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Ottobre 2005 · (
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Nuove foto nella mia galleria fotografica: ho aggiunto infatti 13 nuove immagini notturne. Tre foto le ho scattate a San Luca, il santuario sul colle della Guardia collegato alla città con il portico più lungo del mondo, le altre 10 sono immagini di un centro commerciale a Casalecchio di Reno, comune confinante con Bologna, che è stato costruito con un occhio anche all’architettura. Insomma, non sarà un capolavoro: forse è un po’ eccessivo nei dettagli, ma visto la penuria di architettura moderna di cui soffriamo cronicamente in Italia è meglio che niente!
Ecco un assaggio del Centro Meridiana di Casalecchio:
Per le foto del Santuario di San Luca, del suo portico (il più lungo del mondo) e per le altre foto del centro Meridiana, visita la galleria ». Per andare direttamente alla sezione che contiene le foto in oggetto, clicca qui».
La galleria, inoltre, contiene foto notturne del centro di Bologna, del Fiera District e di Ferrara. Inoltre altre foto arriveranno a breve (ora con l’adsl posso gestire meglio la galleria). Le immagini sono disponibili nella galleria con una dimensione di 1800 pixel per il lato più lungo (cliccate sull’immagine a media dimensione per averne una versione a tutto schermo).
PS: buon Halloween per coloro i quali ritengono tale festività degna di essere festeggiata.
Volevo parlare di del.icio.us. del.icio.us è un sistema di gestione «sociale» dei preferiti (o bookmarks): in poche parole, tu utente rendi pubblica la tua lista di segnalibri agli altri utenti, che possono vederli. Ad ogni bookmark puoi associare dei «tags», ovvero inserirlo in categorie di tua scelta in modo da poterli organizzare e facilmente ritrovare.
Questo tipo di servizio viene pomposamente inserito da alcuni sotto la denominazione «Web 2.0», ad indicare un nuovo paradigma di «vita in rete», dove molte attività vengono gestite da grandi comunità di utenti che interagiscono tra loro a formare una rete di persone («social networking»).
Un altro esempio di social networking credo possa essere il solito last.fm, dove i suggerimenti musicali e le classifiche si basano sul comportamento in rete degli utenti, e sui brani che ascoltano.
Ma, mentre last.fm produce dei risultati a mio avviso interessanti ed utili e funziona tutto sommanto bene, con del.icio.us ancora non sono riuscito a capire la sua utilità. Per provare, mi sono iscritto ed ho inserito anche io alcuni links (si possono vedere qui), ma dopo aver fornito queste «informazioni» (nel senso più esteso della parola) non mi è tornato indietro nulla. Se lo scopo del servizio è trovarti siti che si rivelino aderenti ed utili ai tuoi interessi, beh mi sembra che non ci riesca. Se lo scopo invece è soltanto di rendere pubblica una directory di siti che ti piacciono, ok, può essere utile, ma non chiamatelo «social networking», mi pare che ci stia a dire poco.
Un utente può cercare dei siti in base ai tag, e vedere quelli che sono stati inseriti da più persone, ma i risultati delle ricerche sono mostrati in modo molto caotico ed approssimativo, tanto che risulta praticamente impossibile trovare quello che si desidera (o comunque qualcosa di interessante). Viene infatti presentata una lista di siti inerenti la ricerca effettuata, con titolo, tags maggiormente usati per descrivere quel sito e numero di persone che hanno inserito il link nel proprio profilo.
Il titolo molto spesso è quello che i siti stessi inseriscono. E ciò è pericoloso: infatti molti siti creano dei veri e propri «paciughi» con i titoli, riempiendoli di informazioni superflue od inutili. Vedi una qualsiasi pagina di eBay, dove nel titolo a volte si trova un vero tema, cosa che non ne rende facile la lettura.
