A Bologna, in Procura della Repubblica, c’è evidentemente un pericoloso gruppo di giudici che potremmo chiamare «i giudici dell’eversione». In questi giorni sono stati infatti consegnati 45 avvisi di fine indagini ad altrettante persone che, lo scorso 9 ottobre, erano entrate nella camera dove si stava tenendo il consiglio comunale di Bologna per dimostrare contro il CPT di via Mattei e chiederne la chiusura. Secondo i magistrati, durante questo episodio si sono verificati i reati di violenza e minaccia del corpo amministrativo con l’aggravante dell’eversione dell’ordine democratico.
Non è la prima volta che a Bologna i giudici aggiungono l’aggravante dell’eversione alle proteste più o meno pacifiche (ma in generale veramente pacifiche), anzi, direi che sta diventando quasi la norma.
Se posso anche ritenere valide e giuste le accuse di violenza e minaccia, cosa che ovviamente andrà verificata, ma per cui non ravviso «stranezze» nell’accusa in sé, devo ben capire cosa c’entri l’eversione.
Premesso che nell’evento in questione (ma anche negli altri del passato, se è per questo) i dimostranti, dovo aver fatto un po’ di «rumore» per qualche decina di minuti se ne sono andati, lasciando riprendere i lavori, vediamo che cosa ci dice il dizionario online De Mauro a proposito dell’eversione.
e|ver|sió|ne: sovvertimento radicale dell’ordine costituito compiuto con atti rivoluzionari o terroristici.
Accidenti! Stiamo parlando di «sovvertimento radicale dell’ordine costituito»! Di «atti rivoluzionari o terroristici»!!
Be’, cari giudici, lasciatemelo dire, posso capire che eversione sia una bella parola da pronunciare ed anche da scrivere, e che tra i suoi significati ha anche quello di «nausea» (che è quella cosa che sto provando io a leggere del vostro operato), ma in una contestazione di mezz’ora c’entra ben poco!
Ripeto: posso in qualche modo capire l’accusa di violenza e minacce (volendo anche di danni, anche se non sono stati citati tra i capi d’imputazione), soprattutto se ci sono state denunce, ma l’eversione qui non c’entra proprio un emerito!
E così ora ci sarà un bel processone lungo lungo, pagato dai contribuenti, per un’accusa di «sovvertimento radicale dell’ordine costituito» ad opera di uno striscione con scritto «No CPT».

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Commenti al post (4)
Questa sentenza è shockante… quasi, però, quanto quella della cassazione di giorni fa che “promuoveva” le attenuanti per gli omicidi commessi da clandestini!
^ no, questa non la sapevo!!!
@Caste: non è una sentenza, si parla di accuse!
azzo! questa mi mancava!
comunque bravo! il mio prof di italianistica approverebbe la scelta del De Mauro!
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