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BlogDay 2006

Giovedì, 31.08.2006 · ore 11.47 · ben 4 commenti!
BlogThis! BlogDay 2006

Quest’anno, non so bene perché, ho deciso di partecipare alla seconda edizione del BlogDay, di cui vi ho già parlato qui. In realtà faccio un po’ fatica a segnalarvi cinque blog, soprattutto blog che trattino argomenti diversi da quelli miei canonici, visto che i pochi blog che seguo li «uso» essenzialmente per tenermi aggiornato sugli argomenti di mio interesse. Comunque ci provo. Vediamo un po’…

  • Comincio l’elenco in ordine sparso con Foreword, un blog che tratta un’argomento strano ed un po’ di nicchia: il design delle copertine dei libri. Ma poi c’è spazio anche per discorsi generali sulla grafica. Io lo trovo interessante. http://foreword.ospreydesign.com/
  • Questo è un blog sulla tecnologia ed, in quanto tale, non dovrei segnalarlo ma lo faccio lo stesso. È il blog di Paul Stamatiou, studente al Georgia Institute of Technology di Atlanta, che mi è tanto utile per scoprire novità e trends tecnologici, e mi ha aiutato a muovere i primi passi nel mondo Mac. http://paulstamatiou.com/
  • blabla è uno dei primi blog che ho letto, parla principalmente di politica, non è aggiornato frequentemente, ed è uno di quei posti che visiti volentieri di tanto in tanto (che è più o meno il tempo che intercorre tra un post e l’altro). Lo trovo sempre acuto ed interessante. http://blabla.iobloggo.com/
  • Boia, comincio già a far fatica a compilare questa lista! Vabbè… è il momento di Pandemia, che c’entra veramente poco con le malattie, ma è la mia fonte quotidiana di notizie sulla società, le reti, e cose così. Aggiornatissimo e puntuale. http://www.pandemia.info/
  • Per finire un blog che «frequento» raramente, è Cloridrato di Sviluppina. Perché lo leggo? Non lo so nemmeno io. Di chi è? Perché esiste? Non me lo sono mai chiesto. http://sviluppina.co.uk

Uh! Che fatica! Ma ce l’ho fatta. A (s)proposito, gli ultimi tre links riportano tutti a blog italiani, anche se dai domini non si direbbe (a volte). Buon BlogDay 2006!! (??)

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Megarace, il mio primo gioco per pc

Martedì, 29.08.2006 · ore 10.46 · ben 5 commenti!

Qualcuno di voi si ricorda di Megarace? È un gioco per pc del 1994, ed è stato praticamente il mio primo vero «computer game». Si tratta essenzialmente di gare automobilistiche, svolte in un mondo del futuro all’interno di un programma televisivo.
Per il 1994 era un piccolo miracolo tecnologico: più di 20 minuti di video full-motion introducono le varie gare, le ambientazioni sono in grafica 3D pre-renderizzata, la musica è sintetizzata in tempo reale per sintetizzatori AdLib ed è una delle migliori del periodo (piace ancora adesso).
All’epoca del DOS e di Windows 3.1 era veramente il gioco del futuro, da usare per stupire gli amici, ed in effetti è una cosa che ho fatto.

L’altro giorno su YouTube ho trovato il video completo dell’introduzione al gioco. Guardate e stupitevi… Io dal gran che l’ho vista la ricordo tutta a memoria :-D

Ho ancora il cd originale perfettamente leggibile (sì, richiedeva un cd bello pieno, una marea di dati per l’epoca) e con l’emulatore DosBox ed una patch è ancora possibile giocarlo perfettamente (il video sopra è stato ripreso utilizzando appunto DosBox).

Approfondimenti
Oltre ai link inseriti nel testo sopra:

«Mi dai il tiro?» Il ritorno!

Domenica, 27.08.2006 · ore 17.46 · ben 2 commenti!

Qualche hanno fa, ormai, sul blog dell’Erogatore su iobloggo era nata una sezione dove si chiedeva l’inserimento dell’espressione bolognese «mi dai il tiro?» nell’italiano.
«Dammi il tiro»Oggi quel blog non esiste più, e di conseguenza si è perso anche uno dei pochi riferimenti sul web per questa espressione molto curiosa, per la sua origine e per la sua diffusione. Traducibile più o meno con «mi apri il portone del palazzo», questa espressione dialettale a Bologna la si può trovare utilizzata correntemente anche nei palazzi con qualche anno sulle spalle (anzi, sui muri). Ne è un esempio la foto qui a destra, scattata nell’ingresso del palazzo dove abita mia nonna!

