Stai visualizzando gli articoli di
maggio 2006 · (
Annulla)
Anche Google sa qual è la risposta alla domanda sulla vita, l’universo e tutto quanto. Come del resto lo sa chi ha letto la Guida galattica per gli autostoppisti di Adams (mia recensione qui). Basta che cerchiate «the answer to life, the universe, and everything» e la risposta apparirà fatale ed incontrovertibile:
Non è certo una novità, ma devo far girare la novella. Nuovo, sempre di google, è il servizio «trends», il quale mostra il grafico della frequenza delle ricerche nel tempo e in tutto il mondo di una coppia di parole. Esempio: Prodi vs. Berlusconi.
In questa strada (via Franchini ad Altedo) ci sono dei dossi in cui una C3 tocca ai 10 all’ora (e il limite imposto è 30 km/h). Mi sa che prima o poi mi incazzo.
Come al solito io leggo queste notizie da qualche parte, mi annoto il link per futura memoria, e poi mi scordo sia del link sia della fonte da cui il link stesso proviene. Questa volta non mi sono scordato del link, ma la fonte sì. Vabbè. Fatto sta che mi sono imbattuto in Snap (snap.com), un motore di ricerca che vuole offrire qualcosa di nuovo.
In breve, il sito mostra i risultati delle ricerche (effettuate in automatico su più motori di ricerca «tradizionali») in una finestra divisa a metà: a sinistra la lista delle pagine, a destra un’anteprima «dal vivo» del sito selezionato a sinistra. Ecco un’immagine esemplificativa:
Il sito si avvale delle tecnologie (il solito AJAX) che vanno tanto di moda al momento: suggerimenti in tempo reale mentre scrivete la chiave di ricerca nell’apposito campo, caricamento parziale delle pagine (viene caricata solo la porzione della pagina che deve essere modificata, non tutta la pagina ogni volta), navigazione nei risultati anche senza l’uso del mouse bensì con la sola tastiera.
Pur nella sua complessità il sito funziona con una velocità più che rispettabile ed è piacevole da usare, anche se siamo ancora in una fase pre-lancio (il concorso per l’idea di marketing migliore chiude il 29 giugno) e non tutte le funzioni sono attive.
Vale la pena di farci un giro, e magari usarlo anche, qualche volta. Il link: snap.com.
You Belong in London
|

You belong in London, but you belong in many cities… Hong Kong, San Francisco, Sidney. You fit in almost anywhere.
And London is diverse and international enough to satisfy many of your tastes. From curry to Shakespeare, London (almost) has it all!
|
Pare che la città europea che mi si addica di più sia Londra… Non ci sono mai stato, ma per «sentito dire» ha effettivamente alcune caratteristiche che mi ispirano, ma molte altre che non amo particolarmente. E poi non mi è mai stata «simpatica» come città, mi disturba un po’!
A parte questo, oggi con lo sciopero dei bus ed altre cose sono finalmente riuscito a sfuggire al laboratorio per un giorno! Miracolo! Stavamo veramente facendo i sughi là dentro! È un forno! Ieri abbiamo scoperto, tra le altre cose, che uno studente che era stato in laboratorio il giorno prima gli è venuta la varicella (a 2x anni!). Ottimo! Io comunque l’ho già avuta da piccolo, quindi sono a posto!
C’è stata un po’ di maretta appena ricevuta la notizia.
Tra le altre cose di questa settimana (oltre alla giornata più alcolica che abbia mai vissuto per festeggiare la fine delle lezioni), molte delle quali non vi riferirò di proposito, c’è da segnalare l’uscita del nuovo MacBook della Apple. Vedi foto.
Mi sto preparando psicologicamente per l’esborso. Con qualche bazza dovrei riuscire a pagarlo un po’ di meno (e nel caso dovrò purtroppo ringraziare il governo Berlusconi), al livello di prezzo dell’iBook G4 prima che uscisse il MacBook. Se riuscirò nell’intento di acquistarlo mi vedrete su msn con la webcam (è quel quadratino nero sopra il monitor).
Ottima giornata.
Noi bolognesi stiamo diventando troppi fighétti (con la e aperta alla milanese). Comincio ad invidiare i ferraresi.
Giancarlo De Cataldo / Romanzo Criminale
Il libro racconta le vicende della cosiddetta Banda della Magliana, un’organizzazione per delinquere che ha operato a Roma dalla fine degli anni settanta e per tutti gli anni ottanta. Seppur in versione romanzata il libro rimane aderente ai fatti accaduti, permettendosi solo di modificare i nomi dei protagonisti, e ci racconta un lato terribile dell’Italia, con una banda legata idealmente alla destra, ma che ha strani legami con Cosa Nostra, i Servizi Segreti, la Loggia P2, e che si ritrova collegata a molti episodi luttuosi del nostro paese, tra cui anche la bomba alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980.
