25 aprile
Quest’anno voglio ricordare l’anniversario della Liberazione con una foto un po’ diversa dal classico manifesto degli anni scorsi. Una foto che ci ricorda le peripezie e i disastri che hanno dovuto subire tantissimi civili nei periodi immediatamente precedenti alla Liberazione stessa. È comunque un modo per ricordare.

Nella foto un rifugio antiaereo di Torino, fotografato da badnightcafe. Qui la foto originale, rilasciata con licenza Creative Commons.
Come avevo scritto in un vecchio post.
Quando si parla del 1945, sono irritato dalle parole usate per definirlo: la gioia della vittoria. Quale gioia? Erano morte talmente tante persone, avevamo sepolto milioni di corpi. Migliaia avevano perso le braccia e le gambe. La vista e l’udito. La ragione. Ogni morte è una tragedia. La fine della guerra è sempre triste: si vince, ma a quale prezzo? La guerra è la dimostrazione che l’uomo, in quanto essere pensante e senziente, ha fallito, ha deluso se stesso, è stato sconfitto.
When there is talk of the year 1945, I am irritated by the phrase, “the joy of victory”. What joy? So many people perished! Millions of bodies were buried! Thousands lost arms and legs; lost sight and hearing; lost their minds. Yes, we survived, but at what a cost! War is proof that man as a thinking and sentient being has failed.
Ryszard Kapuscinski, The Independent, Gran Bretagna. Traduzione di Vera Verdiani (Internazionale).
Per avere un’idea della guerra a Bologna, e per vedere cosa è rimasto di quei tempi terribili, vi consiglio anche questo set interessantissimo di Moriarty su Flickr.
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Rss
Commenti al post
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quella frase è veritiera al 100%.
il 25 aprile è una giornata per ricordare.
non per festeggiare.
ps: visto che non uso più l’email della tin.. potresti cambiarmi l’avviso di un tuo post con questa mail nuova (quella di gmail che ho inserito in questo post e che ho detto di voler usare per il blog?)…ti ringrazio!
un modo unico e onorevole per ricordare… che bravo! addirittura il CC hai chiesto!!
Grazie per aver segnalato le mie foto. In effetti credo che osservare immagini di luoghi vicini e familiari aiuti molto la riflessione, com’è capitato a me fotografando i muri dei palazzi intorno a casa, anche con una certa impressione. In certi casi non è poi così difficile immaginarsi la gente che fugge mentre arrivano i bombardieri, magari di notte… No?
Aggiungo un altro commentino!
Sapete, mi è venuto in mente che il 25 aprile si celebra anche in Portogallo, ed è una festa: là il 25 aprile 1974 una rivoluzione incruenta mise fine alla dittatura fascista che tormentava la gente dagli anni ’30. Si chiama rivoluzione dei garofani (revolução dos cravos) perché la gente in rivolta, con dei garofani rossi in mano, convinse la milizia del regime ad arrendersi e i soldati rivoluzionari infilarono i fiori nei fucili e nei cannoni in segno di pace
(Su Wikipedia e su Youtube c’è un tot di materiale, ma ora no riesco a inserire i link)
Ciao!
P.S.: Poluz: quando andiamo?
@kiki: mail cambiata!
@caste: sempre e solo cc!!
@moriarty: infatti l’idea era proprio quella: di immaginarsi cosa volesse dire fuggire in un orribile rifugio come quello in foto mezzi (o anche tutti interi) terrorizzati.
@moriarty2: aiuto!! Il Portogallo mi assilla!!
ciao!
ricordare queste cose è fondamentale!
un bacio
gio
scopro oggi casualmente che questa foto è venuta ad abitare un post di questo blog (che non conoscevo).
Considero un onore il fatto che essa accompagni queste tue riflessioni, che sottoscrivo completamente.
Grazie
dan
@badnightcafè: È stato un piacere per me segnalare la tua foto bella ed interessante.