A breve, a meno di problemi organizzativi (più probabili) o personali (meno probabili, si spera), potrei iniziare a fare un’attività di circa 10 ore la settimana o poco più all’interno di un prestigioso Liceo di Bologna, dove dovrei svolgere mansioni che potrei temporaneamente definire «assistente tecnico pratico». Si tratterebbe in pratica di fare manutenzione e gestire i sistemi del (dei?) laboratorio di informatica di suddetto liceo (che loro chiamano per qualche motivo «laboratorio di matematica»), e di offrire assistenza al docente e agli studenti negli aspetti pratici d’uso del laboratorio.
Magari la cosa potrebbe comprendere alcune cose in più, come tenere qualche lezione integrativa su qualche aspetto informatico, ma questo potrò saperlo soltanto tra qualche tempo, quando si definirà meglio l’incarico.
Inutile dire che mi piacerebbe molto, soprattutto se ci fosse l’occasione di provare a spiegare qualcosa, perché mi richiederebbe di dover mettere ordine alle cose e prepararne un discorso coerente ed articolato, cosa che in un corso di laurea come il mio, dove gli esami orali si contano abbondantemente su una mano, non è una cosa molto comune.
Anche l’aspetto dell’amministrazione mi intriga. L’amministratore è quella persona che generalmente si fa il mazzo ed è responsabile del funzionamento degli apparati, ma questa responsabilità e questo potere gli permettono di trattare in modo sprezzante gli utenti che riscontrano problemi (perché il bravo amministratore sa che il problema non è nel suo sistema, ma nell’utente che è un incapace). Un amministratore che sa quello che fa e si guadagna la posizione di «uno che ci sa fare», può permettersi cose che voi «umani» non potete immaginare.
Poiché è il depositario di una conoscenza superiore, l’amministratore può dire quello che vuole delle sue macchine e far credere quello che vuole.
Ovviamente questo modo di fare deve basarsi su un background (che parola odiosa che ho tirato fuori!) di fiducia che all’inizio deve guadagnarsi con i denti.
Ecco, insomma, queste ed altre considerazioni mi fanno venir voglia di provare l’esperienza, che dovrebbe durare almeno fino a giugno (immagino ma non ci giurerei), vi farò sapere se ci saranno sviluppi, ovviamente.

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Commenti al post (6)
Galvani? minghetti? righi? cope? fermi?
Quando la cosa sarà definita vi svelerò il nome!
Che bello!!! ma cosa sarebbe? una specie di tirocinio? come funziona? come l’hai trovato?
mmm.. ma dove vivi?
Nel mio liceo e in generale in quelli della mia zona i tecnici della sala informatica sono degli sfigati nullafacenti che a stento sanno la differenza tra un plotter e una mucca
Boh, la mia tecnica delle superiori non sarà stata una cima ma se la cavava ed era sempre molto disponibile.
I tecnici del sistema informatico del dipartimento di adesso sono molto più aderenti a quanto ho scritto sopra.
la patrizia era un mito!!!
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