Nagib Mahfuz / Vicolo del Mortaio

copertina vicolo del mortaio mahfuzI libri di Diaspar / 30
Io non ho trovato un particolare significato in questo libro. Ci sono romanzi che vogliono dirti qualcosa, al di sotto della narrazione, magari con eccessiva saccenza, e con trucchi per renderti il più possibile meno chiaro quello che hanno da dire in realtà. Nel caso de Vicolo del Mortaio, al contrario, non vedo altro che uno spaccato della vita in un vicolo del Cairo, durante la seconda guerra mondiale. Le storie dei suoi abitanti vengono raccontate intrecciate come lo sono nella loro vita, una vita spesso di stenti e di sotterfugi, che però non impedisce loro di essere orgogliosi di quello che sono, anche quando le loro attività non sono proprio… eleganti.
Nel Vicolo, infatti, c’è un’umanità piuttosto varia: il padrone della locanda dedito all’hashish e con tendenze omosessuali, il mercante che tutti i giorni si fa preparare un piatto afrodisiaco per dare il meglio di sé la sera con la moglie, il creatore di storpi per farne mendicanti professionisti, ed anche sant’uomini dediti alla meditazione e alla preghiera.
Insomma, tramite Vicolo del Mortaio si imparano parecchie cose del mondo arabo: anche se la narrazione si svolge più di cinquant’anni fa, e le cose sono sicuramente cambiate, il libro ci permette di avere un’idea più precisa di cosa significasse vivere al Cairo alcuni decenni fa, e su cosa si basa la vita oggi in quei luoghi. Si parla tanto di Islam e mondo arabo in questi anni, capirlo e conoscerlo un po’ di più, anche in una prospettiva storica, può solo aiutare.
In definitiva il libro vale senz’altro la lettura, Mahfuz è indubbiamente bravo (è anche stato insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1988), e non si lascia andare a facili commenti o alla tentazione di inserire a forza una morale, di qualunque tipo essa sia, cosa sicuramente apprezzabile dal mio punto di vista.

Titolo originale: Zoqaq al midaq
Anno: 1947
Pagine: 251
Editore: Feltrinelli
ISBN: 88-07-81119-7

Inizio a leggere: Mark Haddon, Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte
In coda di lettura: Michel Houllebecq, Le particelle elementari

martedì 20 mar 2007, ore 10.39

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gravatar gio
martedì 20 mar 2007, ore 10.39

avvallo la scelta di mark heddon, il libro ti piacerà sicuramente…l’ho letto anche io e mi ha impressionato come descriva bene l’autismo del protagonista…
bravo bravo,
non ti pensavo un avido lettore…
forse ho trovato un adeguato concorrente!!!
baci
gio

gravatar poluz
martedì 20 mar 2007, ore 10.39

Lo sto leggendo, e per ora pare bello. Se ti interessano le mie letture, le vecchie recensioni sono qui e qui (sul vecchio blog)!

gravatar balbotta
martedì 20 mar 2007, ore 10.39

anche a me ispira molto Haddon… aspetto la tua recensione!!! :D

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