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dicembre 2005 · (
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È la terza volta che attacco a scrivere questo post e poi mi fermo dopo poche parole, distratto da mio padre che deve leggere la posta elettronica, io che devo rispondere al telefono, ecc… Due scatole!
Stavo cercando di scrivere che in una delle interviste del programma di Fabio Fazio su Rai Tre, credo si trattasse di quella con Edoardo Sanguineti, ma non ne sono certo, l’intervistato ha affermato che secondo lui il capodanno è la festa più bella dell’anno. Questa sua convinzione va contro quella di molte persone, le quali ritengono che capodanno sia una delle feste più noiose. Io, invece concordo con il pensiero dell’intervistato di Fazio, e con la sua spiegazione. Secondo lui, infatti, il capodanno è più bello delle altre feste perché è l’unica festività che accomuna tutto il mondo, tutti i popoli, tutte le culture e tutte (sic) le religioni. Pur svolgendosi in date diverse e secondo diverse modalità, infatti, il capodanno è l’unica festa di tutto il mondo. Poi se qualcuno si annoia è perché va a certe feste o vuol divertirsi a tutti i costi. Una cosa semplice e senza tante aspettative spesso ottiene risultati migliori che la ricerca del divertimento «diverso» e «superiore» a tutti i costi.
Detto questo (il mio neurone si sta avvicinando pericolosamente al punto di risonanza), auguro a tutti un ottimo 2006! Ottima serata!
PS: va di moda, in questo periodo dell’anno, scrivere post sui propositi per l’anno nuovo. Anche io li faccio i propositi, ma non li scrivo di certo qui (e se è per questo non li dico neanche in giro). Argomento chiuso.

Sì, purtroppo è venuto anche il mio turno!! Non sarebbe poi un gran danno, se non fosse che i cinni cominciano a darmi del «lei», e questo mi fa notevolmente incazzare, anche perché il «lei» mi è sempre stato sui maroni. Ma come sono scurrile il giorno della mia festa!! Sigh, nessuno è perfetto!
PS: la candelina singola sta per il mio neurone singolo che mi trovo in testa.
Avviso che sto per provvedere all’aggiornamento di WordPress, il «motore» che gestisce questo blog, alla nuova versione 2.0 al posto dell’attuale 1.5.2.
Non dovrebbero esserci molte differenze per voi visitatori, le modifiche si sono concentrate essenzialmente nella parte di amministrazione, tuttavia la nuova versione dovrebbe ottimizzare le performances generali del blog.
A causa dell’aggiornamento, potrebbero verificarsi temporanei malfunzionamenti.
Aggiornamento. (ore 14.42) L’aggiornamento alla versione 2.0 pare sia riuscito. Problemi zero, incredibile!
Aggiornamento 2. (ore 15.36) Ora è possibile inserire una emoticon nel commento semplicemente cliccando sull’elenco che appare prima del box di digitazione del testo. Sarà «appesa» alla fine del testo che avete scritto sino a quel momento. Detto questo me ne torno a studiare.
La giornata di S. Stefano è dedicata al pranzo con i parenti di parte materna, in quel di Sasso Marconi, paesino della non-tanto-amena vallata percorsa sia dall’autostrada del sole che dalla ferrovia direttissima (ed eccessivamente urbanizzata, per dirla tutta).
La partenza è stata molto trepidante. Solitamente, infatti, la compagnia è scarsa ed il cibo peggio. Gli anni scorsi sono stati un tripudio (senza gioia) di tortellini scotti e di carne dura ed insipida. Si potrà quindi capire facilmente la nostra abbondante voglia di partire per quei lidi. Insomma, quest’anno ci è andata fatta abbastanza bene: i tortellini erano stati fatti con il ripieno acquistato alla Coop (mia nonna evidentemente si era rotta di farlo da se, e il ripieno della Coop non è niente male…), quindi almeno di qualcosa sapevano. Anche la cottura è stata fatta un po’ meglio, quindi di tortellini se ne sono mangiate agevolmente due scodelle! (Strano!) La carne non era insipida come al solito, e soprattutto non era quell’inutile arista che andava tanto di moda negli anni passati fra mia zia e mia nonna (che fanno comunella culinaria, visto che non «sono buone» nessuna delle due). Ho così gustato un buon arrostino di maiale (che far diventare cattivo il maiale ci vuole della scienza, visto che è una carne piuttosto resistente alle cattive cucine), e qualche preparazione agrodolce di mia zia (che è sempre molto barocca in cucina).
