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Noi abbiamo Bruno Vespa…

… i francesi hanno Mélissa Theuriau.

Mélissa
Alla conduzione del telegiornale

C’è una fotogallery online, qui.
C’è una certa differenza con il nostro Brunone, vero?

Aggiornamento! Visto che Vanno dice «noi abbiamo l’Esposito», eccovi qui l’Esposito!!! Il suo compleanno è il 22 luglio.

giovedì 17 nov 2005, ore 19.19 (c) 1 commento »

11 settembre, strana roba

Premessa importante. Il materiale che riporto qui e i links che inserisco sono a solo scopo illustrativo. Quello che mi prefiggo in questo post è di portare a conoscenza di chi mi legge l’esistenza delle teorie di seguito enunciate, teorie di cui il sottoscritto non sa assolutamente che pensare e di cui non può in alcun modo garantire l’autenticità o l’accuratezza. Al lettore l’onere di considerare ciò che riporto e di trarre le sue libere conclusioni sulla faccenda.

Prima di cominciare. Sapete che l’11 di settembre del 2001 a Manhattan sono crollati non due ma bensì tre edifici? Perché del terzo edificio, identificato con il nome WTC 7 non si è praticamente parlato? Forse perché il suo crollo è ancora più strano di quello delle torri gemelle (di cui parleremo in seguito) e avrebbe sollevato troppi dubbi? In effetti, secondo quanto si legge su un sito realizzato proprio sull’argomento, www.wtc7.net, solo una piccola parte dell’undicesimo piano del palazzo aveva sviluppato un incendio. Quindi come mai è crollato? Inoltre i video che riprendono il crollo fanno veramente impressione: la costruzione è crollata in modo assolutamente verticale. Secondo quanto riporta il sito, un crollo del genere è possibile solo quando si parla di una demolizione controllata con esplosivi; nella storia degli edifici con struttura in acciaio, mai nessuno è crollato per un incendio (oltretutto quello in questione era veramente piccolo).
Il palazzo ospitava, fra l’altro, l’ufficio di sicurezza del sindaco Giuliani di New York e uffici della CIA (ma quest’ultimo particolare è stato rivelato solo tempo dopo).

Le torri gemelle. Parlare di questo secondo argomento è ancora più difficile del precedente, per tutto quello che è successo. (Ri)leggetevi la premessa importante all’inizio di questo post prima di proseguire nella lettura.
La tesi del sito della 9-11 Research è molto semplice: c’è qualcosa che non va anche nel crollo delle twin towers. Secondo le analisi del sito nè il fuoco sviluppatosi (e il relativo calore), nè il peso degli aerei, nè i danneggiamenti strutturali provocati dagli stessi avrebbero potuto provocare il crollo delle torri. Il sito spiega i crolli con la stessa teoria che abbiamo visto per il WTC 7 poco sopra: demolizione controllata.
Il sito e il materiale che riporta sono veramente sterminati.

Per concludere. Quello che ho letto e vi ho qui riportato mi ha lasciato tantissimi dubbi. Ammetto che non avevo mai pensato all’ipotesi terribile (e forse anche falsa) presentata dai due siti in questione. Era proprio fuori dalle mie povere spiegazioni a ciò che era accaduto. Anzi, dirò di più, ero convinto che fosse evidente che i crolli erano dovuti a ciò che ci era stato detto. Vedere che qualcuno ha comunque dei dubbi mi ha scosso e anche risollevato. Se non c’è malafede nelle ricerche che ho sopra riportato, ma solo una retta voglia di sapere ciò che è successo, sono contento che qualcuno abbia dubitato, a ragione o a torto (forse solo con il tempo si saprà), della verità ufficiale.

Altri links

  • Quello che dicono i bloggers sui crolli, da Technorati, qui;
  • La demolizione controllata sui blog, da Technorati, qui;
  • Domande senza risposta sull’11 settembre 2001, da Wikipedia italiana, qui;
  • Articolo di Scientific American sulle tecniche di demolizione tramite esplosione, download a pagamento, qui;
  • Phisics911, altro sito che si interroga, qui;
  • Analisi tecnica dell’Università di Sydney, qui.
mercoledì 16 nov 2005, ore 11.28 (c) 2 commenti »

105

Oggi si va con i post brevi.
Poco fa sono riuscito a stendere ad asciugare una lavatrice di calzini e mutande senza che Radio 105 uscisse dalla pubblicità.