Per non lasciar morire nell’oblio il modo di dire, ho messo online una piccola pagina che riassume il significato dell’espressione e la sua (presunta) origine. Sto parlando della Pagina del tiro, che puoi visitare cliccando qui. Da quella pagina potrai poi vedere un’ingrandimento della foto qui sopra (che, in realtà, puoi trovare anche sul mio spazio su Flickr).

Si accettano volentieri consigli, correzioni, ma non offese.

La pagina del tiro »

Inversione termica ed estate che se ne va

Domenica, 27.08.2006 · ore 10.50 · Commenta »

Quando in cantina comincia a fare più caldo che all’aperto significa che un’estate è ormai arrivata al termine. Seguono solo fuochi di paglia.

barca carica di immigratiContinuo a domandarmi che bisogno ci sia di chiamare le persone che arrivano su traballanti ed insicure imbarcazioni, mettendo a repentaglio la loro vita in cerca di qualcosa di meglio per la propria esistenza, «clandestini». Guardate certi media italiani e vi accorgerete che li chiamano solo e soltanto così, come se per il semplice motivo di aver desiderato una vita un po’ migliore si siano macchiati di chissà quale infamia, di un non so che di scabroso, di negativo, concetti che il termine «clandestino», appunto, porta con se.
Io li chiamo disperati, oppure sfortunati, sfortunati per essere nati in una terra che ha subito le angherie e le oppressioni dei cosiddetti «occidentati» o di regimi autoctoni ma, magari e probabilmente, che sono risultati graditi alle potenze d’occidente. «Clandestino» presuppone un qualcosa di criminale «a monte», ancor prima di mettere piede a terra su quel paese che hanno tanto bramato, e che li tratta da malviventi a priori.
«Immigrati» va già meglio, perché di immigrazione sicuramente si tratta, purché anche questo termine lo si usi nella giusta accezione.
Se poi usate «clandestino» nel senso di «chi è imbarcato di nascosto», beh, visto tutti gli annunci (ahimè anche di disgrazie) che ci da la nostra maestra televisione, direi che i viaggi dei disperati hanno tutto tranne che la segretezza.

Credo che sia dovere di tutti i popoli «civili» di non trattare da «clandestino» nessun essere umano e, soprattutto, di non bollare come criminale a priori nessuno, cosa che stiamo regolarmente facendo. Evidentemente non siamo civili.

Manca poco al BlogDay 2006

Giovedì, 24.08.2006 · ore 18.50 · ben 3 commenti!

blogday 2006Manca ormai meno di una settimana al BlogDay 2006, che si terrà, appunto, il 31 agosto. Avrete già notato il conto alla rovescia che popola ormai da più di un mese la barra a sinistra, ma è venuto ora il momento di parlarne più diffusamente, giacché immagino che pochi di voi si siano presi la briga di cliccare sopra l’immagine per vedere a che cosa portasse.
Il BlogDay, giunto alla sua seconda edizione, è la giornata che i blogger dedicano a scoprire altri blog. Ogni possessore di un blog segnalerà in un apposito post cinque blog consigliati, possibilmente di persone che non si conosce, che hanno esperienze di vita diverse dalle proprie, parlano di argomenti differenti dai propri, e magari sono di una regione del mondo completamente agli antipodi.
Poi tutti inseriranno un tag Technorati come quello che c’è alla fine di questo post, e si metteranno a navigare negli altri siti che partecipano (rintracciabili sempre via Technorati o con la ricerca blog di Google), per scoprire nuovi blog e conoscere nuove realtà.

In ogni caso tutte le informazioni per partecipare le trovate sul sito ufficiale (ci sono anche in italiano): www.blogday.org.

Io non so se riuscirò a segnalarvi cinque blog, ci proverò, però dovrei riuscire sicuramente ad indicarvene almeno quattro!! Più gente partecipa, più è divertente ed interessante! Fatelo anche voi!

