Come si prenota un'aula
Oggi pomeriggio all’università noi studenti del corso di Tecnologie Web ci siamo incontrati per lavorare sul protocollo del progetto. Siccome saremo in una cinquantina, abbiamo innanzitutto provato a prenotare un’aula. La cosa non ha sortito nessun effetto, poiché abbiamo presto scoperto che agli studenti non è concesso prenotare aule disponibili senza un’autorizzazione esplicita, più che esplicita, scritta e tramandata del professore, magari innaffiata con qualche tangente ai bidelli.
Così, appurato che in ogni caso l’aula Tonelli al sesto piano di matematica era al momento libera, ci siamo colà diretti. Arrivati al piano grazie ad uno degli sgangherati e preistorici ascensori della ditta «Ceam» di Bologna, abbiamo trovato nell’aula alcuni sparuti studentelli di discipline matematiche che si facevano i capperi loro (in particolare stavano parlando di integrali doppi, mi pare). Come farli sloggiare? In teoria chi primo arriva meglio alloggia, e loro avevano perciò tutto il diritto di stare lì, quindi abbiamo dovuto applicare alcune raffinate tecniche persuasive. Per primo è entrato un «collega» (come odio questo termine!) il quale ha informato gli studentelli matematici che da lì a poco sarebbe iniziata una lezione. Gli studentelli impauriti e sconvolti da questa rivelazione mendace hanno cominciato a fare armi e bagagli. Il secondo passo è stato quello di entrare tutti quanti in massa nell’aula, mentre un altro «collega» dalle fattezze (non me ne voglia per questo) piuttosto somiglianti a quelle di un assistente di qualche professore, fingeva (con notevole successo) di impersonare un professore/assistente che si accingesse ad iniziare la lezione.
Come sono volati fuori i matematici! E non hanno più rimesso il naso dentro all’aula! Bisogna ammettere che l’imitazione del professore è venuta alla perfezione, tanto di cappello all’interprete della parte!
Ecco come ci siamo «prenotati» l’aula, quest’oggi.
Queste riunioni senza professori sono molto belle, si relaziona di più con i «colleghi». Normalmente vuoi per il numero elevato di persone, vuoi perché è il professore che calamita l’attenzione, non si fanno poi tantissime conoscenze ad un corso. Oltre ai «soliti noti», con gli altri a volte non si spiaccica nemmeno una parola!
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Rss
Commenti al post
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ehehhehe! ma che bravo!!! comunque è così che si fa… al diavolo la burocrazia del menga!!
ma il tipo che ha impersonato il prof è veramente mitico! questo non l’avevo mai pensato! ce ne vuole eh!!! ^_^
bravi bravi,
senti piuttosto.. quella foto era del sito delle focus dailies! io ho solo aggiunto il corollario di lente che esce dall’acqua, bimbo che si infilza un occhio, etc etc…
compris?
tu n’as pas compris?
cazzi tua!!! aahhahahahah!!!!
ciauz
ah, se solo avessi avuto dietro la telecamera…
ti ricorda nulla questa frase?
Comunque… cazzo! 50 persone per fare UN GRUPPO? Da noi con 2 gruppi scarsi di quella dimensione hai già raccolto tutto il nostro corso!!
ahahahah, che figata!
attenzione: stasera a minerbio si spargerà l’aviaria!!!
(tutta invidia perchè vorrei anche io un gelato, ma sono super malata) uff!