Ieri sera in piazza Maggiore a Bologna si è tenuta una festa per la vittoria del centro-sinistra (e che Berlusconi dica quello che vuole, il suo riconteggio non cambierà le carte in tavola – si spera vivamente) alle elezioni del 9 e 10 aprile scorsi. È intervenuto Romano Prodi che ha voluto rendere omaggio alla sua città natale il prima possibile.
All’inizio dell’evento che ha riempito abbondantemente tutta la piazza ho fatto un giro per scattare alcune foto, tra le quali quella che vi propongo qui sotto. Be’, insomma… le facce che si vedevano in giro non erano proprio entusiaste… la delusione per questa vittoria sul filo di lana c’è, e non poca. Tuttavia prima Vito, poi i gemelli Ruggeri, poi un’altra signora comica very boulgnaise (e dalla voce un po’ troppo squillante) hanno tirato un po’ su l’umore della piazza, fino al momento del discorso di Prodi, iniziato all’incirca alle 21.30.
Nel suo discorso Prodi ha ribadito che la vittoria alle elezioni è nostra (sì, insomma, sua) e che non ci sarà nessun desiderio di vendetta nei confronti di Berlusconi: «con lui la peggior vendetta è applicare le regole che si applicano a ogni comune cittadino visto che è abituato a vivere al di sopra delle regole». Poi i soliti discorsi: governerà per tutti i cittadini che l’abbiano votato o meno, riunificherermo il paese, ecc… ecc… Infine rilancia fortemente la nascita di un partito democratico. Ammetto di aver sventolato poco la bandiera in quel momento, quello del partito democratico è una cosa su cui c’è ancora da discutere e mi puzza un po’ da imbroglio. Ma questa è un’altra storia.
Ah, mi stavo dimenticando della foto! Quella grande raffigura Piazza Maggiore gremita di gente (dietro c’è San Petronio), quella piccolina Romano Prodi che parla dal palco (è piccolina così perché dalla distanza a cui ero di più e di meglio non è venuto).
Nella foto grande, tra l’altro, si può vedere una signor(a|ina) che scrive con il portatile. Sbirciando con molta nonchalance alle sue spalle ho potuto leggere quello che aveva scritto, e l’incipit era quello tipico delle agenzie di stampa «BOLOGNA – 12 Aprile 2006 – …». Si stava apprestando ad inviare lo scritto con la Vodafone Connect Card. Bene, chiusa la parentesi dell’informatico.
Per motivi organizzativi purtroppo la festa è finita molto presto, dopo il discorso di Prodi c’è stato appena il tempo per quattro o cinque canzoni, e poi tutti a casa. Comunque tra una cosa e l’altra (incontri, saluti e battute con mezzo mondo più o meno) c’è voluta un’ora e mezza per arrivare alla macchina in Montagnola! È incredibile come ti guardino tutti quando hai una bandiera (anche non dispiegata, ma ripiegata) in mano. Abbiamo fatto via Zamboni e ogni cinque metri qualcuno ti diceva qualcosa: «ciao compagni!», «mi sa che voi non avete votato Berlusconi», «evviva!» eccetera.
Ho scoperto anche che a qualcuno piace la crêpe con il patè di olive… vabbè i gusti son gusti, ma comunque trovare posti che l’hanno a disposizione mi sa che sia un’impresa titanica.