E non ci ho messo certamente poco tempo.

martedì 15 nov 2005, ore 21.37 (c) 3 commenti »

In laboratorio

Perche` secondo voi un tizo mi deve chiedere “scusa, questa stampante e` spenta?” quando sopra c’e` un cartello con scritto “Stampante guasta. L’assistenza e` gia` stata contattata” e la stessa e`, effettivamente, spenta?

Accidenti a queste tastiere americane che non hanno gli accenti!

Update! Io l’ho guardato (il tizio di cui sopra) e gli ho fatto: «Eh!».

martedì 15 nov 2005, ore 15.25 (c) 1 commento »

L'Erika si è laureata!

Il suo bouquet, scattato al volo (e per ciò non del tutto a fuoco).

Bouquet Erika

Complimentissimi!

lunedì 14 nov 2005, ore 19.49 (c) 5 commenti »

La seconda notte di nozze

Il mio modestissimo parere su «La seconda notte di nozze», di Pupi Avati. Il film, a quanto ho sentito fra i miei amici, non è piaciuto ad aluni e ha lasciato «molti dubbi» ad altri. Qui ad esempio la stroncatura di Stefano. Che dire di mio? Innanzitutto che a me non è dispiaciuto. Pur mantendendo un ritmo rarefatto non ha momenti in cui cade di tono (benché teoricamente non si tratta di una vera commedia, nè tantomeno di un film comico, quindi non c’è un vero e proprio ritmo di «gag» o similari). Certo non è un film veloce, quello è vero. Il finale aperto, mi pare di aver capito, è quello che spiazza di più. E una possibile motivazione è semplice da trovare: siamo così assuefatti dal modello di cinema americano, che rifiuta categoricamente il finale aperto (i film finiscono tutti in modo chiarissimo e nella maggior parte dei casi con il prevalere della parte «buona»), che facciamo ormai fatica ad accettare un finale di tipo diverso.
Questo film di Avati mi ha ricordato molto, come impostazione, due film del nord europa che ho visto, e cioè Kitchen Stories di Bent Hamer (Norvegia, Svezia) e L’uomo senza passato di Aki Kaurismäki (Finlandia ed al.), dove un ritmo essenzialmente «lento» (ma che due scatole stò ritmo), è usato per intrecciare una serie di rapporti umani dove non è l’accadimento in se a risultare importante, ma l’uomo e le sue relazioni, che vengono pazientemente costruite lungo il film.
Per il resto «La seconda notte di nozze» non è privo di alcuni validi spunti di discussione sulla guerra, e sul degradamento della condizione umana che ne consegue.

domenica 13 nov 2005, ore 11.23 (c) 4 commenti »

Salviamo i picciù-picciù

I picciù-picciù sono fortemente a rischio estinzione. I due esemplari di Bologna, ad esempio, da settembre se la passano molto male, e tutto sembra mettersi contro di loro e contro la propagazione della loro specie. La picciù-picciù sale in centro, mentre il picciù-picciù sale fuori Bologna. Fino a questa primavera la picciù-picciù riusciva a tenere un posto libero accanto a se per il picciù-picciù; da questo settembre invece, quando le due corriere delle 17.00 e delle 17.30 sono passate dalla linea 301 alla 93, la picciù-picciù il più delle volte non riesce a tenere vuoto il posto accanto a se per il picciù-picciù a causa dell’aumentato baccino di utenza, e che drammi in tali casi! Quando il picciù-picciù sale in corriera è tutto un lancio di occhiate languide, di occhiate disperate, di ammiccamenti a distanza. Finché il/la diabolico/a usurpatore/usurpatrice del posto per il picciù-picciù non scende, e la coppia di picciù-picciù può finalmente dolcemente ed anche immantinentemente riunirsi. Che emozione in tali momenti!

Per preservare e proteggere il futuro dei picciù-picciù ci vogliono azioni concrete! Scriviamo tutti insieme all’ATC per chiedere che le due corse del 93 delle 17.00 e delle 17.35 tornino ad essere del 301 come era sempre stato sino a quest’autunno. Ne va del futuro dei picciù-picciù!

