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Ci sto lavorando

martedì, 28.02.2006 · ore 11.50 · ben 2 commenti!

Sto lavorando affinché quest’area torni al suo uso «ufficiale», ora che le olimpiadi invernali sono terminate! Buon lavoro a me!

Bisogna che mi ricordi anche di pagare Tophost, se no il 25 marzo mi chiudono il sito ;-) !!

Schifo & 4400

martedì, 28.02.2006 · ore 11.40 · 1 commentino

Certe cose che succedono (e una è questa, ma ce ne sono anche molte altre) mi fanno così schifo che non riesco proprio a parlarne. Magari parto con l’idea di mettere giù due righe, apro la mia bella pagina di scrittura, batto due o tre parole, poi lo schifo sale ancora e passo ad un altro sito. È già successo tante volte. Piuttosto che buttarmi in discussioni veramente penose (come quelle presenti sempre al link sopra), preferisco di gran lunga stare zitto, perché tanto su certi argomenti è completamente inutile parlare. Ma poi me ne pento, lo so.

* * *

Cambiando completamente argomento, ieri sera ho guardato su Rai Due 4400, la prima puntata di un serial tv prodotto da Francis Ford Coppola. Ebbene sì, ogni tanto mi abbasso anche io a guardare certe cose. Galeotta fu la recensione su Internazionale, che ne parlava bene. In effetti è un po’ di più del solito telefilm americano fanta-paranormale. Oltre ad un ritmo ritmato, un mistero misterioso, e a effetti effettosi, infatti, si lavora anche sulle tematiche del reinserimento e dell’accettazione da parte della società di individui diversi. Insomma, mi è piaciuto!
Ma, prima di andare avanti, è il caso di parlare vagamente della trama, o no? In pratica è così: negli anni che vanno dal 1940 circa al 2001, vengono rapite misteriosamente 4400 persone, che ricompaiono tutte assieme e tutte nello stesso posto nel 2005. Da qui si dipanano le storie di ognuno di loro, alla ricerca di parenti sperduti o meno sperduti. Ma il problema è che ad ognuno di loro è stato «donato un dono», di cui non tarderanno a rendersi conto, e che causerà loro non pochi problemi nella «società».
Visto le premesse strappalacrime, uno potrebbe avere un po’ di timore. Il rischio è quello di cadere troppo nel sentimentale, ed invece, miracolosamente, l’argomento sentimentale è sì analizzato, ma senza ricadere nel troppo e nel polpettone.

In America, come si evince anche dal sito ufficiale della serie che ho linkato, sono alla terza stagione. Qui da noi la Rai ha trasmesso ieri la prima puntata, poi alla fine ha pubblicizzato la seconda puntata dicendo «domani la fine». Come la fine? Cosa? E le altre puntate? Spero di aver sentito male.
Comunque la Rai si dimostra sempre una «gran furbona». Ha iniziato una serie potenzialmente molto popolare (almeno, all’estero va alla grande) in contemporanea con San Remo! Chi li capisce è bravo!
Stasera in prima serata, comunque, la seconda puntata (l’ultima visto quello che ci dice mamma Rai?).

Vedi cosa ne pensano gli italiani, con Technorati. Clicca qui.

Aggiornamento! Leggo che le puntate della prima serie sono 6, e che la Rai le ha accorpate in 2. Ora è più chiaro.

Groviglio

lunedì, 27.02.2006 · ore 11.17 · 1 commentino
ferrovia

Scusatemi se ultimamente sono un po’ monotematico, ma tutti questi incroci sono particolari, mi piacevano! È lo scalo ferroviario di San Donato, a Bologna. Versione notturna qui.

Il medagliere

domenica, 26.02.2006 · ore 18.30 · Commenti disabilitati

5 oro, 6 bronzi

Nel medagliere siamo alla posizione: 9

 

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Occidente forza di civiltà??

sabato, 25.02.2006 · ore 16.57 · ben 2 commenti!

