco» naturale per fare dei lavori sottoterra, e non credo in effetti che lo scoperchiamento venga fatto per motivi differenti da questo. Aprire un fiume significa perdere molto spazio utile in superficie, oltre ad altri disagi, ed in effetti 50 metri mi sembrano una misura piuttosto limitata, sufficiente ad avere un facile accesso al letto del fiume, senza «rubare» troppo spazio alla città.
Insomma, secondo me ci sono cause di forza maggiore, e c’è poco da manifestare su questo, non credo proprio venga fatto «per sport».

Il Civis

Civis

Qui vengono le dolenti note. Sinceramente speravo di non aver mai più dovuto sentire questa parola a Bologna, e che il progetto fosse stato fortunatamente accantonato. Purtroppo pare che mi sbagliassi. Il Civis prodotto da Irisbus, che vedete in foto, è un filobus (che tutti i politicanti chiamano «tram su gomma» perché fa figo, ma sempre filobus rimane) che è stato concepito per avere un sistema di guida ottica, che mantenga il mezzo su una specie di «rotaia» disegnata per terra. Pur non essendo tram, non è nemmeno filobus, perché con la guida ottica non può nemmeno scansare eventuali ostacoli. Insomma, un obrorio che mette insieme i difetti di filobus e tram senza prenderne quasi nessuno pregio. Non solo: costa più di un filobus, è leggermente più ingombrante, la guida ottica essendo più sofisticata è più fragile, e tiene pure meno persone di un filobus articolato classico.
Per questa schifezza dobbiamo ringraziare la passata amministrazione di centro-destra della giunta Guazzaloca, che dopo aver cancellato la costruzione di due linee tramviare «vere» per cui erano già arrivati i fondi, ha impantanato la città in un progetto inutile come questo. Tra l’altro le città che avevano adottato il Civis o sistemi analoghi a guida ottica hanno abbandonato il progetto perché mal funzionante!

Sul Civis, insomma sono fortemente contrario anche io, insieme al Comitato Porto! Sul Civis date un’occhiata anche a questo forum.

Nota conclusiva della serie: l’importante è lamentarsi

È possibile che una città di 380.000 abitanti abbia quasi lo stesso traffico di Milano in centro e sulle principali arterie? Dobbiamo ringraziare molto Guazzaloca, che pur non avendo tutta la colpa, ha bloccato il primo progetto serio di viabilità da molti anni a questa parte. Ed ora becchiamoci il Civis.

Commenti al post (3)

gravatar Moriarty 26/05/2007 • 14:13

Sul Civis sono molto scettico e comunque sono scettico relativamente a qualunque nuovo mezzo di trasporto in superficie in pieno centro: anche un tram classico, su rotaia, in Via San Vitale o in Strada Maggiore non lo vedo bene perché la via è troppo stretta e gli ostacoli sarebbero troppi, credo che non si guadagnerebbe praticamente nulla. Così come penso che non sarebbe possibile aumentare ulteriormente la frequenza delle corse automobilistiche, al massimo penso alla filoviarizzazione massiccia per limitare l’inquinamento dato dagli autobus (a proposito: sono anni ormai che hanno montato le nuove filovie, cosa aspettano a metterle in funzione?).

La metropolitana sarebbe una bella cosa, forse. Ma costa tantissimi soldi, ci vuole molto tempo per costruirla e i disagi nel frattempo sarebbero notevoli (e nel frattempo le giunte cambiano…).

Nessuno ha pensato a un ibrido? Un semplice tram di superficie che attraversa le zone più congestionate in galleria per poi uscire allo scoperto con delle semplici rampe appena fuori dalle zone più congestionate. I mezzi costerebbero meno perché sarebbero tram – non treni – e si potrebbero utilizzare anche in mezzo al traffico, le fermate sotterranee sarebbero poco più di una “stanzona” stile sottopassaggio di piazza Malpighi e se proprio proprio volessero potrebbero utilizzare mezzi su gomma tipo filobus (come il civis, che alla fine quello è) invece di tram su rotaia…

La linea verde di Boston è fatta così. Ci sono stato e non mi è parsa un’idea malvagia. Vedere su world.nycsubway.org

gravatar poluz 27/05/2007 • 10:02

Ammetto che dei progetti per il tram (nel senso proprio del termine) non so molto, quindi non so nemmeno che tratta avessero pensato di coprire e come.

Sul tram ibrido superficie/sotterraneo concordo con te, di solito si riescono a fare cose molto interessanti. Anche a Stoccarda c’è un sistema fatto così: nel tratto interrato funziona proprio come metropolitana (fa tutte le fermate anche se non c’è nessuno), nel tratto scoperto gira come un tram, con fermate a richiesta e semafori «tipo tram». :)

gravatar Andrea 24/07/2007 • 14:03

e’ incredibile… solo in Italia si possono vedere le associazioni dei comemrcianti che manifestano contro la realizzazione di linee di trasporto pubblico che dovrebbero servire l’area in cui lavorano… un classico esempio di miopia e ignoranza sulle dinamiche alla base dei meccanismi di accessbilità e fruibilità di un centro urbano. ma nessuno dei 1700 firmatari ha mai messo il naso fuori dai confini cittadini? ovviamente non dico di guardare citta’ europee di pari caratteristiche ma anche semplicemnete alcune citta’ italiane nella nostra stessa regione o in regione limitrofe che seppur di livello medio accettabile in qualita’ di trasporti risulatno invece brillare rispetto alla pochezza del dibattito esistente a bologna..
e questo civis.. non sono molto informato ma come mai abbiamo bisogno di soluzioni ‘originali’, poco utilizzate in altri contesti urbani (se non addirittura abbandonate..)?
amareggiato da tanto pressapochismo
andrea

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