Collabora! Anche tu vuoi segnalare dei picciù-picciù a rischio di estinzione o da preservare? Scrivi un commento a questo post, oppure contattami qui per segnalare il caso. Le segnalazioni migliori saranno pubblicate (questa frase è molto da Settimana Enigmistica).

mercoledì 9 nov 2005, ore 19.05 (c) 5 commenti »

Oggi ho fatto il turista

Stamattina alle undici sono andato a vedere la discussione di Laurea di Carlotta, che è stata tanto brava a parlare di clicker training, un sistema di addestramento che pare faccia faville.
Finita la discussione, sono corso dietro (letteralmente) ad Erika, che cercava di parlare con una sua prof (non c’è stato modo di trovarla, probabilmente si era vaporizzata). Infine mi sono trovato a dover passare tre ore in attesa di una mia lezione che sarebbe iniziata alle 16.30. Così, siccome avevo con me la macchina fotografica (per via della discussione di laurea di cui sopra), mi sono improvvisato turista nella mia stessa città e mi sono aggirato negli angoli più remoti a scattare un po’ di foto. Ho accuratamente evitato i luoghi più banali, e mi sono concentrato sui vicoli più vicolosi del centro: «Vicolo Luretta», «Via del Carro» e simili nella zona del ghetto ebraico, «Via de’ preti», «via Schiavonia» e similari nella zona fra via Marconi e via dell’Indipendenza.
Presto pubblicherò nella galleria alcune delle foto che ho scattato, per il momento inserisco questa immagine che ho ripreso dal Dipartimento di Matematica. La torre in primo piano è quella della Specola, antico osservatorio astronomico ora museo, mentre poco più a sinistra c’è la famosa torre degli Asinelli.

tetti di bologna, specola e asinelli

Dopo aver gironzolato per il centro, alle 16 e trenta mi sono ridotto nella «mia» aula per seguire la «mia» lezione, ma abbiamo scoperto all’ultimo minuto che l’«esercitazione» che ci doveva essere oggi in realtà non era altro che un incontro per eventuali domande sullo svolgimento del parziale della settimana scorsa. Così mi sono ritrovato con un pomeriggio perso. O quasi, visto che le foto le ho fatte. Ma che due balle lo stesso.

lunedì 7 nov 2005, ore 19.35 (c) 3 commenti »

Le emoticons da inserire

:arrow: :!: :evil:

Ho creato una pagina con i codici delle emoticons che potete inserire nei commenti, è questa. Consultatela per inserire le faccine nelle cose che scrivete in questo blog (e su tutti i blog basati su WordPress, in generale).
Ora (insomma, fra un po’) inserirò un link alla pagina anche vicino ai campi per commentare, in modo che sia sempre sotto mano quando serve.
:cry: :-P ;-)

domenica 6 nov 2005, ore 16.42 (c) 8 commenti »

Spingere e tirare

Ultimamente non mi viene proprio in mente niente da scrivere, ma la scrittura è come una droga: una volta che cominci vai in crisi d’astinenza, e ti metti a scrivere cazzate. Questo succedeva anche prima di scrivere su un blog. Bastavano carta e penna e, pur di scrivere, saltavano fuori cose meravigliose come «Prova tecnica di scrittura. Questa biro sembra scrivere bene, e quindi probabilmente passerà il test di scrittura…».
Tutto questo preambolo per dire semplicemente che quello che sto scrivendo qui potreste anche non leggerlo direttamente, che tanto è tutta una convoluzione ed un inciso solo per mettere giù una parola dopo l’altra, e che a contenuti siamo sotto vuoto spinto ed anche un poco tirato. Ho sempre avuto voglia di comperare quegli adesivi da attaccare le porte con scritto «spingere» e «tirare». Al vecchio lavoro di mio padre ne avevano di meravigliosi: in quello con scritto «tirare» c’era un’omino con tante goccioline di sudore, tutto piegato indietro per lo sforzo, che tirava la «T» e la deformava; nel cartellino «spingere» lo stesso omino era tutto piegato in avanti e puntellato con i piedi nel tentativo si spingere la «S». Ah, ovviamente anche in questo secondo caso c’erano tante goccioline di sudore.
Chissà se li vendono ancora. Avevano un certo gusto di «vecchio». Non so, forse la scelta dei caratteri di stampa, o le linee del disegno, fatto sta che facevano molto anni ’70. Se li trovassi potrei metterli alla porta di casa, non si sa mai potrebbe sempre venire il dubbio: «devo spingere o tirare?». Che poi uno li mette, ma la gente come al solito non si sogna nemmeno lontanamente di leggerli, così saltano fuori delle scenette meravigliose come quelle si vedono sempre alla pizzeria Altero di via Ugo Bassi.

domenica 6 nov 2005, ore 13.54 (c) Commenti disabilitati