De Cataldo, che è Giudice presso la Corte d’Assise, non solo non è all’oscuro di come funzionava (e funziona?) la giustizia nel nostro paese, ma dimostra anche le doti di un abile narratore. Alle minuzionse analisi dei movimenti giudiziari e delle forze dell’ordine (poco) impegnate a risolvere il problema della Banda della Magliana, si aggiunge la capacità di raccontare in profondità la psicologia dei protagonisti e le intricatissime vicende ed attività della Banda. Il tutto con una scorrevolezza e una fluidità davvero invidiabile.
Se vorrete leggere questo romanzone sulla nostra Italia, vi raccomando solo di stare molto attenti nel cercare l’indice in fondo al volume: il romanzo è già costruito come un film (che effettivamente è stato girato con la regia di Michele Placido), uno di quei film hollywoodiani sui gangaster e sulla mafia, e perciò alla fine ci sono i «titoli di coda» con i «come è andata a finire». Benché la storia della Banda sia nota, non leggetevi questa ultima pagina e mezza, se no vi perdete tutto il gusto.
Anno: 2002
Pagine: 628
Editore: Einaudi
ISBN: 88-06-16096-6
Ora sto leggendo: Philip K. Dick, La penultima verità.
In coda di lettura: Sandrone Dazieri, La cura del gorilla.
Prima non ne ho il tempo, poi non ne ho voglia, poi quando ne ho voglia è TopHost che non ha voglia di funzionare (problema tecnico risolto) e non riesco a postare. Mah!
Oggi sono andato nella ridente località di Bagnarola (frazione di Budrio, Bo) a vedere il passaggio del Giro d’Italia. È stato un bel giro in bici, si stava molto bene. E poi avrò fatto poco meno di una trentina di kilometri, non è certo una distanza colossale. Da questa posizione ho guardato il passaggio dei concorrenti. Mi sono divertito, anche se non è questa gran cosa.
Sotto una foto che ho scattato mentre mi sfrecciavano davanti, in pianura non è che ci sia molto da vedere di una gara ciclistica.
Altre foto, come al solito, sono su Flickr, clicca qui.
La moglie a letto e lui a fare le gaussiane.
Oggi pomeriggio all’università noi studenti del corso di Tecnologie Web ci siamo incontrati per lavorare sul protocollo del progetto. Siccome saremo in una cinquantina, abbiamo innanzitutto provato a prenotare un’aula. La cosa non ha sortito nessun effetto, poiché abbiamo presto scoperto che agli studenti non è concesso prenotare aule disponibili senza un’autorizzazione esplicita, più che esplicita, scritta e tramandata del professore, magari innaffiata con qualche tangente ai bidelli.
Così, appurato che in ogni caso l’aula Tonelli al sesto piano di matematica era al momento libera, ci siamo colà diretti. Arrivati al piano grazie ad uno degli sgangherati e preistorici ascensori della ditta «Ceam» di Bologna, abbiamo trovato nell’aula alcuni sparuti studentelli di discipline matematiche che si facevano i capperi loro (in particolare stavano parlando di integrali doppi, mi pare). Come farli sloggiare? In teoria chi primo arriva meglio alloggia, e loro avevano perciò tutto il diritto di stare lì, quindi abbiamo dovuto applicare alcune raffinate tecniche persuasive. Per primo è entrato un «collega» (come odio questo termine!) il quale ha informato gli studentelli matematici che da lì a poco sarebbe iniziata una lezione. Gli studentelli impauriti e sconvolti da questa rivelazione mendace hanno cominciato a fare armi e bagagli. Il secondo passo è stato quello di entrare tutti quanti in massa nell’aula, mentre un altro «collega» dalle fattezze (non me ne voglia per questo) piuttosto somiglianti a quelle di un assistente di qualche professore, fingeva (con notevole successo) di impersonare un professore/assistente che si accingesse ad iniziare la lezione.
Come sono volati fuori i matematici! E non hanno più rimesso il naso dentro all’aula! Bisogna ammettere che l’imitazione del professore è venuta alla perfezione, tanto di cappello all’interprete della parte!
Ecco come ci siamo «prenotati» l’aula, quest’oggi.
Queste riunioni senza professori sono molto belle, si relaziona di più con i «colleghi». Normalmente vuoi per il numero elevato di persone, vuoi perché è il professore che calamita l’attenzione, non si fanno poi tantissime conoscenze ad un corso. Oltre ai «soliti noti», con gli altri a volte non si spiaccica nemmeno una parola!
Scusate se il silenzio si protrae, ma ultimamente sono parecchio impegnato all’università. Inoltre ho anche aggiornato il computer (sono passato dalla Ubuntu 5.10 alla Fedora Core 5), colgo perciò l’occasione per comunicare a Palmi che il dvd della Fedora che mi ha fatto a «cucci e spintoni» ha funzionato.
Per rendermi divertente la settimana appena passata si è impegnata anche l’Università, la quale mi ha inviato a casa una lettera per chiedermi se le donavo il cinque per mille. Ma non dovrebbe essere lo stato a finanziare l’università? In ogni caso io non faccio ancora il 730 nè il 740, e i miei il loro lo hanno già consegnato debitamente compilato (con il cinque per mille al Comune di Minerbio che lo userà per le scuole).
Poi boh, ci risentiamo più avanti!