Il nostro Presidente del Senato Marcello Pera, insieme ai ministri Allemanno, Buttiglione e Giovanardi, ed ad altri esponenti più o meno conosciuti del nostro paese, sono i promotori di una iniziativa chiamata «Per l’occidente – forza di civiltà». A parte che dire che l’occidente è forza di civiltà è opinabile anche dal punto di vista storico (al massimo questa dicitura si potrebbe applicare agli ultimi cinquant’anni, se non fosse che tutte le ombre presenti anche su questi ultimi lascino molti dubbi), il sito dell’iniziativa è una accozzaglia incredibile di paure: dell’altro, di noi stessi, del progresso e di non so bene nemmeno io cosa.

La voce dell’appello che viene lanciato all’«occidente» più significativa per «noi occidentali» (oppure per me che sono malizioso) è quello sulla religione:

Siamo impegnati a riconfermare la distinzione fra Stato e Chiesa, senza cedere al tentativo laicista di relegare la dimensione religiosa solamente nella sfera del privato.

Della serie: tutto e il contrario di tutto. La religione deve essere pubblicizzata (uscire dal privato, come dice il testo), soprattutto (o forse è meglio dire soltanto?) se è quella cattolica romana (ma questa è una mia illazione, o no?). Ma questo non è mettersi alla pari dei «fondamentalisti» che questa iniziativa vuole combattere? In fondo i fondamentalisti di cui parlano loro alla base hanno la pubblicità della loro religione, ed il tentativo di inserirla a forza nella società. Farla uscire dal privato, non è inserirla a forza (di chi la fa uscire) nella società?

Interessante anche la parte relativa all’integrazione, che possiamo anche leggere immigrazione:

Siamo impegnati a promuovere l’integrazione degli immigrati in nome della condivisione dei valori e dei princìpi della nostra Costituzione, senza più accettare che il diritto delle comunità prevalga su quello degli individui che le compongono.

Il che vuol dire che l’immigrato deve perdere tutte le sue relazioni con la comunità da cui proviene? Hahaha! Irrealista, ma soprattutto poco corretto. Forse gli immigrati italiani all’estero non sono rimasti uniti in comunità? Ma sicuramente sarò io che non capisco ed interpreto male. Ed in effetti la voce è aprecchio fumosa e contraddittoria. Anche qui si dice tutto ed il suo contrario.

Insomma, guardate un po’ cosa ci aspetta sul sito dell’iniziativa: www.perloccidente.it, ed inorridite.

Mi ha notevolmente rattristato vedere Pupi Avati tra i primi promotori. Lo conoscevo solo attraverso i suoi film, e credevo che fosse una persona abbastanza intelligente da rimanere fuori da questi distruttivi giochini religiosi.

 

Non ci riesco

sabato, 25.02.2006 · ore 15.59 · ben 3 commenti!

Volevo farvi una sorpresa (??), ma come immaginavo non riesco a tenere il segreto fino alla fine, e qualcosa devo lasciar trapelare. Siccome questa volta sarà «di più» rispetto al passato, volevo prepararvi per evitare futuri shock.

Innanzitutto il soggetto del discorso: sto lavorando per un nuovo aspetto da dare a questo blog. Strano! Però, come dicevo prima questa volta è «di più». È di più di un semplice cambio grafico. Ho deciso, infatti, di abbandonare almeno in parte il paradigma classico del blog, che è composto da una sezione principale contente un elenco di post (solitamente 10) ed una barra laterale con archivi, categorie (le cose principali) e tanti altri ammenicoli vari.

La versione (la terza) che sto realizzando prevederà due menu principali: uno con i link al sito principale, alla galleria fotografica e a queste cose così, l’altro con i link relativi al blog stesso, ovvero all’archivio, alle categorie, ai links ecc… I post presenti nella prima pagina saranno pochi (in un numero ancora da definire) e saranno seguiti da una sezione contenente varie cose, fra cui un elenco ordinato e molto chiaro dei post un po’ più vecchi dei pochi presenti nella pagina, cosicché si possa avere una visione rapida e comoda di cosa è successo sul blog negli ultimi tempi. Per finire ci saranno quelle «cose» che per qualche tempo si sono chiamate «side notes», presentate in maniera un po’ più organica. La barra laterale, almeno nella home page, sarà praticamente abolita, mentre nelle pagine di archivio e similari conterrà strumenti utili alla navigazione di quella determinata area. Ed ora, così per introdurre, vi mostro quello che sarà il nuovo «logo», dalle tonalità adatte alla stagione primaverile verso cui ci stiamo dirigendo.