Technorati tags: BlogDay2006

Colta citazione che era il momento di scrivere

Giovedì, 24.08.2006 · ore 12.17 · 1 commentino

Oggi ho voglia di fare il colto, perciò vi butto lì una citazione colta. L’ho còlta un po’ di tempo fa (più o meno da qui), me la sono annotata, ed è ora giunto il momento di riproporvela. Non so perché questo momento sia giunto, ma è giunto.

Eremita di città, che frusti l’immaginazione e i nervi stanchi con un forte caffè o col tabacco, tu ignori l’eccitante più efficace, quello che solo sanno offrire le reali necessità e la buona salute.

Borís Leonídovič Pasternàk / Il dottor Živago

Piaciuta? Bene, ora vado a farmi la doccia, che tra meno di due ore vado dai lucani a fare qualche lavorino per il sito. Ottimo pomeriggio!

Prendi un Mac

Martedì, 22.08.2006 · ore 13.00 · ben 2 commenti!

Gita a Torino / Parte 2

Venerdì, 18.08.2006 · ore 12.33 · ben 4 commenti!

La prima parte, se l’hai persa, la puoi leggere cliccando qui »

* * *

In questa seconda parte del reportage vi parlerò del secondo ed ultimo giorno della nostra gita a Torino. La mattina è cominciata verso le 7.30-7.45 con la solita serie di sveglie una dopo l’altra. Da quella automatica fornita dall’albergo a quelle dei nostri cellulari, è stato tutto un trillo. Con moooolta calma ci siamo preparati ad uscire, dopo aver fatto la nostra colazione compresa nel prezzo.
Lungo la strada in cui si trova l’Hotel, ovvero Corso Vittorio Emanuele II, siamo incappati nello storico Caffè Platti, fondato nel 1875 (vedi foto poco più avanti), dove abbiamo potuto gustare un buon caffè. È giunta quindi l’ora di raggiungere il famoso Museo Egizio, secondo per importanza soltanto a quello del Cairo, museo che per un po’ si è schizzinosamente sottratto alle nostre ricerce (l’abbiamo poi trovato vicino a Palazzo Carignano).

Torino 19 / Caffè Platti

Torino 22 / Museo Egizio

Sopra un interno del Caffè Platti, sotto una scultura esposta al Museo Egizio di Torino.

Il museo, di impianto molto più tradizionale rispetto a quello del cinema (ovviamente), soffre un po’ per l’elevata decontestualizzazione delle opere esposte, anche se la sala delle statue, sfingi e sarcofagi è molto suggestiva con la sua illuminazione e i suoi specchi (vedi altra foto). Secondo il depliant del museo la scenografia e le luci di tale esposizione sono opera di Dante Ferretti, vincitore del Premio Oscar per le scenografie di The Aviator. Mah! A parte questi problemi, a me personalmente il museo è piaciuto ed interessato, si vedono opere veramente di pregio, ed è buffo constatare che (ad un occhio molto diverso da quello dei contemporanei all’opera) certe rappresentazioni e figure abbiano un aspetto veramente fumettoso!

Peccato solo che su 6500 opere esposte ce ne siano 26500 nei depositi! Chissà quante meraviglie celate ai visitatori per mancanza di spazi e, immagino, di fondi!

Visitato il museo, abbiamo pranzato in un altro locale storico non molto lontano, il Caffè San Carlo, nell’omonima piazza. Come passeggiata post prandiale abbiamo visitato le chiese di San Lorenzo ed il Duomo, oltre a girare per le vie ad ovest del Palazzo Reale. Poi abbiamo fatto merendina, in previsione anche del lungo viaggio di ritorno, sempre al Caffè Platti con il bicerìn ed una fetta di torta iper-cioccolatosa.

Torino 25 / San Lorenzo

Torino 27 / Villaggio olimpico

Sopra la cupola della chiesa di San Lorenzo, sotto il Villaggio Olimpico ed un pezzo del ponte che lo collega all’Oval Lingotto (foto dal treno).

Sul treno di ritorno, qualche foto al coloratissimo villaggio olimpico (vedi sopra) con l’annesso ponte con l’arco rosso sospeso che tante discussioni (tanto per cambiare) ha generato.

* * *

In definitiva sono stato veramente molto molto contento della nostra due giorni torinese, una bella città, che abbiamo visitato in tranquillità e silenzio (visto che non c’è proprio nessuno, tutti in ferie) e che mi riprometto di tornare prima o poi a visitare, magari passando per il famoso Valentino, che non abbiamo potuto vedere, prendendo anche la metropolitana, magari! ;)

* * *

fotoTante altre foto della mia gita a Torino, clicca qui » !!

