A volte mi sento invasato

fiera district nascostaTornando a casa dal cinema stavo pensando a quanto è bella la città di notte, soprattutto girandola in automobile, tra palazzi vecchi e palazzi nuovi, sensi unici assurdi, semafori che non vanno e quelli che vanno sempre e comunque. La nostra città italiana è il paradiso della disorganizzazione, del raffazzonato, della complicazione, e a percorrerla di notte tutti i nodi (nodi affascinanti, in un certo senso) vengono al pettine. Di giorno nel caos e nella confusione non ci si accorge che viviamo in una situazione di caos e confusione a prescindere, di notte, nel nulla, tutto diventa visibile e leggibile.
Questa consapevolezza di disordine mi ha fatto pensare (con il contributo anche della parte finale di questo video) a come uno straniero, magari americano – che con la città l’immaginario comune vuole che abbia un rapporto in qualche modo differente, almeno dal punto di vista strutturale – possa vedere la nostra città, le nostre cose e la nostra vita. Mi piace cercare di immaginare come una persona completamente estranea a noi e al nostro ambiente possa vederci; a volte cerco pure io, con tutti i limiti del caso, ad esercitarmi nel vedere le cose «mie» da un punto di vista completamente estraneo. Che sensazioni può dare la nostra città a chi non la conosce e magari la percorre di notte su un’automobile, appena arrivato da una distante località e ora diretto all’abitazione del suo anfitrione?
Perché sono così ossessionato dalla città di notte, dalla sua architettura, dai suoi angoli tristemente illuminati, abbandonati, vuoti e negletti? L’asse atrezzato che mi dice, oltre al farmi domandare a chi sia mai venuto in mente un nome così ignobile per una strada (lo dico ma non lo credo)? Ok, quest’ultima domanda l’ho scritta per caso, visto che non ha nessun senso.
Domandatomi (e non «rispostomi») questo mi ritiro sotto le coltri, che è l’ora che volge al desio… del letto!

martedì 5 set 2006, ore 1.51

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martedì 5 set 2006, ore 1.51

beh, sicuramente di notte la percezione che abbiamo della città è completamente diversa. un po’ come potrebbe esserlo a guardarla sotto la neve. non solo non c’è gente, traffico, rumore. ma è tutto sospeso, ovattato, fermo.
non ho idea di cosa possa ispirare bologna a uno straniero, sinceramente non me l’ero mai chiesto – ci penserò su! :)

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