L’elenco dei tag è quasi inutile: oltre ad essere scritto tutto fitto fitto (si distingue di poco lo spazio fra un tag e l’altro), non fornisce abbastanza informazioni sul sito corrispondente all’elenco. È praticamente impossibile capire di che cosa tratti un sito partendo dai suoi tag. Esempio. Capite di che cosa parla un sito con i tag seguenti: «news media tagging journalism folksonomy»? Io no. Invece se last.fm mi scrive «indie rock, electronic» a proposito di un gruppo, io riesco a farmi un’idea di come sia la loro musica.
Insomma, attualmente del.icio.us mi sembra poco utile, e sinceramente non riesco a capire che cosa provochi tanta meraviglia fra gli utenti di «Web 2.0» che, ovviamente!, usano il servizio.
Vi volevo riportare un meraviglioso brano da La concessione del telefono di Camilleri (appena ne avrò voglia lo recensirò). È un esempio spettacolare di linguaggio ampolloso e forbito per dare sfoggio della propria cultura: infatti nel romanzo il brano che vi riporto viene da uno scritto del Ministro dell’Interno in carica nel 1892 (anno in cui è ambientato il romanzo). Mi ha fatto morire dal ridere leggerlo, come più o meno tutto il libro.
Dopo il testo, la spiegazione delle parole «meravigliose» powered by Il nuovo Zingarelli.
[...] devono farsi carico di provvedimenti non cedui atti ad impedire la tumescenza di un movimento che è a un tempo vulnus e onta per il nostro Paese. È un truismo1 che l’aggregazione di vagabondi sobillatori possa essere ultronea2, ma è pur vero e palese che il loro moltiplicarsi sia dovuto ad abili mestatori che cattivano, approfittando d’ogni pur minimo e momentevole disagio, nuovi adepti per le loro cimmerie3 tregende4, per le loro combibbiali5 nequizie6.
Note
- Truismo: Verità ovvia, lapalissiana. Da «true», vero.
- Ultronea: Spontanea.
- Cimmerie: Tenebroso, oscuro. I cimmeri erano i favolosi abitanti di estreme terre occidentali, non illuminate dal sole.
- Tregende: Convegno notturno di demoni, grande quantità di gente, pandemonio.
- Combibbiali: non si trova sullo Zingarelli e neppure sul DeMauro online. Forse come «convivio», di gruppo?
- Nequizie: Malvagità, delitto.
In definitiva, voi siete un truismo di combibbiali nequizie ultronee!
Oggi voglio far morire un po’ d’invidia tutti gli utenti di Windows. Sì perché, o tapini, non potrete mai utilizzare quel meraviglioso player audio (e gestore della collezione musicale) che risponde all’esotico nome di amaroK. Tale lettore, realizzato per sistemi Linux, credo che al giorno d’oggi superi tutti concorrenti (anche commerciali).
Cliccate sull’immaginina qui a destra per vedere quanto è bello mentre è in azione sul mio pc.
Ma che cosa fa in particolare? Il caffè? Beh, quasi! In effetti fa un po’ di tutto! Ad esempio la «modalità dinamica», partendo da una o più canzoni a tua scelta, crea automaticamente una playlist con i brani memorizzati sul tuo pc che rispecchia lo stile dei brani da te inseriti manualmente. Tutto questo grazie a last.fm, le cui funzioni sono automaticamente integrate.
Inoltre, altre sue capacità sono:
- Crea una classifica di tracce preferite, grazie ad un punteggio calcolato in base a quante volte ascolti una canzone, e se la ascolti fino alla fine o fai «skip» dopo un po’;
- Scarica le copertine degli album (che memorizza per il futuro) e i testi delle canzoni;
- Mostra le pagine della Wikipedia relative all’artista ascoltato;
- Usa MusicBrainz per correggere automaticamente i tag delle tracce;
- Suggerisce brani simili a quelli in ascolto;
- Permette di effettuare ricerche all’interno della collezione, e di raggruppare per autore, genere, anno e cose simili.