 

Come si potrà notare, ritornano le torri che hanno ornato anche l’ultima grafica su iobloggo. Son sempre quelle, le ho copiate ed incollate da quella grafica, e un po’ spostate come ordine. Ah, il logo è proprio quello di sopra: non fa parte di una grafica più ampia. Non è inserita in una barra del titolo, e neppure si tratta di un particolare del risultato finale.

Il risultato finale sarà presentato… boh, ovviamente non lo so! Quello che posso dire è che sto cercando di fare le cose più lentamente possibile, in modo da curarle sino in fondo (limitatamente alle mie capacità, ovviamente), ed evitare di lasciare delle cose buttate lì all’ultimo minuto e che poi so che non mi piaceranno nè subito nè dopo. Perché sino ad ora, con poche eccezioni, è sempre stato così!

Non sarà troppo?

venerdì, 24.02.2006 · ore 10.22 · 1 commentino

Nel video che vi propongo, si vede un prototipo giapponese di treno a lievitazione magnetica. Per essere un prototipo mi sembra già in fase piuttosto avanzata, fatto sta che raggiunge, come si vede, i 500 km/h in regolare servizio con passeggeri a bordo.

Fa un meraviglioso rumore, ma è proprio necessario un treno così? Uno non si rende conto nemmeno di essersi spostato facendo un viaggio di questo genere. Sì, lo so, son sempre le stesse obiezioni, e non si può fermare il progresso e bla bla bla. Anche perché ammetto che lo prenderei pure io.
Questi treni a lievitazione magnetica vengono anche chiamati Maglev (fantasia!) ed, effettivamente, potrebbero competere realmente con il trasporto aereo, rispetto a cui sarebbero (pare) meno dispendiosi in termini di energia (vi rimando al link sopra, che punta alla Wikipedia, per approfondimenti). Ma a che prezzo ecologico per quanto riguarda le infrastrutture (gallerie, viadotti, ecc…)?
Notevole comunque l’accelerazione, i numerini vanno su ad una velocità paurosa! (Avete appena letto una definizione rigorosissima di che cosa sia l’accelerazione).

P.S.: più tardi provo fare un video della pazza accelerazione del 93, così possiamo fare un confronto! ;-)

Così ha cominciato il professore che ho incontrato per la prima volta oggi. Per l’esattezza ha detto: «benvenuti all’esame più difficile, complicato e stancante di tutto il corso di informatica». Beeeneeee!!! Poi ha proseguito con «però quando lo passerete, cioè circa nel 2008-2009, avrete una porta aperta nel mondo del lavoro». Cielo! I sali!!! Comunque il corso che ho iniziato oggi si chiama tecnologie web, e si prospetta molto molto succoso ed interessante. Si parlerà di tante cose, fra cui di alcune tecnologie che si stanno pian piano (ma mica poi tanto) imponendo nel mondo informatico e più precisamente del web: ajax, xml vari, linguaggi di markup a caso. Cosa molto strana: il docente per prima cosa ha presentato il progetto che dovremmo realizzare! Mai successo!! Incredibile!!! Solitamente il progetto si veniva a scoprire verso la fine dei corsi, così potevi star certo che non saresti riuscito a finirli per la successiva sessione di esami. Veramente incredibile questa cosa.

Che tristezza finire alle 19 la lezione però! Anche se oggi abbiamo finito un po’ prima, scendere dal 7° piano del Dipartimento di Matematica (oltre ad avere l’idea di non riuscire ad arrivare mai al piano terra) con le luci di un piano sì ed uno no già spente fa venire una gran tristezza!