Le patate «fritte» (metto tra virgolette perché dire fritte è un sopravvalutare clamorosamente il tipo di cottura che subiscono), invece, erano «tristi» come al solito, unte bisunte e trisunte, solo che per non fare un torto ho dovuto prenderle due volte. 
Il cugino Ale, invece, si è dimostrato piuttosto bravino con i dolci, meriterebbe di lavorare in una pasticceria. Certo che vista la sua circonferenza panciale era da dirsi che fosse uno abiutato a mangiare bene (mi è giunta voce che faccia vere e proprie gare culinarie con i suoi amici – tremo io per le sue coronarie).
Stranissimamentissimamente non si sono messi a discutere di politica, così non hanno litigato!! Sigh!
Spero in un prossimo sfavillante incontro familiare!!
Questo blog approfitta della congiuntura del calendario per augurare a tutti i suoi 4 lettori Buon Natale!!
Per festeggiare insieme questa occorrenza, per chi ci crede, ovviamente, vi mostro qui sotto la decorazione natalizia più bella che abbia mai visto
. Appartiene ad una casa privata, e non è di una palestra. Ancora Buon Natale.
Qualcuno ha trovato strane somiglianze fra il sito di
Letizia Moratti candidata Sindaco di Milano, www.mettiamociincomune.it,
e il sito personale di un essere, www.subtraction.com.
Voi che ne dite, cosa vi pare più somigliante fra i due siti?
Certo che la Moratti ha proprio un sito terribile! Non ho mai visto un sito così tetro, triste ed anche tristo!
L’industria informatica sta immettendo sul mercato i primi prodotti che integrano le cosiddette tecnologie di Trusted Computing (TC), «un insieme di componenti hardware-software e di specifiche che dovrebbero rendere i computer di prossima generazione più “sicuri”». Ma questo è quello che ci spacciano le case produttrici. In realtà, la paura è che questi sistemi di TC possano impedire agli utenti di effettuare alcune operazioni con il loro hardware: dall’esecuzione di alcuni software alle limitazioni nell’uso e nell’ascolto di brani musicali c’è tutta una gamma di azioni che potrebbero essere limitate o controllate dai dispositivi di TC, con la conseguenza di mettere nelle mani dei «controllori» di tali dispositivi di «sicurezza» un grande potere economico e non solo.
Alcuni possibili effetti derivanti dall’introduzione dei TC (da Wikipedia):
- Gli utenti non possono cambiare software. Potrebbe essere impossibile leggere o modificare file creati con un programma con un altro programma.
- Gli utenti non hanno il controllo delle informazioni che ricevono. Limitazioni di qualsiasi tipo nell’ascolto o nell’utilizzo di file musicali (si potrebbe anche limitare il numero di esecuzioni al giorno o il volume di ascolto, giusto per fare qualche esempio), o di qualsiasi file in generale.
- Gli utenti non hanno il controllo dei propri dati. «Se un utente aggiorna il proprio computer, il sealed storage potrebbe impedirgli di spostare i suoi file musicali nel nuovo computer. Potrebbe anche imporre l’uso di software spia, in modo che i file musicali vengono abilitati soltanto ad utenti i cui pc sono in grado di avvisare l’artista o la casa discografica ogni volta che la canzone viene riprodotta su quel pc.»
- Perdita dell’anonimato su Internet.
Questi sono solo alcuni esempi, nelle pagine linkate c’è molto da leggere e pensare. Letture che vi consiglio caldamente per sapere a cosa stiamo andando incontro.
Non capisco perché Philips sembra che faccia di tutto per non vendere in Europa i suoi meravigliosi cellulari. In oriente ci sono tutti sul mercato, qui da noi arrivano solo i modelli più di base. È una logica che non riesco a comprendere (e non ci riesce quasi nessuno, se è per questo).
Se ne avesse voglia, avrebbe le capacità per realizzare i migliori cellulari sul mercato, lavorando da sempre in campi quali display lcd, sistemi audio, componentistica, ecc… I pochi modelli che abbiamo qui da noi già sono insuperabili per ricezione ed autonomia della batteria, ma per il resto… Con un po’ di sforzo… Considerando il fatto che hanno anche un centro di design piuttosto famoso.