E avrò sicuramente dimenticato qualcosa. Ah sì! Ecco un’altra cosa: con un solo click prepara un cd da masterizzare con i file inseriti nella playlist! Insomma, non vorreste tutti un player così (soprattutto se ascoltate molta musica con il pc)?
Be’, ora c’è una notizia che dovrebbe tirarvi un po’ su: non c’è bisogno di installare Linux per usare amaroK! Da qualche tempo infatti è uscita una versione live che parte direttamente da cd. Il disco va inserito all’avvio del pc, e carica una versione di Linux con amaroK installato, senza toccare minimamente l’hard disk del computer. Si tratta di amaroK live, liberamente scaricabile e pronta da masterizzare.
Premessa
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Benvenuti!
Su questo nuovo spazio ho deciso di spostare il mio blog, dopo più di un anno di permanenza sui server di iobloggo. Perché questa cosa? Come ho parzialmente già detto, intanto questo è il mio dominio, a mio nome e di mia proprietà. Questa cosa mi permette di assicurare, fra le altre cose, una maggiore «continuità temporale» al blog, non necessitando di voleri commerciali (i servizi gratuiti di blogging) per la sopravvivenza; voleri che possono improvvisamente cessare. Insomma, uno spazio veramente indipendente (miomiomio!
).
Poi perché qui potrò (per fortuna o purtroppo) fare di tutto: il motore che gestisce il sito è veramente senza fondo, e le opportunità che offre anche troppe. Tanto che non so bene quali sfruttare per prime!
Spero che il nuovo spazio vi piaccia. L’ho testato per alcuni giorni e mi sembra che vada tutto, contattatemi (con il link «scrivimi» che trovate nell’intestazione della pagina) se riscontrate qualche problema!
Vi ringrazio per la pazienza e mi scuso per avervi sottoposto a quest’altro cambiamento, ma si sa: internet non sta mai ferma! (C.S.D.C. - Che Scusa del Cazzo).
PS: questa grafica è ancora vagamente temporanea, non escludo modifiche nel giro di poco tempo!
Bruce Sterling / La matrice spezzata
No, Matrix non c’entra nulla. L’umanità è ormai post-umana, e si sta trasformando in qualcosa d’altro con le proprie mani, mentre la colonizzazione di luoghi sempre più lontani sta dividendo l’umanità in una specie di matrice di «colonie». In questa situazione l’uomo (sempre che l’etichetta sia ancora applicabile) trova ovviamente modo per muovere guerra contro se stesso. Il protagonista di questo romando cerca di riappacificare la situazione: prima sfruttando i primi contatti con entità aliene, poi con altri sistemi più complicati.
Bruce Sterling è stato inserito (a forza?) all’interno della cosiddetta letteratura cyberpunk (qui l’articolo di Wikipedia, per un’idea di base di che cosa sia, seppur approssimativa, come del resto lo è un po’ la voce stessa dell’encicolopedia), ed effettivamente condivide vari aspetti con altri autori (come Gibson): uno fra tanti lo stile di scrittura molto «denso», dove ogni frase contiene tantissimi particolari, tali da rendere anche un po’ criptica la lettura.
Gibson come «impatto» di scrittura supera certamente Sterling, ma anche quest’ultimo se la cava egregiamente. Ne risulta un romanzo dove la comprensione avanza pian piano con la lettura, da una situazione inizialmente confusa (molte cose sono ottintese: non è uno di quei romanzi dove tutto si spiega immediatamente) si arriva alla formazione di uno scenario molto dettagliato ed avvincente.
In appendice al volume, un breve scritto di Wu Ming 3 cala i fili conduttori del romanzo nella nostra quotidianità, dimostrando che il libro non è tanto distante dalla nostra vita.
Titolo originale: Schismatrix
Anno: 1985
Pagine: 394
Editore: Mondadori (Urania Collezione 32)
ISSN: 17216427
In attesa di recensione: Andrea Camilleri, La concessione del telefono.
