Giancarlo De Cataldo / Romanzo Criminale
Il libro racconta le vicende della cosiddetta Banda della Magliana, un’organizzazione per delinquere che ha operato a Roma dalla fine degli anni settanta e per tutti gli anni ottanta. Seppur in versione romanzata il libro rimane aderente ai fatti accaduti, permettendosi solo di modificare i nomi dei protagonisti, e ci racconta un lato terribile dell’Italia, con una banda legata idealmente alla destra, ma che ha strani legami con Cosa Nostra, i Servizi Segreti, la Loggia P2, e che si ritrova collegata a molti episodi luttuosi del nostro paese, tra cui anche la bomba alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980.
De Cataldo, che è Giudice presso la Corte d’Assise, non solo non è all’oscuro di come funzionava (e funziona?) la giustizia nel nostro paese, ma dimostra anche le doti di un abile narratore. Alle minuzionse analisi dei movimenti giudiziari e delle forze dell’ordine (poco) impegnate a risolvere il problema della Banda della Magliana, si aggiunge la capacità di raccontare in profondità la psicologia dei protagonisti e le intricatissime vicende ed attività della Banda. Il tutto con una scorrevolezza e una fluidità davvero invidiabile.
Se vorrete leggere questo romanzone sulla nostra Italia, vi raccomando solo di stare molto attenti nel cercare l’indice in fondo al volume: il romanzo è già costruito come un film (che effettivamente è stato girato con la regia di Michele Placido), uno di quei film hollywoodiani sui gangaster e sulla mafia, e perciò alla fine ci sono i «titoli di coda» con i «come è andata a finire». Benché la storia della Banda sia nota, non leggetevi questa ultima pagina e mezza, se no vi perdete tutto il gusto.
Anno: 2002
Pagine: 628
Editore: Einaudi
ISBN: 88-06-16096-6
Ora sto leggendo: Philip K. Dick, La penultima verità.
In coda di lettura: Sandrone Dazieri, La cura del gorilla.