Secondo il papa le civiltà precolombiane erano pronte al cristianesimo

Era da qualche giorno che questa cosa mi ronzava per la testa: mi pareva di aver sentito, al telegiornale qualche giorno fa, uno strano discorso fatto da papa Benedetto XVI sul fatto che le civiltà precolombiane dell’America del sud fossero state felici e contente di convertirsi al cristianesimo, e che in realtà non aspettassero altro che questo momento. Il servizio (del Tg3, mi pare) terminava con l’audio in presa diretta in cui il papa faceva questa affermazione, e non la discuteva minimamente. Il fatto che nei giorni seguenti nessuno ne avesse parlato, mi aveva fatto dubitare di aver sentito male. Pare invece che avessi sentito giusto.

Le parole sono macigni

Il papa, parlando ai nunzi apostolici dei paesi dell’America Latina il 17 (o il 16) febbraio 2007, ha infatti detto:

«Ambienti culturali affermano che c’è contrasto tra le cultura precolombiane e la fede cristiana, presentata come alienazione per il popolo che ha accolto il Vangelo. Al contrario l’incontro tra queste culture e la fede in Gesù Cristo fu una risposta ulteriormente aspettata dalle cultura preesistenti.»

Fonte: La Repubblica

Il discorso mi sembra chiaro: le civiltà native dell’America centro/sud erano pronte al cristianesimo, ed anno accolto di buon grado i missionari della chiesa.

Ma cosa dice?

Pur essendo certo che tutto il sangue sparso e la distruzione delle civiltà di quelle aree non è dovuto alla sola conversione forzata (e quando mai qualcosa nasce da una sola causa?), certo è che gli eccessi ci sono stati anche nel campo della conversione delle popolazioni da parte dei missionari; lo ammettono tutti, anche quelle persone che poi cercano di giustificare la cosa affermando che le civiltà precolombiane erano terribili ed arretrate, e quindi che l’arrivo del cristianesimo sia stato in definitiva un bene.

Ottimo! Sono contento che la nostra «civiltà» abbia fatto del bene trucidando qualche popolazione.

Altro elemento che non si può eludere della storia delle missioni è quello dell’uso della forza il quale ha attraversato tre momenti. Quello della fase iniziale che prevedeva, sempre nel caso in cui gli indigeni si opponessero alla segregazione nelle riduzioni, tecniche repressive ed inquisitorie. Tuttavia ci si rese presto conto che se si volevano ottenere dei veri risultati fosse necessario cambiare approccio, si passò quindi all’ostentazione di forza: si metteva a conoscenza l’indio della potenza distruttiva delle armi europee e gli si poneva la scelta se essere con o contro di loro. Solo molto più tardi, con le missioni salesiane della metà dell’ottocento vedremo un approccio basato su una diversa concezione della vita umana.

Fonte: Wikipedia

Il silenzio

A quanto so nessun mainstream media ha mai sollevato il caso, domandandosi «ma che dice?». E la cosa mi lascia perplesso, in quanto il discorso del papa è pesantemente revisionista e insopportabilmente sfacciato. Spero che non sia una forma di assuefazione causata dalle troppe «sparate» che questo papa ha fatto da quando è seduto nel posto più importante della Chiesa Cattolica. Nemmeno i giornali e le associazioni più «maliziose» (come la UAAR) sembrano aver riportato il caso.

Se ne parla, invece, qui: forum di Politica On Line, Yahoo! Italia Answers, il blog Querelle(s).

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mercoledì 21 feb 2007, ore 11.38

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gravatar CastenasoForever
mercoledì 21 feb 2007, ore 11.38

dice cazzate come da quando è su! Anche se “sono uno mandato nella vigna del signore” rimane sempre la più bella!! :lol: :lol:

gravatar balbotta
mercoledì 21 feb 2007, ore 11.38

al mainstream italiano non conviene criticare il vaticano… :|

gravatar Emily
mercoledì 21 feb 2007, ore 11.38

8O, davvero senza parole…

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