Ora comincio a leggere: Kurt Vonnegut, Mattatoio n°5.
Ormai è fatta, ho praticamente terminato la «sistemazione» del mio blog a questo indirizzo. La creazione di un aspetto grafico personalizzato ha riservato sorprese: WordPress, il motore che sta sotto a queste pagine, non è proprio immediatissimo da personalizzare dal punto di vista dei temi. Se ci si accontenta di un tema già fatto (ce ne sono parecchi ed anche molto molto belli) la cosa è banale, ma quando si vuole creare un aspetto proprio «da zero» ci si scontra con aspetti abbastanza criptici (almeno in un primo momento) come il loop (dei post e dei commenti), la miriade di file diversi in cui va spezzettato il template, e l’abbondante dose di codici «pseudo»-php da inserire.
Inoltre, Codex, l’help online di WordPress, è un po’ caotico nel parlare della creazione di temi personali. È risultato di grande aiuto, invece, un post (linkato dallo stesso Codex) da Matt’s Googly Site, che in poche frasi riesce a fare chiarezza proprio là dove Codex fa confusione. All’autore va tutta la mia gratitudine, probabilmente senza di lui non avrei mai saputo da dove partire.
Ora non rimane che «chiudere» il vecchio blog (o tenerlo come copia?). E qui viene la parte più difficile, anche se non sembrerebbe.
Il trasferimento del mio attuale blog in queste pagine è quasi arrivato a compimento. Mancano solo alcune rifiniture alla realizzazione grafica, qualche traduzione mancante, qualche plug-in da aggiungere e un po’ di tests, dopodiché il trasferimento sarà ufficiale.
Perché questo trasferimento? Intanto perché poluz.net è il mio dominio, mentre iobloggo.com è di anija e mac, poi perché la piattaforma che gestisce queste pagine, ovvero il famoso WordPress è veramente incredibile, e spero che lo dimostrerà sempre di più d’ora in avanti.
Questo post è stato realizzato essenzialmente come prova, magari fra un po’ quando qualcuno verrà qui avrà più senso.
Mi sono quasi del tutto deciso: pian piano trasferirò il mio blog in questo spazio, dall’attuale sui server di iobloggo.com (il link è sulla destra). Ci vorrà ancora un po’ di tempo, per preparare adeguatamente queste pagine. Aggiungere qualche plugin, cambiare grafica, e cose simili… Ottima serata.
Leggendo ieri sera i vari post sui blog a proposito della trasmissione di Celentano, mi sono saltati alla mente alcuni, brevi ma autoesplicativi, punti:
- La politica che ha paura delle parole, della satira, e soprattutto della televisione (e i politici ne hanno paura, a destra come a sinistra, si vede dalle reazioni), non è politica, è indecenza. Non si vede in nessun paese politici che commentano i programmi in onda (tranne rarissimi casi, ma guarda un po’ anche qui al limite della censura): la politica è politica, la televisione è televisione e fa informazione, cultura ed intrattenimento, Si può discutere se la televisione fa bene queste tre cose, ma la politica non c’entra un’acca.
- Molti si sono lanciati in dichiarazioni del tipo «ah, questo cose fanno vincere x o y alle elezioni». E dimostrano quindi di non aver capito ciò che lo stesso Celentano ha affermato: non si possono dire solo le cose che fanno vincere le elezioni, altrimenti non c’è democrazia (quest’ultima parte l’ho aggiunta io). Si possono e si devono dire anche cose che fanno perdere le elezioni, se no è regime.
Non mi sembra complicato. Evidentemente lo è, perché anche io non ho poi fatto che rimacinare le solite cose. A proposito di macinato, qui si comincia già a sentire odori di roba da mangiare… Mio padre ha voglia di cucinare per stasera… Vai con il soffritto!