del.icio.us
Volevo parlare di del.icio.us. del.icio.us è un sistema di gestione «sociale» dei preferiti (o bookmarks): in poche parole, tu utente rendi pubblica la tua lista di segnalibri agli altri utenti, che possono vederli. Ad ogni bookmark puoi associare dei «tags», ovvero inserirlo in categorie di tua scelta in modo da poterli organizzare e facilmente ritrovare.
Questo tipo di servizio viene pomposamente inserito da alcuni sotto la denominazione «Web 2.0», ad indicare un nuovo paradigma di «vita in rete», dove molte attività vengono gestite da grandi comunità di utenti che interagiscono tra loro a formare una rete di persone («social networking»).
Un altro esempio di social networking credo possa essere il solito last.fm, dove i suggerimenti musicali e le classifiche si basano sul comportamento in rete degli utenti, e sui brani che ascoltano.
Ma, mentre last.fm produce dei risultati a mio avviso interessanti ed utili e funziona tutto sommanto bene, con del.icio.us ancora non sono riuscito a capire la sua utilità. Per provare, mi sono iscritto ed ho inserito anche io alcuni links (si possono vedere qui), ma dopo aver fornito queste «informazioni» (nel senso più esteso della parola) non mi è tornato indietro nulla. Se lo scopo del servizio è trovarti siti che si rivelino aderenti ed utili ai tuoi interessi, beh mi sembra che non ci riesca. Se lo scopo invece è soltanto di rendere pubblica una directory di siti che ti piacciono, ok, può essere utile, ma non chiamatelo «social networking», mi pare che ci stia a dire poco.
Un utente può cercare dei siti in base ai tag, e vedere quelli che sono stati inseriti da più persone, ma i risultati delle ricerche sono mostrati in modo molto caotico ed approssimativo, tanto che risulta praticamente impossibile trovare quello che si desidera (o comunque qualcosa di interessante). Viene infatti presentata una lista di siti inerenti la ricerca effettuata, con titolo, tags maggiormente usati per descrivere quel sito e numero di persone che hanno inserito il link nel proprio profilo.
Il titolo molto spesso è quello che i siti stessi inseriscono. E ciò è pericoloso: infatti molti siti creano dei veri e propri «paciughi» con i titoli, riempiendoli di informazioni superflue od inutili. Vedi una qualsiasi pagina di eBay, dove nel titolo a volte si trova un vero tema, cosa che non ne rende facile la lettura.
L’elenco dei tag è quasi inutile: oltre ad essere scritto tutto fitto fitto (si distingue di poco lo spazio fra un tag e l’altro), non fornisce abbastanza informazioni sul sito corrispondente all’elenco. È praticamente impossibile capire di che cosa tratti un sito partendo dai suoi tag. Esempio. Capite di che cosa parla un sito con i tag seguenti: «news media tagging journalism folksonomy»? Io no. Invece se last.fm mi scrive «indie rock, electronic» a proposito di un gruppo, io riesco a farmi un’idea di come sia la loro musica.
Insomma, attualmente del.icio.us mi sembra poco utile, e sinceramente non riesco a capire che cosa provochi tanta meraviglia fra gli utenti di «Web 2.0» che, ovviamente!, usano il servizio.

Rss