Gita a Torino / Parte 1

Giovedì, 17.08.2006 · ore 10.28 · ben 3 commenti!

Il 12 e il 13 di questo mese (agosto) è saltata fuori una gita piuttosto improvvisata, ma che ha ottenuto notevole successo. Organizzata la sera prima della partenza in fretta e furia, ha portato me, Chiara ed Erika due giorni alla ventura in quel di Torino.

* * *

Il tutto è cominciato, come dicevo poc’anzi, il pomeriggio/sera dell’11 agosto, quando in una stranamente ordinata chat di gruppo su msn è sbucata (da Chiara, credo, ma dovrei consultare i registri) la proposta di passare due giorni a Torino. La proposta ha riscosso così tanto successo che siamo letteralmente partiti, il giorno dopo.

* * *

La giornata del 12 è cominciata alle ore 07.00, quando mi sono svegliato. Alle 07.10 ho telefonato ad Erika, come da accordi, per essere certo che si fosse svegliata ;) . Poi siamo andati a casa di Chiara dove abbiamo parcheggiato la punto blu scuro di Erika per salire su quella azzurro chiaro di Chiara (ovviamente). Insomma, accompaganti da «Foscolo» (il babbo di Chiara) in stazione abbiamo preso il regionale delle 09.28 per Torino.
Una volta arrivati, abbiamo lasciato il grosso degli zaini al Jolly (avere una dipendente tra noi è una gran bazza, altro che!) e ci siamo incamminati verso il centro città.

Boia che vuoto a Torino. ‘Sti vialoni immensi letteralmente spopolati! Peggio, molto peggio, che a Bologna, abbiamo concordato. Arrivati in Piazza Castello visitiamo, da fuori, Palazzo Madama e il Palazzo Reale. Nel primo caso non siamo entrati perché in ristrutturazione, nel secondo perché basta varcare il portone e vedere la tristezza del cortile interno per far passare la voglia di qualunque visita!

Palazzo Reale Mole Antonelliana al tramonto
A sinistra il Palazzo Reale, a destra la Mole Antonelliana vista al tramonto.

Dopo aver girottato un poco lì attorno, ci siamo precipitati alla Mole Antonelliana che, avendo già fatto capolino sopra ai palazzi uno o due volte, non poteva evidentemente attendere ancora! Sorbole che bella!!! L’ascensore è un’esperienza che vale da sola la visita. 85,24 m di dislivello per 59 secondi a viaggio, completamente sospesi nel vuoto in mezzo alla Mole! A metà corsa ti si sturano le orecchie.

Dopo aver visto il meraviglioso panorama dalla terrazza, siamo ridiscesi per visitare, questa volta, il Museo Nazionale del Cinema, sempre all’interno della Mole. Gran bel museo! Originale, divertente, interessante! Ma non adatto per chi soffre di vertigini. Come per l’ascensore, alcune parti del museo si sviluppano praticamente sospese nel nulla!

Finito il museo era già ora di mangiare (visto anche che Erika legge tutto, ma proprio tutto, quello che è scritto nei musei, hehe!). Così, girottando, ci siamo imbattuti in un ristorante pieno di nonni autoctoni, e quindi sinonimo di qualità. Effettivamente abbiamo mangiato bene e speso anche il giusto (nella media torinese, ovviamente).

Torino 16 / Grande Madre
La chiesa della Grande Madre di Dio e Ponte Vittorio Emanuele I.

Debitamente rimpinzati, con il tormentone del «gnogno, ci prendi il gelato??» abbiamo fatto la nostra promenade lungo Via Po fino a Piazza Vittorio Veneto, una delle piazze più grandi d’Europa, ma che per me uno dei parcheggi più grandi d’Europa. Visita e lunga chiacchierata sotto la chiesa della Grande Madre di Dio, e passeggiata nei Murazzi lungo il Po, pieno di bars e locali gggggiovani vari.

Poi nanna!!! Che stanchezza!

* * *

Domani, o comunque al più presto, la seconda ed ultima parte della cronaca! (Vai subito a leggerla, clicca qui »)

fotoIntanto guarda le foto di Torino sul mio Flickr, clicca qui » !!