In corriera ero seduto accanto ad una cinna che per i 35/40 minuti del viaggio non ha smesso un secondo di guardare il cellulare! Per alcuni minuti ha continuato a fissarlo anche dopo che si era spenta la retroilluminazione! E non era nemmeno un cellulare tanto nuovo da dire «che bello, che bello!» e mangiarselo con gli occhi per tutto il viaggio! A peggiorare la situazione, il finestrino che avevo accanto era così coperto di suglio all’esterno che mi toccava per forza guardare dentro, e sta cinna lì accanto mi urtava parecchio!

Vabbè, basta lì. 

Creatures Docking Station

martedì, 21.02.2006 · ore 19.32 · ben 5 commenti!

Continuo con questo post la serie (iniziata qui) dei giochi gratuiti disponibili online. Questa volta vi parlo di Docking Station (link) un gioco concepito come una entità doppia: un gioco a sè stante gratuito, e come una espansione di Creatures 3 (che invece è a pagamento).

 

Spiegare in cosa consiste il gioco mi risulta un po’ faticoso. Diciamo che tutti i titoli della serie Creatures permettono di far nascere, crescere e vivere delle «creaturine» chiamate norn (ma non solo). Ogni norn possiede un corredo genetico che ne stabilisce aspetto e comportamento, corredo che nelle varie generazioni di norn (la cui vita dura qualche ora di gioco) si modifica naturalmente, rendendo ogni creatura differente dalle altre. I norn apprendono durante la loro vita a parlare e a fare tante cose, e possono diventare anche cattivi! Tuo compito è far si che la loro vita sia il più possibile bella.

Un tamagochi abbellito? Molto di più, visto che il gioco è uno dei primi tentativi di creare organismi di «vita artificiale», a partire dalla genetica fino ad arrivare alla biochimica avanzata e alle reti neurali. Grazie alla sua complessità, il gioco può «deviare» dalle idee di partenza, e modificarsi in modi assolutamente nuovi.

Tralasciando questi aspetti più complicati, far vivere i norn e farli accoppiare per vedere quali incroci saltano fuori è divertente ed istruttivo. Le funzionalità di connessione alla rete di Docking Station permettono di scambiare creature in tutto il mondo e di chattare con altri utenti per scambiarsi informazioni. Per giocare con Docking Station è sufficente scaricare il gioco, ed iscriversi gratuitamente al sito. Come ho già detto, non è necessario aver acquistato Creatures 3. Il gioco è per windows e linux.

Può sembrare complesso, ed in effetti un po’ lo è. La cosa migliore da fare è leggersi la guida rapida sul sito ufficiale, e cominciare a giocare. Poi, per approfondire, si possono scaricare i manuali ufficiali, o curiosare in alcuni siti dedicati, che ora vi linko.

Per concludere: la grafica è bella, la giocabilità buona, e la vita del gioco pressoché infinita!

PS: questo, fra parentesi, è il primo post che creo con Flock, prima o poi ve ne parlerò! 

Torino 2006 / Me lo immaginavo

martedì, 21.02.2006 · ore 11.23 · 1 commentino

Logo TorinoQuando è iniziato tutto quanto, già sapevo che non avrei resistito sino alla fine! Infatti, dopo una settimana, mi sono già stancato di seguire le gare. Come volevasi dimostrare. Faccio sempre così, in misura maggiore o minore. In misura minore per quanto riguarda, ad esempio, il Giro d’Italia (riesco a seguire di più); in misura maggiore per il Tour de France (quando ho voglia di seguirlo, cioè all’inizio, ci sono delle interminabili tappe in pianura che mi fanno passare la voglia anche più velocemente del solito).
Se mi tornerà la voglia di guardare qualcosa (il che è, comunque, probabile), ne parlerò senz’altro in queste pagine. In caso contrario… be’, non stupitevi!

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torino olipiadi prota nuova

La stazione di Torino Porta Nuova con i cerchi olimpici proiettati sopra.
(Foto: kikkio)

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