Se per caso facesse la comparsa in Italia il 960 (che in teoria è in programma), od anche il 768 (anche se è più bruttino, ma fa lo stesso), non potrei esimermi dal rompere il mio attuale! Spero che Philips sappia questo! Che si sta perdendo un acquirente sicuro!
Ora, io non amo fare cose che possano essere spacciate per pubblicità, soprattutto non in pubblico. Però un regalo di Natale me lo sarei fatto volentieri, e sta cosa mi rompe. Vorrà dire che mi terrò i soldini (€€€€!¡!¡) per qualcos’altro.
Kurt Vonnegut / Mattatoio n. 5
Questo innanzitutto è un libro di guerra. In particolare dedicato alla seconda guerra mondiale e alla distruzione di Dresda da parte degli alleati. Metterlo sotto la fantascienza come fanno le librerie (prassi contro cui mi sono già pronunciato, fra l’altro) è un insulto all’opera.
Questo romanzo è prima di tutto una sorta di autobiografia di Vonnegut, almeno per quanto riguarda la parte in cui narra della guerra: Vonnegut è infatti scampato alla distruzione di Dresda rifugiandosi in una grotta naturale sotto il mattatoio comunale.
A questa autobiografia, l’autore aggiunge una vicenda fantastica, quella di Billy Pilgrim, personaggio che ha la capacità (più che capacità sarebbe forse meglio dire ventura) di saltare avanti ed indietro nel tempo, grazie ai segreti che gli sono stati confidati da strani alieni. Ecco quindi che il romanzo è narrato a spezzettoni, in un continuo avanti ed indietro nel tempo, uno stratagemma che ha il mirabile effetto di «alleggerire» la narrazione delle vicende di guerra, ma senza togliere forza alle stesse. Le frasi, corte e semplici a prima vista, quasi infantili dicono alcuni, sono come rasoi affilati che aprono le ferite lasciate dai combattimenti.
Ferite che sono ancora più terribili, quando i combattenti non sono altro che bambini appena un po’ cresciuti, come dice il sottotitolo del libro «o La crociata dei bambini».
È un romanzo da meditare, che non ti mette sul piatto considerazioni o pensieri già masticati dall’autore e pronti da assimilare. Anche perché masticare ed assimilare le vicende narrate è impossibile. Anche il senso dei personaggi secondari e delle vicende collegate è tutto da decifrare, come la detenzione di Billy Pilgrim nello zoo degli alieni, i quali gli insegnano un nuovo modo di considerare il tempo che passa.
Così va la vita.
Titolo orginale: Slaughterhouse-five
Anno: 1968
Pagine: 196
Editore: Feltrinelli
ISBN: 88-07-81858-2
Ora sto leggendo: non ve lo dico.
Molte volte le «battute celebri» di comici e personaggi dello spettacolo e/o cultura (più o che e) vertono sulla vita e la realizzazione (più o meno riuscita) di propri desideri e passioni.
Anni fa, Gino & Michele e Matteo Molinari hanno realizzato una serie di libri di successo che raccolgono tantissime «battute» come quelle di cui cui sopra. Caso vuole che in casa ci sia uno di tali libri (nella fattispecie l’ultimo, intitolato «Le formiche, ultimo atto»). Ebbene, sembrerà incredibile, ma la lettura del libro, che contiene anche battute di notevole spirito (fra alti e bassi, ovviamente), non fa altro che creare in me una forte sensazione di inferiorità e di inadeguatezza. Insomma, piuttosto che divertirmi, dopo un poco finisco per deprimermi. E mi cominciano a venire tutte le paturnie del caso: che cosa sto riuscendo a fare nella vita (risposta data nel contesto: poco o nulla), cosa posso fare per migliorare (risposta data nel contesto: poco o nulla), quanto cazzo sono deficiente (risposta data nel contesto: molto o del tutto). Alla fine di tutto, finisco per paragonarmi con il personaggio di un fumetto con cui mi sento più affine nei momenti in cui sono giù: ovvero Felipe, da Mafalda di Quino.
Dopo un po’ di questi pensieri decido di darmi un provvidenziale «boj in t’laque frasche» (una sbollentata nell’acqua fredda) e riesco a fare finta di non essermi mai posto tutti ’sti problemi inutili (??). Oh bè!